L’Italia deve ripartire – Fase 2 pronta al vaglio degli esperti, non ci resta che dire: “Dio ci aiuti”

L’Italia deve ripartire, lo staff di scienziati che lavora a pieno regime per stabilire come e quando, suggerisce di iniziare per fasi. Lo staff, ha sviluppato un controllo capillare sui tutti vari settori lavorativi, per stabilire attraverso delle tabelle l’indice di pericolosita dei contagi per ogni settore e filiera lavorativa. La fase due riparte dalle auto e dalla moda. Due dei settori trainanti dell’economia italiana. Spiraglio di riapertura anche per alcuni cantieri a basso rischio, come l’industria del tabacco, l’estrazione di minerali metalliferi, le cave e le miniere. Per quanto riguarda i trasporti bus e treni viaggeranno con una capienza dimezzata e posti alternati. Nei negozi l’ingresso sarà consentito una persona alla volta se l’attività misura meno di 40 metri quadri. Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri al Corriere della Sera  dichiara che per i giovani sotto i 18 anni e gli anziani sopra i 70 verranno limitati gli spostamenti. «Abbiamo notato che i ragazzi sono i più restii ad indossare le mascherine, ma è evidente che in alcune circostanze dovremo renderle obbligatorie, altrimenti per loro sarà impossibile uscire visto che molti sono asintomatici e quindi possono veicolare il virus» . 
Uffici postali, banche, uffici comunali, mezzi pubblici (bus, treni, metro), negozi retail, bar, ristoranti, medici, infermieri (quindi sanità), alcune fabbriche e catene di montaggio, palestre, piscine sono le categorie con una esposizione maggiore perchè è più difficile creare corsie per distanziare i cittadini e scongiurare assembramenti. Un problema non da poco è poi quello della gestione del trasporto pubblico. Per mantenere le distanze in metro o sul bus occorrono più mezzi e personale. Tra le soluzioni al vaglio, quella di incrementare il personale, anche sugli autobus in città, per evitare la salita su mezzi che abbiano già raggiunto la capienza massima consentita (attualmente fissata a circa la metà dei soli posti a sedere).

Poi ci sono da ripensare gli orari di lavoro per scaglionare ingressi e uscite. Ed infine la scuola che continua ad essere considerata l’ultima ruota del carro e si dà per scontato riapra a settembre, ma non si sa ancora come.
Concetto fondamentale è che imprese e fabbriche possono di fatto già riprendere a produrre se si adeguano ai protocolli di sicurezza e distanziamento sociale e comunicano al prefetto di competenza la richiesta.



Alessandra Filippello