Donald Gaskins, il sadico serial killer affetto da nanismo

In #Instaworld by redazioneLeave a Comment

Donald Gaskins nacque il 13 marzo del 1933 nella contea di Florence, nel South Carolina. Fu il frutto di una relazione adultera dalla madre che però non andò a buon fine e fu scoperta dal marito che l’abbandonò. Donald cresceva mingherlino e sopratutto di statura più bassa del normale e questo gli valse il nomingnolo di “Pee Wee” e derisioni sia dai familiari che dagli amici. La madre non era proprio il prototipo di donna “casa e chiesa” e cambiava partner quasi ogni mese. Quando Donald aveva 13 anni finalmente si sposò ed ebbe altri 4 figli, ma la situazione del ragazzo non migliorò affatto: il patrigno era un uomo burbero e violento e spesso puniva Gaskins anche per stupidaggini, accrescendo in lui un rancore represso.

A soli 11 anni Donald venne preso a lavorare come meccanico in un’officina locale insieme a due amici poco più grandi di lui chiamati Danny e Marsh, con i quali formò una banda, “Il trio dei guai”.
Il padre di Danny era un ex galeotto e temprò sul suo stampo anche il figlio che presto convinse i suoi amici a seguirlo in piccoli furti in case isolate ed appartamenti di periferia. Quando Donald aveva appena 15 anni con i proventi dei loro furti comprarono un’auto e cominciarono ad agire anche in zone più lontane, sviando così i primi sospetti su di loro.

Il primo crimine grave che commise il trio fu stuprare la sorellina minore di Marsh, di appena 13 anni. I genitori della ragazzina vollero farsi giustizia da soli e, dopo aver acciuffato Gaskins e Marsh (Danny si salvò perchè il padre lo difese impugnando un fucile a minacciò di fare una strage), li frustarono a sangue costringendoli alle cure ospedaliere.
Il trio quel giorno si spezzò, ma Gaskins in seguito trovò un altro complice e ricominciò con furti e piccole rapine.

Nel 1949 Gaskins scassinò la porta di una casa alla periferia di Columbia, ma all’interno c’era una ragazza che lo sorprese in flagrante. Gaskins afferrò un’accetta nei pressi del camino e la colpì con due accettate, sfregiandole le gambe e la testa. La ragazza sopravvisse all’aggressione e identificò Donald Gaskins: il ragazzo fu processato e fu mandato a contare la sua pena in un riformatorio di stato nei pressi di Florence.
Lì imparò a sue spese che vigeva la legge del più forte: già la seconda notte gli fu teso un agguato nella doccia e fu picchiato e stuprato da un gruppo di 20 ragazzi. Gaskins dopo circa un anno progettò insieme ad altri 4 detenuti la fuga, ma furono tutti catturati nuovamente: per punizione Gaskins subì 30 frustate e 30 giorni di lavori forzati in isolamento, con fustigazioni notturne per ogni banale infrazione commessa. In quel periodo litigò un po’ con tutti gli altri detenuti e per questo venne più volte picchiato e deriso dai reclusi più influenti del riformatorio.

Il ragazzo però era deciso a scappare e progettò un secondo tentativo di evasione, stavolta con un solo complice, ma anche in questo caso furono presto catturati e puniti con 50 frustate e 4 mesi di lavoro duro.
La terza fuga Donald decise di farla da solo e riuscì a raggiungere una zia nella contea di Williamsburg, che però lo convinse a tornare in prigione perché gli promettevano clemenza. Si trattava naturalmente di una promessa falsa e fu punito con un regime di isolamento e 20 frustate ogni notte.

Il seguente tentativo di fuga lo mise in atto nel 1950: riuscì nuovamente a fuggire e si recò a Sumter, una vicina cittadina, dove si unì ad un circo itinerante. Qui riuscì a vivere in libertà alcuni mesi la copertura dei circensi ed ebbe modo addirittura di sposare di una ragazza di 13 anni. Era il 22 febbraio del 1951. Poco tempo dopo fu nuovamente arrestato e passò altri 3 mesi in cella di isolamento.

A quasi 19 anni venne rimesso in libertà e iniziò a lavorare in una piantagione di tabacco. Ma il crimine era per lui un richiamo irresistibile e presto assieme ad un complice cominciò a frodare le assicurazioni di alcuni proprietari terrieri. I due incendiarono 6 granai, per poi tentare di riscuotere la polizza assicurativa, ma il suo complice, messo alle stratte dalla polizia, decise di fuggire in un altro stato, non prima di averlo incolpato, ovviamente.

