Il fiore della cultura tra spazzatura e cartoni: storia di un libro riciclato

In #CulturalMente by Gaia ToccaceliLeave a Comment

Quando il desiderio di cultura, quando la voglia che questa cultura raggiunga ogni essere umano, quando la necessità di esprimere la propria voce diventano esigenze irrefrenabili, non sempre è necessario ricorrere a manifestazioni rumorose. I catadores lo avevano già compreso anni fa.

Uomini che scavavano nell’immondizia alla ricerca di materie prime che potessero avere vita nuova. Così dalla raccolta in grande quantità di cartone è nata l’idea di fondare una piccola casa editrice d’artigianato che produce libri fatti con quello stesso cartone che viene recuperato e rivenduto.

Oltre il pregiudizio, oltre la vergogna di scavare in luoghi sporchi, oltre la spinta incalzante ad arrendersi alla povertà, lì i catadores hanno trovato un posto per la lettura, per la politica, per il coraggio. Un materiale povero ed umile che si fa custodia di un grande sapere. Un miracolo a dirsi.

Nessun limite è posto alla divulgazione. Un progetto che a partire dall’Argentina si è espanso in Brasile e in Cile, proponendosi come iniziativa anche a scopo politico.

Dopo più di cinquant’anni di fatiche finalmente i catadores non sono più visti come sudici uomini e donne che rovistano nella spazzatura, ma come veri e propri riciclatori, che insieme al cambiamento della società, stanno riacquistando dignità. Ridare vita a quella che diventerebbe semplice immondizia da discarica, per molti non è più un lavoro da poveretti, anche se le discriminazioni non mancano.

60 milioni di riciclatori che fanno del bene all’ambiente, credendo in un progetto sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico.

C’è una forte politica sovversiva che sottende il tutto, la volontà di liberare i libri dalle èlite della società e allontanare l’idea che la cultura sia solo per pochi, soprattutto in paesi poveri come questi.

Lo dice anche il giovane Ignacio Cuevas, di Isidora Cartonera, una delle case editrici, che “una copertina di cartone è già un discorso politico di per sé”!