Il mistero degli scheletri decapitati di Vanuatu

Tra il 2008 ed il 2009, gli archeologi hanno iniziato uno scavo nella vecchia barriera corallina di Vanuatu ed hanno presto scoperto che questa era stata utilizzata come cimitero dagli antichi abitanti dell’isola.
Finora sono stati registrati 71 corpi che hanno permesso di chiarire meglio la vita ed i riti funebri degli antichi abitanti dell’arcipelago. I parenti non trattavano i defunti con molta delicatezza. Alcuni di questi erano decapitati e le loro estremità, braccia e gambe, venivano rotte, al fine di poter essere collocati nella cavità della barriera corallina. Poi, verosimilmente, i corpi venivano lasciati a decomporsi per poter, poi, essere sepolti quando erano ridotti a scheletro.
Vanuatu è una nazione composta di 83 isole a 1.750 chilomestri ad est dell’Australia. Sul suo territorio si sono trovate tracce di una violenta eruzione vulcanica, avvenuta, probabilmente, 3000 anni fa. Gli studiosi non hanno rilevato alcuna esistenza umana precedente l’evento vulcanico.
Uno degli scheletri ritrovati dagli archeologi aveva cinque teschi sul corpo, segno che era stato utilizzato per compiere riti ancestrali. Gli isolani, in genere, rimuovevano la cenere vulcanica, prima di seppellire i loro morti sotto cenere e sabbia. Ogni tomba era contrassegnata con un vaso di ceramica decorato con disegni complessi ed istoriati da piccoli pezzi di osso lavorato. La ceramica riporta anche rappresentazioni di facce ed occhi, ad immagine, forse, degli antenati.
I primi abitanti di Vanuatu provenivano, con tutta probabilità, da Taiwan e dalle Filippine. Avevano percorso migliaia di chilometri servendosi di canoe dotate di vele e grandi abbastanza da contenere le famiglie numerose, che si sostenevano con pesca e coltivazione della terra. Inoltre vi era abbondanza di tartarughe giganti, sull’arcipelago, che potevano essere facilmente catturate. Le ceneri vulcaniche di 3000 anni fa contengono molte tracce di tartarughe che sono del tutto inesistenti solo 100 anni dopo.
Il profilo del Dna estratto dagli scheletri ritrovati dovrebbe essere pronto entro breve tempo e gli scienziati sperano di rilevare i legami di parentela esistenti tra i morti. Ma sono già disponibili i primi dati riguardanti il loro stato di salute. Le persone risultano essere state affette da gotta e carie, entrambe le malattie associate ad una vita piuttosto buona. Gli antichi abitanti risultano essere stati piuttosto forti, sebbene geneticamente disposti alla gotta, a causa della preponderanza dei frutti di mare nella loro alimentazione. Questi primi abitanti di Vanuatu erano, con tutta probabilità, di pelle chiara e di origine asiatica, contrariamente ai melanesiani di oggi, di pelle scura. Si crede che siano stati spinti ad emigrare dalla sovrappopolazione o dalle norme di successione che prevedevano che ad ereditare la terra fosse solo il primo nato.
Gli scavi continueranno fino al 2012 in tutto l’arcipelago. Gli scienziati pensano di trovare altri scheletri decapitati ed altri oggetti che possano spiegare la colonizzazione di Vanuatu.



redazione