Il museo di Bologna capace di toglierti il sonno

In SCIENZE by redazioneLeave a Comment

Come tutti sanno, Bologna è la città dalla più antica e prestigiosa tradizione universitaria al mondo: nel 1088 vi venne infatti fondata la prima università della storia dell’Occidente. Non è sorprendente quindi che gran parte delle collezioni siano collegate al cosiddetto SMA, ovvero il Sistema Museale di Ateneo, che contiene e gestisce una quindicina di differenti musei.

Gran parte delle collezioni derivano da un unico, originale Laboratorio di Anatomia Comparata fondato da Azzoguidi (1807-1814) ed ampliato da Gaetano Gandolfi (1814-1819) e da Antonio Alessandrini (1819-1861). Il Laboratorio di Anatomia Comparata, in quel tempo, possedeva una collezione di 6.636 preparati inerenti l’Anatomia normale e Patologica umana ed animale, conservati “a secco” oppure sotto spirito, ed alcuni disegni a colori. La maggior parte della collezione rimase in quello che divenne l’attuale Museo di Anatomia Comparata. Un secondo gruppo di preparati fu ceduto a Cesare Taruffi, primo professore di Anatomia  Patologica umana dell’Università di Bologna. Un terzo gruppo (1.704 preparati), concernente l’Anatomia Patologica e la Teratologia Veterinaria, fu usato per costituire il Museo “G.B. Ercolani” della Facoltà di Medicina Veterinaria. Partiamo da quest’ultimo.

Museo di Anatomia patologica e teratologia veterinaria “G. B. Ercolani


Il Museo di Anatomia Patologica e Teratologia Veterinaria fu fondato da Giovanni Battista Ercolani nel 1863. Attualmente il museo conta 4.350 preparati. Si tratta di preparati a secco, materiali conservati in alcool, prelevati chirurgicamente o in corso di necroscopie in animali, e scheletri teratologici raccolti dal 1807 al 1835. Dal 1835 al 1890 furono eseguiti disegni a colori e mirabili plastiche (modelli) in gesso e cera riproducenti i reperti patologici originali in ugual volume e colore.

La collezione del Museo “G.B. Ercolani” ha un valenza storico-artistica (le plastiche a colori sono uniche al mondo nel loro genere e molte testimoniano entità morbose scomparse come la pleuropolmonite contagiosa bovina) ed una valenza didattica in quanto la collezione dispone di numerose patologie attuali utili per dimostrazioni agli studenti.

Via Tolara di sopra, 50 – Ozzano Emilia (BO)

tel. 051/2097966 – 051/20970000 Fax: 051/2097967

Responsabile: Prof. Paolo Stefano Marcato (paolostefano.marcato@unibo.it)

e-mail: marcato@vet.unibo.it

ORARIO ESTIVO: dal lunedì al venerdì su appuntamento. Chiuso il sabato e i festivi.

Museo delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo

Inaugurato nel 2002, il Museo Cattaneo contiene le collezioni anatomiche e istologiche patologiche che erano precedentemente conservate nel celebre Museo “Cesare Taruffi“: numerosi esempi di materiale teratologico conservati in alcool o formalina e in parte riprodotti in cera. I “mostri” costituiscono i residui del Museo Teratologico istituito da Cesare Taruffi (1821-1902), professore di Anatomia Patologica dell’Università di Bologna. Nel museo sono esposti anche campioni di organi affetti da diverse malattie, con esempi di malattie scheletriche e numerosi modelli in cera riproducenti malattie acquisite a carico di organi viventi.

Ma ancora più pregiate sono le cere anatomiche vere e proprie, ad opera di artisti sublimi quali Clemente Susini, Giuseppe Astorri e Cesare Bettini.

La ceroplastica anatomica nacque proprio a Bologna, in seno all’Ateneo, nella prima metà del ‘700, a fini didattici per gli studenti di anatomia. I preparati a secco infatti non erano pienamente rispondenti alla realtà morfologica, per cui si sentiva con forza la necessità di realizzare modelli costruiti con materiale durevole e ad un tempo facilmente plasmabile. Con questo spirito vennero così realizzati i primi modelli in cera costruiti sulla osservazione dei preparati anatomici di cadavere. Il fondatore di questa tecnica fu Ercole Lelli (1702 – 1776).

Il Museo delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo” si trova al secondo piano dell’Istituto di Anatomia umana normale di Bologna, in via Irnerio, 48.

Tel. 051/2091533 – 051/2091556

Orario: dal lunedì al giovedì: ore 9,00 – 12,30 / 14,00 – 16,30, venerdì: ore 9,00 – 12,30. Chiuso sabato e festivi. (rif. Prof. Ruggeri)

Museo di Palazzo Poggi

Le Costituzioni approvate il 12 dicembre 1711 sancivano la nascita a Bologna dell’Istituto delle Scienze. Un progetto ambizioso e originale, quello ideato dal generale Luigi Ferdinando Marsili, volto a contenere entro le stanze di un’antica dimora senatoria l’intera enciclopedia del sapere scientifico moderno.

Così a Palazzo Poggi, dimora delle vaste collezioni dell’Istituto, si possono ancora oggi ammirare alcuni fra i più incredibili assortimenti di esemplari. Cinquecentesca è la collezione di volumi illustrati del fondatore della Storia Naturale moderna, Ulisse Aldrovandi. Le scoperte geografiche andavano rivelando realtà naturali del tutto nuove delle quali era ovviamente impossibile avere una completa conoscenza diretta. Così, non potendo “andare in tutti e luoghi”, Aldrovandi puntò sul trasferimento e la ricostituzione della realtà naturale di ogni terra lontana o vicina all’interno delle proprie mura domestiche. Nasceva così, verso la metà del XVI secolo, quel museo, o “teatro”, o “microcosmo di natura”, che assorbì buona parte delle energie del naturalista bolognese e che gli consentì di raccogliere 18.000 “diversità di cose naturali” e 7.000 “piante essiccate in quindici volumi”.

Il Museo Cospi, sempre ospitato a Palazzo Poggi, è una vera e propria wunderkammer seicentesca che raccoglie indistintamente naturalia o “miracoli fisici” (fossili, mostri, ecc.), assieme ad una quantità delle “cose artifiziose” (artificialia); e ciò, perché “l’arte, non solo è vicaria e imitatrice diligente della natura, ma spesso la supera in bellezza e in perfezione con i suoi prodotti e talvolta ne corregge gli errori, sia pure involontari o apparenti”.

Ma le meraviglie di Palazzo Poggi non finiscono qui: restano ancora le splendide collezioni Settecentesche di storia naturale, ostetricia, ottica, fisica elettrica, le collezioni di cere di Lelli, quella dedicata alle macchine di Luigi Galvani, le collezioni di geografia e nautica, e quelle di architettura militare.

via Zamboni, 33 – 40126 Bologna

Tel. 051/2099610 – 051/2099398

Orario: da martedì a venerdì 10,00 – 13,00 / 14,00 – 16,00 – sabato, domenica e festivi 10,30 – 13,30 / 14,30 – 17,30. Lunedì chiuso.