Poco prima che la polizia giungesse ad arrestarlo, la figlia 15enne del suo datore di lavoro e una sua amica lo accusarono di fronte ai suoi colleghi dell’incendio e Gaskins reagì picchiandole con un martello e spaccando ad entrambe il cranio.

Fu di nuovo incarcerato nell’autunno del 1952, stavolta per incendio doloso, aggressione a mano armata e tentato omicidio. La condanna fu di 6 anni di reclusione nella prigione di stato del South Carolina.
Gaskins in carcere divenne preda di un Boss e nei primi 6 mesi di detenzione fu vittima continua di brutali stupri da parte del suo compagno di cella. Gaskins capì che l’unico modo per salvarsi da quella continua umiliazione era diventare anche lui un uomo di potere, così scelse di uccidere Hazel Brazell, l’uomo più grosso e difficile a cui potesse mirare, molto rispettato da tutti. Per ingraziarselo gli portò alcuni doni e appena l’uomo abbassò la guardia prese dalla tasca il manico di un cucchiaio a cui aveva affilato un lato e gli tagliò la gola. L’omicidio gli costò una condanna di 9 anni supplementari per omicidio preterintenzionale.

Passò 6 mesi in cella di isolamento e quando ne uscì la situazione per lui era cambiata: ora anche lui era una persona rispettata all’interno della prigione. Due anni dopo sua moglie chiese e ottenne il divorzio e nel 1955 Gaskins escogitò un piano per fuggire attraverso lo scarico dell’immondizia. In un primo momento l’intenzione era di eliminare la ragazza, ma poi optò rubare una macchina e partire per la Florida dove si unì nuovamente ad un circo itinerante. Qui incontrò quella che sarebbe diventata la sua seconda moglie, anche se il matrimonio durò solo due settimane, poiché Gaskins lasciò la ragazza a casa dei suoi genitori e tornò sulla strada. Ufficialmente non divorziarono mai, ma negli anni successivi Gaskins si sposò per altre quattro volte.

La donna successiva di cui si invaghì fu Bettie Gates, una contorsionista che lo convinse ad abbandonare il circo e ad andare a Cookeville, in Tennessee. La ragazza chiese a Donald di aiutare suo fratello ad uscire di prigione, ma in realtà non si trattava del fratello, bensì del suo fidanzato. Grazie al suo aiuto l’uomo scappò così di prigione, ma Gaskins venne lasciato a piedi e le coppia scappò abbandonandolo nelle mani della polizia. Nuovamente arrestato, venne condannato a 3 mesi di detenzione per aver aiutato un prigioniero a fuggire e altri 6 mesi per essere stato coinvolto in una rissa nel carcere.

Dopo essere stato rilasciato rubò un’auto con cui tornò in South Carolina, ma alla frontiera venne arrestato per aver oltrepassato i confini federali con un’auto rubata e fu condannato a 3 anni di carcere nella prigione federale di Atlanta, in Georgia.

Nel giugno del 1961, Gaskins venne rilasciato e ricominciò a vivere di furti con scasso e furti d’auto. Si sposò per la terza volta con una ragazza di 17 anni, ma venne incarcerato per lo stupro di una dodicenne. Scappato nuovamente dalla prigione, si sposò una quarta volta con un’altra diciassettenne e cercò di gestire la terza e la quarta moglie contemporaneamente, ma la sua ultima fiamma lo scoprì e lo denunciò alla polizia. Gaskins fu così ricondotto in galera nel 1964 e condannato a 6 anni di prigione per lo stupro della ragazzina dodicenne e per l’evasione dalla galera.

Venne rilasciato nuovamente nel 1968 sulla parola, ma qualcosa in lui era cambiato: convinto che i furti venissero sempre scoperti da persone troppo curiose, decise di porre fine alle sue disgrazie uccidendo chiunque lo fissasse troppo a lungo: nel settembre del 1969 iniziò una lunghissima serie di omicidi seriali, fino a totalizzare qualcosa come 70 – 100 vittime (il numero esatto non si è mai saputo).
Lui stesso descrisse nei dettagli i suoi omicidi e volle fare una distinzione tra gli omicidi per esclusivo divertimento, che in genere compiva a scapito di persone sconosciute con il quale non aveva nessun collegamento, e gli omicidi “seri” in cui uccideva per altri motivi specifici.

Tutto iniziò per l’appunto nel settembre del 1969, quando Gaskins fece salire sulla sua auto una bionda autostoppista nei dintorni della Myrtle Beach. Gaskins fece alla ragazza una proposta e lei gli rise in faccia per la sua statura, scatenando in lui la furia omicida. la stordì con il posacenere e la condusse ad una palude, dove la ragazza venne stuprata, sodomizzata, torturata e mutilata con un coltello, per poi essere trascinata dentro una pozza e affogata.

