Genitori e figli: l’importanza di un legame che dura una vita

In social up, SOCIALE by Maria RomeoLeave a Comment

Ogni creatura animale, che sia un cucciolo d’orso o un piccolo uomo, fin dalla nascita ha bisogno di avere accanto una figura che gli dia affetto, nutrimento e protezione. Nella maggior parte dei casi è la madre che si occupa di questo, probabilmente per l’immagine che molte società associano al suo ruolo sessuale, tant’è vero che negli ultimi periodi si è sentito parlare di “Sindrome di Calimero”, espressione utilizzata per spiegare il fatto che spesso i padri sono messi da parte nel processo di crescita dei figli.

A prescindere dal fatto che sia la figura materna o paterna ad occuparsi della prole, è fondamentale che nella prima infanzia tra bambino e caregiver ( ovvero colui che se ne prende cura ) si vada a creare un sano legame che influenzi positivamente il funzionamento psicologico del bambino. Numerose ricerche infatti  hanno rilevato che i ragazzi cresciuti accanto ad una figura di attaccamento in grado di trasmettere sicurezza ed affetto  hanno maggiore fiducia in se stessi in quanto si considerano come dei soggetti degni d’amore; quando invece il caregiver non riesce a rispondere in maniera adeguata ai bisogni del bambino, quest’ultimo si convincerà  di essere indegno d’affetto e si creerà un’immagine negativa di se stesso. Questo risulta essere vero soprattutto in caso di depressioni infantili, le quali, così come quelle adolescenziali, possono essere causate anche da una relazione disfunzionale tra genitore e figlio.

In alcuni casi può capitare che gli inadeguati stili educativi genitoriali spingano i ragazzi alla messa in atto di condotte altrettanto errate: recenti studi, infatti, hanno confermato che i figli di genitori aggressivi o eccessivamente autoritari possono diventare altrettanto violenti nei confronti degli altri, o addirittura mettere in atto dei comportamenti da bulli. Al contrario i ragazzi vittime di bullismo, oltre ad essere eccessivamente timidi ed insicuri, in genere sviluppano dei rapporti di  eccessiva dipendenza con i genitori e di conseguenza quando si trovano davanti ad una situazione avversa come un’aggressione subita da parte di un compagno, sono incapaci di reagire poiché credono di non essere in grado di cavarsela da soli.

Purtroppo spesso non si comprende che un bambino, per raggiungere e mantenere un buon livello di benessere psicologico, ha bisogno in modo particolare di protezione, guida, ascolto e autonomia e non di eccessive cure o preoccupazioni che gli impediscano di agire e di pensare in maniera autonoma, come appunto nel caso dei ragazzi vittime di aggressioni. Altre volte il genitore che si prende cura del figlio lo fa in maniera del tutto errata considerando che non di rado si verificano episodi di discuria o ipercuria genitoriale: nel primo caso il figlio viene cresciuto in maniera del tutto inappropriata per la sua eta’ cronologica( si pensi a bambini che pur frequentando la scuola primaria vengono ancora cibati con il biberon); nel secondo caso invece il genitore, che in genere ha elevati livelli d’ansia, è talmente preoccupato per la crescita e la salute del figlio tanto da sottoporlo a continue e stressanti visite mediche e di controllo che non fanno altro che influenzare negativamente il benessere psico-fisico del bambino, il quale si potrà convincere di non essere in salute.

E’ necessario dunque che i genitori prestino maggiore attenzione alle condotte utilizzate nei confronti dei figli, perché può capitare che siano loro stessi ad essere i principali responsabili dell’insorgere di un disagio nel bambino, seppur involontariamente.

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Maria Romeo

Maria Romeo

Nata il 24 agosto 1996. Sono una studentessa al secondo anno del corso di laurea “Scienze e tecniche psicologiche” presso l’ Universita’ degli studi di Messina.