Sindrome da cartoleria: quando la felicità è in una penna quattro colori

Roberta Latorre

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Piccolo esperimento atropologico: chiudi gli occhi ed immagina il tuo paradiso personale, solo tuo. Esploralo attraverso tutti i tuoi sensi e immergiti in questo stato di beatudine per qualche minuto. Se nel tuo paradiso non compaiono ameni laghetti, fiorellini variopinti e coniglietti danzanti, ma soltanto penne colorate, penne a gel, penne stilografiche, evidenziatori, matite, pennarelli, pastelli, post-it, gomme, agende e quaderni, allora ci dispiace ammetterlo, ma anche tu sei affetto dalla temibilissima nonché dispendiosissima sindrome da cartoleria.

La sindrome da cartoleria è uno stile di vita ormai diffusissimo, che non fa sconti nemmeno a personaggi del calibro di Rudy Zerbi. Tralasciando le possibili critiche di quei soggetti problematici che “Io faccio tutto con la penna” (è difficile crederci ma è così, questi soggetti esistono e sono in mezzo a noi!), possiamo ormai sostenere con certezza che affrontare il mondo con una Bic quattro colori in mano, piuttosto che con una semplice matita grigia e tristissima, è un’esperienza del tutto diversa.

Il mondo della scuola, dell’università o dell’ufficio talvolta può sembrare cupo e noioso, ma un post-it fluo a forma di cupcake o una penna fiore con tanto di illuminazione da festa patronale quando appoggia la punta sottilissima sulla carta, non possono che migliorare il tuo umore e di conseguenza le tue giornate.

Per non parlare poi del valore dei colori nel momento dello studio: ogni concetto ha un’importanza diversa, dunque deve essere contraddistinto da un colore diverso (non si può pretendere che l’arancione o il verde siano allo stesso livello di sua maestà il giallo, ovviamente!); negli schemi riassuntivi, fatti su appositi blocchi di carta pregiata (a righe o a quadretti a seconda della personalità del soggetto in questione) i titoli dei capitoli vanno ovviamente scritti in grassetto, di un colore diverso dal resto, contornati, abbelliti, sottolineati e magari incorniciati; le frecce che connettono i vari riquadri vanno tracciate con un pennarello rosso a punta sottile e con l’aiuto di un righello adatto, piccolo, tanto meglio se decorato. Hai dimenticato un passaggio importante da riportare nel tuo schema? Niente paura, ci sono per te post-it o nastri adesivi su cui scrivere di ogni forma, dimensione e colore. Alla fine, dopo ore e ore di lavoro certosino, il tuo schema sarà una vera e propria opera d’arte contemporanea, su cui ovviamente farai fatica a studiare o ripetere, perso a contemplare la bellezza folgorante di un tale capolavoro e a mostrarlo con orgoglio ad amici e conoscenti.

Il mondo della cartoleria è così vario che ospita sempre la soluzione più adatta ai tuoi problemi.

Sei uno che sbaglia? Penne cancellabili!

Sei uno che sbaglia ma vuole essere alla moda? Penne cancellabili fluo brillantinate!

Sei uno che sbaglia ma odia le penne cancellabili? Gomme che cancellano anche l’inchiostro delle penne non cancellabili (scartavetrando parte del tuo quaderno).

Ti piace sottolineare con i pastelli? Matite evidenziatori.

Ti piace sottolineare con i pastelli ma non vuoi rinunciare alla vividezza dell’evidenziatore? Colpo di grazia, ecco per te l’evidenziatore dai colori pastello, il non plus ultra dell’arte della sottolineatura.

Tirando le somme, la sindrome da cartoleria potrà anche rappresentare un male per i tuoi risparmi, un feticismo, persino una mania ossessivo compulsiva, ma in fondo in fondo riesce a trasmetterti una serena consapevolezza: a volte basta davvero poco per essere felici.