Gaskins affermò che fino a quel momento non aveva mai provato un tale piacere e proprio quell’intensa emozione lo portò a continuare. Da quel momento iniziò a cercare compulsivamente vittime da stuprare, torturare per ore (a volte addirittura giorni) e quindi uccidere. Nel tempo raffinò le sue tecniche per fare in modo di poter tenere in vita il più possibile le sue vittime al solo scopo di sentirle urlare e soffrire per ore o per giorni.

Tra il 1970, e il 1973 Gaskins uccise una media di una ragazza ogni mese e mezzo e sperimentò svariati metodi di tortura. Gaskins nelle sue confessioni scese in particolari agghiaccianti, ma di molte delle sue vittime non sapeva nemmeno il nome e per questo il numero dei suoi omicidi potrebbe anche superare di gran lunga i 100. La prima ragazza di cui ricordò il nome fu la 16enne Anna Colberson, rapita vicino a Myrtle Beach nel 1971. Gaskins la stuprò e torturò in atroci maniere per 4 giorni interi prima di assordarla con una martellata, tagliarle la gola e lasciarla morire lentamente, divorata dalle sabbie mobili in una palude.

I suoi omicidi “seri” invece li fece iniziare nel 1970 e gli richiesero strategie ben studiate. Le prime vittime furono la sua nipote Janice Kirby, di 15 anni, e la sua amica Patricia Alsobrook, di 17.
Gaskins aveva rancori verso la nipote da diverso tempo, sopratutto per il fatto che lo prendeva sempre in giro, anche davanti ad estranei. Una sera di novembre del 1970 Donald si offrì di dare loro un passaggio fino ad un pub poco distante, ma anziché portarle a bere cambiò direzione e condusse ad una casa abbandonata dove ordinò ad entrambe di spogliarsi. Le due ragazze lottarono per salvarsi, ma lui le minacciò con una pistola, quindi le stuprò e le seppellì sul posto.

Gaskins, tra un assassinio e l’altro, trovò anche il tempo per sposarsi una quinta volta, il primo gennaio del 1971, con una ragazza che aveva messo incinta. Dal luglio del 1973 Gaskins iniziò una serie di omicidi davvero atroci. Il primo fu quello di un ragazzino di 14 anni che trovò sulla strada a fare l’autostop: lo portò a casa e lo tenne prigioniero per due giorni in cui lo stuprò, torturò, uccise e infine si ne mangiò alcune parti. Il secondo fu nel dicembre del 1973, ai danni di Doreen Dempsey di 23 anni, incinta di un figlio, e sua figlia Robin Michelle di 2 anni. Gaskins offrì a Doreen un passaggio in auto e lei accettò, così la portò nei boschi, dove pretese sesso in cambio della libertà. Doreen fece come gli disse, ma. quando Gaskins le ordinò di spogliare anche la bambina la donna si rifiutò l’uomo uccise Doreen con un martello. Poi stuprò e sodomizzò la bambina di 2 anni, la strangolò e seppellì entrambe.

Durante le sue confessioni, Gaskins descrisse questo duplice brutale omicidio come il miglior sesso che aveva mai avuto nel corso della sua vita.

Ma gli omicidi non erano ancora finiti: detenuto in una prigione di massima sicurezza, uccise ì un carcerato di nome Rudolph Tyner in cambio di promesse di denaro da parte di un rivale; solo allora la pena fu commutata in sentenza capitale. Era il 1982. I primi 3 anni dopo l’uccisione di Tyner, Gaskins li passò non nel braccio della morte, bensì in una unità di isolamento sporca e squallida, infestata da topi. Riportato in seguito al braccio della morte per attendere la sentenza capitale, cominciò a filosofeggiare circa quella che sarebbe stata la sua morte, dicendo di non averne paura e che la sua vita era stata dannatamente piena di eventi e piacevole.

La data della sua morte fu fissata per il settembre del 1991. Pochi giorni prima dell’esecuzione Donald ingoiò una lama di rasoio e si tagliò cercando di anticipare la data della morte, ma i medici della prigione cucirono le ferite in tempo per fare in modo che Gaskins giungesse puntuale al suo appuntamento con la sedia elettrica, che avvenne all’1.05 del 6 settembre del 1991.

Secondo l’autorità giudiziaria è probabile che le vittime totali di Gaskins siano state intorno alle 200 unità, ma non ci fu modo di verificare ogni singola rivendicazione e sospetto: per certo si sa che il numero minimo delle sue vittime oscilla intorno alle 100 unità.

 

Fonte: Misteri dal Mondo