Etna Film Festival: il festival del cinema di Pedara

Nelle giornate del 26 e del 27 agosto si è tenuta a Pedara (in provincia di Catania) la seconda edizione dell’Etna film Festival. Si tratta di una manifestazione giovane, promossa dal Comune di Pedara e dalla Sicilia film commission , che quest’anno ha visto la collaborazione con Sciacca Film Fest e TrentofilmFest. Nel comune di Pedara sono stati allestiti in sedi differenti (Casa Faro, Palazzo Pulvirenti e Monte Troina) videoschermi che proiettavano film, anche in contemporanea.

Come il Festival di Trento, la rassegna di Pedara ha prediletto soprattutto i temi relativi al Cinema di montagna, della’avventura e dell’esplorazione, creando una “join venture”, destinata a ripetersi anche in futuro, tra le due manifestazioni. Nella sezione “Etna Talks Il cinema visto dall’Etna” incontri filmici e fotografici che hanno offerto una panoramica sul rapporto tra l’uomo e l’Etna, attraverso i filmati del vulcanologo Haroun Tazieff (agronomo, geologo ed esploratore polacco che ha dedicato molti studi al vulcano) e il reportage di Antonio Nicoloso, storica guida che nel 1974 si calò nelle viscere del cratere centrale del vulcano in attività.

Da Trento sono stati  “ospitati” due film: “Diving into the uknown” nella prima giornata, film sulla speleologia subacquea e “Ninì” , storia di Gabriele Boccalatte e Ninì Petrasanta, compagni di vita e di scalata, nonché pionieri dell’alpinismo sul Monte Bianco. Questo secondo film è stato proiettato il 27 agosto, nella suggestiva cornice del Monte Troina, sovrastato dall’Etna, da cui si è potuto godere di una suggestiva visuale notturna su Pedara.

 Mariagrazia Cucinotta madrina del Festival, è stata intervistata nella cerimonia di apertura,cui hanno presenziato anche il sindaco di Pedara Antonio Fallica, l’assessore Regionale al Turismo Anthony E. Barbagallo e Alessandro Rais, direttore della Sicilia Film Commision. Tra i film italiani presenti alla manifestazione anche “Handy, la rivolta delle mani” di Vincenzo Cosentino e “La bici sotto il vulcano” di Alessandro Marinaro che sotto forma di video intervista racconta l’originale storia di  Orazio di Grazia, ex venditore ambulante che ogni giorno compiva chilometri trascinando a piedi la sua bici (da Nicolosi a Catania) carica di roba,  con qualsiasi condizione atmosferica e in qualsiasi stagione. Il film si interroga sul perché di questo gesto, ricostruendo progressivamente la vita, le abitudini, i pensieri, le emozioni più radicate e profonde di questo personaggio di certo al di fuori del comune per tenacia, rigore, ma anche sensibilità.

“Un personaggio dotato di grande lucidità e di una profondità di pensiero che mi ha davvero spiazzato, fugando diversi dubbi che avevo anche sulla sua figura e soprattutto demolendo una serie di pregiudizi che alcuni potevano avere nei suoi confronti” queste le parole del regista prima della proiezione. Il film si può trovare anche a questo link (su Vimeo).

Tra i film stranieri della manifestazione “Le Ardenne, oltre i confini dell’amore” di Robin Pront (Belgio) e Safari di Ulrich Siedl. Non sono mancati i classici, tra cui il film d’apertura del festival “La caduta di Casa Usher” di Jean Epstein, (tratto da Edgar Allan Poe), “Il piacere” e  “Tutto finisce all’alba” di Max Ophuls, in anteprima nelle versioni restaurate, “Mio Dio come sono caduta in basso di Comencini, (girato in parte a Pedara) e “La Notte dei morti viventi” classico horror di Romero.