Medicina rigenerativa: l’approccio che mancava per la cura della calvizie

Ossa, muscoli, tendini, legamenti e cartilagine. Sono solo alcuni dei campi d’applicazione della medicina rigenerativa, il sofisticato processo di ricostruzione di tessuti, cellule e organi definito da numerosi scienziati, su tutti il biologo di Harvard Michael Levin, come “la rivoluzione del secolo” in ambito medico – scientifico. Tra le disfunzioni e le patologie in cui la medicina rigenerativa può ristabilire l’integrità degli apparati, in modo totalmente naturale e senza effetti collaterali, c’è anche la calvizie.

La perdita progressiva dei capelli interessa quasi un uomo su due e coinvolge anche un pubblico sempre più al femminile, comportando disagi di carattere estetico, fisico e non di rado persino psicologico. Grazie alla concentrazione di cellule in grado di riparare una funzionalità alterata, la medicina rigenerativa permette di ottenere un riequilibrio del tessuto danneggiato e delle sue funzioni.

Il gruppo italiano HairClinic, tra i primi in Europa ad applicare le tecnologie più avanzate alla caduta dei capelli e forte di migliaia di pazienti con diradamento trattati, ha sperimentato come la medicina rigenerativa, anche a livello di calvizie, possa garantire risultati strutturali nella lotta a questa problematica.

I primi casi d’applicazione hanno infatti dimostrato che le piastrine, con i loro fattori di crescita nella metodica anziana del PRP (da molti anni non più eseguito in HairClinic perché sostituito da moderne tecnologie di Separazione Cellulare Automatizzata), permettevano di creare dei capillari; i follicoli danneggiati, ai quali non arrivavano sangue e ossigeno con conseguente miniaturizzazione, venivano quindi rianimati dai nuovi capillari con risultati sorprendenti.

La calvizie è una problematica evolutiva che va trattata in maniera inclusiva con un approccio completo, sferico e duraturo a 360 gradi

Shampoo anticaduta, integratori o auto trapianti non garantiscono risultati stabili nel tempo, mentre le potenzialità garantite dalle nuove Terapie Inclusive Multidisciplinari legate alla medicina rigenerativa aprono scenari completamente nuovi. Secondo l’esperienza di un’eccellenza tutta italiana come HairClinic oggi non è possibile, per affrontare una problematica così complessa, non procedere a stimoli anti infiammatori rigenerativi con le migliori cellule in grado di spegnere l’infiammazione, non nutrire le cellule del follicolo in maniera paracrina e non proteggerle da tutte le sostanze tossiche che creano loro sofferenza e un’alterata funzione. Le tecnologie necessarie per dare un risultato clinico importante sono numerosissime: non è possibile, insomma, fronteggiare la calvizie con approcci che per loro stessa natura non consentono risultati duraturi.

E nonostante la cura vada calibrata caso su caso, a seconda delle caratteristiche specifiche di ogni persona, ci sono tre interventi fondamentali che compongono l’approccio di HairClinic alla calvizie: uno di medicina rigenerativa inclusiva, cioè l’uso di cellule del paziente che, iniettate, spengono l’infiammazione e portano maggiore ossigenazione per permettere la ricrescita dei capelli; una terapia nutraceutica mirata a ciò che effettivamente manca al singolo paziente (non una fiala uguale per tutti); infine, nei casi in cui le analisi ad-personam lo indichino, il supporto di farmaci topici come gel da applicare al cuoio capelluto e a base di anti-androgeni, che riportino un equilibrio generale in caso di scompenso.

Non un’azione dissociata e uguale, ma un approccio inclusivo coordinato sul paziente, è questo il modo moderno di curare la calvizie e la sua evoluzione, promuovendo i massimi risultati autologhi e duraturi.



redazione