Uccidono il figlio disabile iniettando vodka nei tubicini dei macchinari che lo tenevano in vita

Lo hanno ucciso iniettandogli dell’alcol nei tubicini che lo tenevano in vita. Isaac aveva solo 13 anni ed era nato con un’anomalia cerebrale per la quale necessitava di cure 24 ore su 24.

Alla nascita i medici gli diagnosticarono una oloprosencefalia, una grave malformazione del sistema nervoso centrale, causata da un difetto della separazione degli emisferi cerebrali. Allora i dottori non gli avevano dato 6 mesi di vita. Accudirlo ci aveva sempre pensato la mamma, Melissa Robtille, che da qualche mese aveva iniziato a frequentare un suo coetaneo, Walter. Precedentemente era stata spostata con un uomo 30 anni più grande di lei e da quella relazione erano nati 4 bambini, tra cui Isaac.

Per tutti Melissa era una mamma affettuosa, ma questo non è bastato ad evitare la tragedia. Quando il bambino è stato ritrovato morto, i medici avevano pensato fosse a causa della sua malattia, ma quando è stata effettuata l’autopsia è saltata fuori la verità. Nel suo sangue c’era l’alcol, il doppio rispetto al limite legale per la guida. secondo gli investigatori, la mamma e il compagno si sono voluti sbarazzare di Isaac. Ora i due dovranno rispondere dell’accusa di omicidio.

Solo qualche giorno prima, a proposito di Isaac la madre scriveva su Facebook: “Ha un mucchio di altre differenze rispetto agli altri ragazzi, ma lui è allegro, ama la matematica, gli abbracci, i baci, il suo cane Tickle e odia la fisioterapia. Parla con il linguaggio dei segni e io lo adoro”.



redazione