Le luci rosse della Valle Ellero

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Le nostre Alpi sono da decenni al centro di strani avvistamenti nei cieli: lungo tutta la catena montuosa, in ogni regione che interessa il rilievo, ci sono decine di testimonianze ed eventi documentati di quelli che potremmo chiamare UFO nel vero senso del termine (ovvero oggetti volanti non identificati). Tuttavia ci sono delle zone o delle vette che ancora oggi sembrano essere al centro di un’intensa attività di strane luci o addirittura avvistamenti di creature umanoidi non ben identificate. Una di queste zone è la Valle Ellero, nel monregalese (siamo in provincia di Cuneo).

La Valle Ellero è una valle che chiude uno degli affluenti del fiume Tanaro (il fiume Ellero, appunto) e non è molto frequentata dai turisti perché in essa ci sono tanti piccoli paesini pedemontani senza un’incisiva attività volta a valorizzare il turismo; il più grande centro abitato è Mondovì che conta poco meno di 30.000 abitanti ed è il centro nevralgico del turismo, soprattutto quello invernale (le alture offrono splenditi panorami ma anche piste da sci molto famose anche a livello nazionale); questa atmosfera tranquilla e dominata dalla natura però sembra essere gradita anche a qualcun altro oltre che gli esseri umani.

Ora potrei raccontarvi di Tizio o Caio che hanno detto di aver visto… In questo caso, essendo io un residente di Mondovì, ho potuto accettarmi (fino ad un certo punto) delle vicende legate a questa valle e ciò che vi riporto è documentato e consultabile presso l’ARS (Associazione di Ricerca Scientifica) che dal 1977 si dedica a numerose attività di ricerca in tutta la zona.

Prima di elencarvi gli avvistamenti documentati lasciate che vi dica che le testimonianze di luci verdi o rosse si tramandano nella valle da circa 150 anni: ovviamente di questi casi non esiste certezza perché gli episodi sono stati tramandati oralmente, tuttavia molti anziani della zona ancora oggi tramandano di globi luminosi che si muovono sopra le colline di un’area chiamata Dossi-Garavagna. Questi globi venivano descritti come di colore rosso intenso o arancione e dai movimenti discontinui (difficilmente riconducibili ad aerei quindi): si tramanda che si alzavano in verticale senza far alcun rumore, si potevano fermare a mezz’aria e sparire ad altissima velocità dietro le coline. Allo stesso modo si parla di luci verdi nei boschi del versante che i cacciatori spesso incontravano specialmente di notte: secondo le dicerie si trattava delle “masche verdi” (le masche in Piemonte sono qualcosa di simile alle streghe) perché avvicinandosi si poteva intravedere al centro delle fonti luminose degli esseri umanoidi che sembravano riunirsi sopra determinate rocce.

Bene, veniamo ai dati raccolti dall’ARS. Qui vi riporto solamente i fatti perché le documentazioni richiederebbero un libro a se: ci sono infatti molte fotografie a supporto degli avvistamenti, molti studi, analisi del terreno e della vegetazione e pareri scientifici di alto livello.
Sugli episodi che vi riporto, inoltre, sono state condotte indagini approfondite atte ad escludere la possibilità di eventi naturali o causati dall’uomo (fulmini globulari, oggetti astronomici, satelliti artificiali, palloni sonda, aerei, ecc.).

– Aprile 1982. Uno dei primi eventi anomali documentati risalgono alla primavera di quell’anno: un allevatore verso le 4 del mattino stava portando alcuni bidoni del latte per la raccolta mattutina lungo la strada nella zona dei Dossi quando a circa 30 m sopra la sua testa un disco luminoso di colore rosso giunse ad altissima velocità per fermarsi sopra la sua testa. L’oggetto era di forma allungata e ruotava su se stesso emettendo un rumore simile al battere di ali. L’uomo scappò terrorizzato e l’oggetto rinunciò a seguirlo ripartendo in direzione della Bisalta (una cima ancora oggi al centro di attività molto simili).

– Gennaio 1994. Il 13 gennaio decine di persone telefonarono ai carabinieri sostenendo che un globo rosso luminoso sorvolava più o meno la stessa zona: era grosso come la luna e si era fermato sopra un’auto parcheggiata lungo la strada. Come nel caso precedente, dopo qualche istante schizzò ad alta velocità verso la Bisalta.

Tra il 1995 e il 1999 sono davvero tantissimi i casi documentati; io qui ve ne riporto solo alcuni per non appesantire troppo l’articolo.

– Novembre 1995. Nella piccola frazione di Branzola una signora che stava portando a spasso il cane dopo cena vide un globo luminoso color arancione giungere a grande velocità dalla città di Mondovì. L’oggetto era molto ben definito e a forma di sfera; dopo essere passato a circa 50 m di altezza sulla testa della donna raggiunse le colline di Garavagna e poi scese in verticale fino a scomparire alla vista

– Settembre 1996. Tra il 2 e il 6 settembre furono 9 gli avvistamenti nel cielo di un oggetto luminoso color arancione: tutte le descrizioni lo riportarono a forma di uovo con la punta verso il basso e nella maggior parte dei casi si aggirava sopra la vetta del Monte Calvario, dove spariva dopo alcuni minuti di quello che sembrava un pattugliamento.

– Settembre 1997. tra il 4 e il 10 settembre molte persone affermarono di oggetti sferici di colore rosso-arancione del diametro di 20 m circa ferme sopra le cime della Bisalta a mezz’aria. I globi in quei casi rimasero visibili a lungo, anche 10 minuti.

– Novembre 1997. Il 10 novembre verso le 20.30 sopra il borgo di Villavecchia un globo rosso molto luminoso rimase immobile nel cielo a lungo e poi ad altissima velocità sparì nelle direzioni della Bisalta. L’oggetto si spostava molto lentamente e all’improvviso si allontanò a grandissima velocità lasciando dietro di se una leggera scia bluastra che permase nell’atmosfera per quasi un’ora.

– Gennaio 1998. Tra il 20 gennaio e il 29 diverse segnalazioni giunsero riguardo un puntino luminoso di colore arancione che sorvolava la città di Mondovì. In quei casi venne addirittura misurata magnitudine dell’oggetto che misurava circa 0 (come la stella Arturo).

– Luglio 1999. Il 27 luglio alle 2 di notte una donna vide una specie di palla infuocata che si sposava in maniera irregolare a zig zag verso la Bisalta, oltre la quale sparì nel giro di alcuni minuti.

Di avvistamenti analoghi ce ne sono a dozzine e fino al 2008 l’ARS ha accumulato moltissimo materiale a riguardo. Il materiale è consultabile, sebbene negli ultimi anni l’ARS ha notevolmente ridotto le sue attività per la mancanza di fondi. Dopo il 2008 gli avvistamenti sono continuati, ma le documentazioni a riguardo sono state prese da altri enti che difficilmente sono disponibili come l’ARS.

Concludendo: la Valle Ellero sembra essere da anni al centro di un’intensa attività (paranormale? aliena?) e meriterebbe certamente un’attenzione maggiore di quella riservatale negli ultimi tempi. Chissà se gli alieni, invece di essere nel cielo, siano in montagna a farsi una bella sciata!