Quando una delusione d’amore può uccidere

In SALUTE, SCIENZE, social up by Maria RomeoLeave a Comment

All’interno del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali l’espressione tristezza vitale indica “una peculiare sensazione somatica che in alcuni pazienti si localizza a livello del torace o del cuore, tant’è vero che alcuni dicono che qui sta la pena, la tristezza ed il tormento”. E, forse, è proprio di questo che si tratta quando si avverte un enorme peso sul cuore, una sensazione di malinconia e di soffocamento dopo la fine di un amore vero? E, ancora, questo dolore profondo è in grado di spezzare letteralmente il cuore facendone, nei casi più gravi, cessare completamente i battiti? La scienza dice di si.

Cosa succede al cuore affetto dalla sindrome del cuore spezzato? Il ventricolo sinistro si deforma e la sua parete si assottiglia fino a dargli la forma di una trappola per polpi, in giapponese “tako tsubo”.

Negli ultimi anni infatti si è sentito parlare della sindrome del cuore spezzato o cardiomiopatia da stress, nota anche come sindrome di tako tsubo, espressioni utilizzate per indicare una disfunzione cardiaca, nella maggior parte dei casi transitoria, che colpisce prevalentemente le donne che sperimentano un’intensa serie di emozioni negative, come appunto quelle che si provano in seguito alla rottura di un legame affettivo. Ciò non significa assolutamente che tutte le emozioni negative, come l’ansia o la paura, siano nocive per la salute. Infatti, anche se può sembrare strano,  sono fondamentali per la sopravvivenza. Stress ed ansia, ad esempio, hanno una funzione adattiva considerando che permettono all’essere umano di attivare tutte le risorse di cui dispone, siano esse fisiche, psicologiche o comportamentali, per superare un ostacolo o un pericolo reale o potenziale. Il problema insorge quando le emozioni negative si presentano con eccessiva frequenza ed intensità danneggiando quindi l’integrità psico-fisica della persona; nel caso della sindrome del cuore spezzato ad esempio, l’elevato senso di  tristezza, rancore, delusione comportano una deformazione del ventricolo sinistro a causa di un’eccessiva produzione degli ormoni adrenalina e noradrenalina che accelerano la frequenza cardiaca ed alterano il movimento del cuore, sottoponendo il cuore ad uno sforzo eccessivo e prolungato.

Il disagio psicologico, quindi, può riflettersi sul nostro corpo molto più di quanto crediamo, attraverso un processo di somatizzazione non indifferente. Proprio per questo, gli psicologi spiegano che, anche dopo la fine di una significativa storia d’amore, bisogna cercare di reagire in maniera positiva agli eventi traumatici della vita e mettere in atto una serie di strategie di coping, ovvero di reazione, per gestire il dolore nella maniera migliore possibile. Le strategie  di coping possono essere definite come l’insieme  degli sforzi cognitivi e comportamentali, quindi mentali e fisici, che il soggetto compie per superare una situazione  avversa. Fra tutte, quella che meglio potrebbe essere utilizzata in un caso come questo è  il coping da distrazione che può consistere,ad esempio, nell’ascolto di musica (si pensi alla musicoterapia) o allo svolgimento di attività sportiva, considerando che lo sport favorisce nel corpo umano un maggiore rilascio di serotonina (l’ormone della felicità), o comunque fare attività in grado di spostare l’attenzione dalle emozioni negative.

Le delusioni amorose sono una delle cause, ma non l’unica, della sindrome del cuore spezzato, una patologia spesso reversibile e comunque piuttosto rara. Anche lo stress lavorativo, quando troppo intenso, può portare alle stesse conseguenze. Per questa ragione, la scelta migliore da compiere è quella di non dimenticarci mai delle nostre necessità e di dare ascolto al nostro corpo, anche nelle piccole cose.

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Maria Romeo

Maria Romeo

Nata il 24 agosto 1996. Sono una studentessa al secondo anno del corso di laurea “Scienze e tecniche psicologiche” presso l’ Universita’ degli studi di Messina.