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Tra le mete più ambite per l’estate 2020 c’è il sentiero delle Bocchette sulle Dolomiti del Brenta

L’escursione guidata sul sentiero delle Bocchette, sulle Dolomiti del Brenta, in Trentino-Alto Adige, è una delle mete più gettonate dagli italiani per le vacanze estive 2020, come si può leggere sulla guida redatta da Legambiente e Touring Club Italiano.

Italiani con vero spirito alpino e avventuriero però, perché è vero che si tratta di un percorso non particolarmente difficile tecnicamente, ma a tratti è molto esposto, per cui richiede una buona preparazione fisica e alpinistica.

Tra le ferrate delle Dolomiti del Brenta la più nota è la Via Ferrata delle Bocchette Alte, un percorso che regala panorami impareggiabili attraverso una serie di cenge esposte, e in cui si arriva a toccare i 3000 metri di quota. Tantissime le proposte per le avventure sulle Dolomiti del Brenta da parte di agenzie di viaggio e tour operator. Un esempio? L’ escursione guidata sul sentiero delle Bocchette di Tramundi.

Si parte dalla Val Rendena, racchiusa tra l’Adamello e le Dolomiti del Brenta. Un paesaggio naturale mozzafiato, difficile da dimenticare: boschi fitti e prati fioriti incastonati tra i ghiacciai perenni dell’Adamello e della Presanella e le punte di roccia delle Dolomiti. Una fitta serie di sentieri da cui si possono ammirare le vallette ai lati e, in mezzo, il fiume Sarca. Dopo la Val Gardena l’escursione procede verso il Passo del Grosté, la Cima Falkner e la Bocca di Tuckett.

Da qui comincia la camminata più faticosa: si prende il sentiero n.303, ricco di scale e cavi in ferro che percorrono la cima in salita per poi ridiscendere, per mezzo di altre scale, e raggiungere la cengia vera e propria, che è molto esposta. A questo punto non resta che prendere una leggera salita per raggiungere la Cima Brenta (3151m). La ferrata, invece, scende per mezzo di scalette in una gola fino ad un piccolo nevaio. Superato il nevaio si procede camminando attraverso le cenge, fino a raggiungere una terrazza naturale dalla quale si può ammirare in tutta la sua vastità la Cima Brenta.

Quindi si scende di nuovo fino alla Bocca Alta dei Massodi, da cui si procede verso il Monte Spallone – che raggiunge i 3000 metri – attraverso la “Scala degli amici”, lunga 30 metri e molto esposta. Si procede prendendo il sentiero verso il nevaio del Vedretta dei Sfulmini e da lì, si raggiunge il Rifugio Alimonta (2580m).

Dal Rifugio Alimonta si percorre il sentiero 323 fino alla Bocca degli Armi, attraversando la Vedretta degli Sfulmini. Inizia l’escursione in direzione delle Bocchette Centrali, le più scenografiche di tutto il viaggio. Tra strette cenge, passando sotto le cime centrali delle Dolomiti di Brenta quali Torre di Brenta, Campanile Basso e Brenta Alta, si arriva alla famosa Bocca di Brenta (2552m). Da qui ci si rimette in marcia verso la Via Ferrata Brentari.

Infine, si visita la località Bandalors (1836m), situata proprio sotto al Doss del Sabion (2101m). Questa montagna, che si trova nell’area di Pinzolo, è molto conosciuta fra gli amanti degli sport invernali.

Intorno silenzio, natura incontaminata e libertà. Sì, perché la montagna insegna ad apprezzare il silenzio contrapposto al rumore frenetico delle città: camminando a un certo punto prevale sempre il silenzio, i pensieri cominciano a viaggiare liberi, la serenità del luogo e la limpidezza del fiume regalano la tranquillità del paesaggio di cui si è circondati.

Proprio per la media difficoltà dell’escursione, l’età media consigliata è da 30 a 45 anni. L’età giusta perché si sia consapevoli che la montagna è l’opportunità per sfidare sé stessi, per riconoscere i propri limiti e, soprattutto, per provare a superarli.



redazione