“Organizzare il matrimonio in una destinazione da favola” intervista a Enzo Miccio

Dalia Smaranda

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Sposarsi lontano da casa può sembrare un sogno fantastico ma irrealizzabile. Oggi vi sveliamo che invece basta tenere in considerazione alcuni elementi per far sì che il vostro giorno più bello sia davvero unico. Isole caribiche, capitali europee ma anche città partenopee sembrano essere le mete ideali. Ma la destinazione non è tutto, bisogna mettere in conto le spese, l’organizzazione e soprattutto il benessere dei nostri invitati. Come riuscire a gestire tutto ciò ce lo spiega Enzo Miccio, uno dei massimi esperti nel campo dei luxury wedding. Cultore della moda e dell’arte, con un’esperienza decennale come wedding planner, Enzo sa bene come organizzare un matrimonio in una destinazione da favola e ci ha svelato che non è poi così difficile come si pensa.

Pianificare un matrimonio lontano da casa o comunque all’estero può spaventare, soprattutto un target giovanile. Quanto sono difficili da gestire rispetto ad un matrimonio classico?

Sicuramente è più complicato perché il problema principe è la distanza dalla location. Ci sono diverse cose da gestire, ma se ci si affida ad un consulente del settore l’organizzazione sarà molto più semplice. Per una destination wedding è infatti quasi obbligatorio pensare di prendere un supporto. Gestire l’organizzazione di questa tipologia di matrimonio da soli è estremamente complicata, a meno che non si abbia molto tempo da dedicarle.

Quali sono secondo lei gli elementi più importanti da tenere in considerazione prima di scegliere una destination wedding?

È fondamentale capire la tipologia di invitato che ho scelto per il mio matrimonio. Questo elemento, che le persone spesso sottovalutano, è il punto chiave, indipendentemente dal tipo di organizzazione sono gli ospiti a fare la festa. Bisogna quindi capire esattamente chi sono: l’età media, che tipo di abitudini hanno, quanto sono abituati a feste/party e in particolare a viaggiare.  Ad esempio, se si tratta di un matrimonio con maggioranza di ospiti italiani, i quali solitamente sono molto tradizionalisti, e dove gli invitati sono amici e parenti di tre generazioni, una destination wedding potrebbe essere una scelta azzardata. In casi come questo è meglio optare per una festa meno impegnativa in Italia. Diverso è il caso in cui i nostri ospiti siano rappresentati da una comitiva giovane, fatta di persone che per motivi di studio o lavoro sono abituati a viaggiare e che quindi, possiedono una mentalità completamente diversa. Ma questa scelta può riguardare anche personalmente gli sposi, ci sono persone infatti che per motivi affettivi non prendono in considerazione l’idea di sposarsi in una chiesa differente da quella della propria parrocchia. Anche in questo caso questi sposi non sono adatti ad una destination wedding. Il matrimonio rimane una celebrazione, quindi va rispettato sia chi decide di festeggiare con amici e parenti nella sua città natale, che chi ha una mentalità più giovane ed aperta e che quel giorno vuole essere circondato da quaranta-cinquanta amici e pochi parenti, scegliendo Ibiza come destinazione.

Fonte: Enzo Miccio weddings

 

Come bisogna gestire gli ospiti in un matrimonio così particolare, come farli sentire a proprio agio?

Essendo gli invitati la materia prima di ogni evento, l’ospite deve essere assolutamente seguito e coccolato per tutto il tempo: con delle informazioni prima, con un assistenza durante e fino alla loro partenza, il giorno dopo i festeggiamenti. Se si decide di avviare un’avventura del genere è fondamentale dare questo tipo di supporto. Ciò non significa doverli ospitare, doversene prendere carico, può anche succedere che gli ospiti siano autonomi in questo. I sposi devono però dare delle indicazioni. Ad esempio ci si può occupare di pre-riservare degli alberghi, dare indicazioni sugli spostamenti nel luogo e mettere a disposizione dei professionisti che possano essere utili agli ospiti (parrucchiere o Babysitter).

Quali sono le mete più gettonate e richieste dagli sposi per il 2019?

La Spagna rimane ancora una destination wedding piuttosto gettonata. Il matrimonio a Formentera piuttosto che Ibiza resta forse tra quelli più amati, per diversi motivi: perché la Spagna è molto simile all’Italia per coincidenza delle stagioni e per clima, i prezzi sono accessibili e sono città in cui ci si può facilmente divertire. Un’altra opzione molto gettonata è la città romantica tipo Parigi. Per quanto riguarda le mete vicine all’Italia infine anche le Isole greche tra queste Mikonos, Santorini e le isole Skiathos sono i grandi classici. Se invece si vuole andare molto lontani, si opta per mari esotici come quello dei Caraibi.

Fonte: Enzo Miccio weddings

La destination wedding non vuol dire però obbligatoriamente sposarsi all’estero. Se organizziamo un weekend di matrimonio in una città diversa da quella di origine e quindi vengono previsti trasferimenti per la maggior parte degli ospiti, stiamo comunque parlando di destination wedding. Tra le mete italiane principali ci sono la Puglia e la Toscana, in un certo senso le stesse destinazioni che amano gli stranieri. Solitamente vengono scelti una città d’arte oppure location più suggestive come un borgo toscano o la costiera amalfitana.

 

Come evitare che la bellezza della meta scelta non sovrasti il vero obiettivo, cioè il matrimonio?

Il tema di ogni matrimonio, in qualsiasi posto del mondo sia organizzato, è quello di festeggiare due persone che si amano. Anche se una destination wedding alcune volte comprende più occasioni, come party pre e post matrimonio e attività come giro in barca e degustazioni, l’importante è focalizzarsi sull’evento principale. Si deve sempre tenere a mente che si sta organizzando un matrimonio e che sia esso sul mar Caraibico, Venezia o che sia semplicemente nella mia città di origine io, sposo, devo portare avanti questo mio obiettivo.