I terrificanti lavori di Henry Dawson, il padre della chirurgia plastica

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Corpi agonizzanti gassati in preda alle convulsioni e con pancia terribilmente gonfia per le esalazioni tossiche, gravissime mutilazioni dovute alle spietate mitragliatrici calibro 50mm e feriti gravi che cercavano di suicidarsi con delle forchette negli ospedali improvvisati vicini alle prime linee.

I ricordi di quell’inferno umano molti soldati lo hanno portato sul volto. I mostri del primo conflitto mondiale non sono mai riusciti ad avere di nuovo una vita normale. Henry Dawson, brillante chirurgo del Minnesota, fece il possibile per rendere l’esistenza di mutilati e deformi di guerra il più normale possibile. Questo chirurgo 29enne è uno dei padri della chirurgia plastica ricostruttiva. I suoi lavori, sebbene siano stati eseguiti con metodi e modalità stravaganti, hanno avuto esito straordinario ed al tempo stesso terrificante.

Egli progetto una rudimentale strumentazione medica ispirandosi ad uno strumento da fabbro che gli consentiva di levigare e rimodellare il tessuto epidermico deturpato mediante un’abrasione topica. I risultati, anche se eseguiti con tecniche improvvisate ed artigianali, sono a dir poco straordinari. Sopra, un tenente americano con viso gravemente danneggiato da un mortaio (PRIMA E DOPO).

 

Dawson fu anche un pioniere nella progettazione di protesi lignee. Fu uno dei primi a creare protesi che ebbero un effettivo aiuto in termini di stimolazione e rigenerazione del tessuto. Sopra, 2 soldati che combatterono in prima linea durante la celebre e sanguinosissima Battaglia di Verdun, 1916 (PRIMA E DOPO).

Ma il suo genio non si limitò a questo: fu uno dei primi anche nella fabbricazione artigianale di maschere lignee per camuffare deturpazioni facciali che non era riuscito a correggere con la chirurgia. In questo caso, si può osservare una protesi lignea creata su un calco del paziente, con tanto di occhiali finti ed occhi di vetro. Il dottore, per realizzare protesi, si fece aiutare da un abile falegname artigianale e da sua moglie (IN FOTO) di cui non è nota l’identità. Mentre il marito modellava e creava protesi e sostegni per i pazienti, la moglie si era specializzata nella medicazione di ferite, nella pulizia e nella rimozione dei punti di sutura da ogni parte anatomica.

 

 
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