Carnevale è la festa più tradizionale di tutte, le cerimonie più belle d’Italia

La festa di Carnevale sarà anche una ricorrenza più sentita per i bambini, che non vedono l’ora di travestirsi e lanciare coriandoli ovunque, ma rimane il fatto che con i suoi colori, le musiche, le danze e l’allegria è ritenuta la festa delle feste. Il Carnevale è infatti anche l’occasione perfetta, per un amante dei viaggi, di scoprire le antiche tradizioni legate ai paesi.

Rimanendo in Italia, ci sono alcuni carnevali ritenuti tra i più belli. C’è quello di Sciacca, in provincia di Agrigento, fra i più antichi dell’isola. Le prime manifestazioni sono ricordate come una festa popolare in cui venivano consumate salsicce, cannoli e molto vino, e vedeva i cittadini per le strade travestiti in ogni modo. Successivamente arrivarono i primi carri. Oggi la cerimonia a Sciacca inizia il giovedì grasso con la consegna simbolica delle chiavi della città al re del Carnevale Peppe Nappa, il personaggio adattato come maschera del posto che in occasione dell’ultimo giorno di festa viene bruciato in piazza.

Sempre in Sicilia c’è quello di Acireale, definito il più bello della regione e nel 2017 addirittura d’Europa per il giornale inglese The Guardian. Oltre ai suoi colorati ed enormi carri di cartapesta sono famosi quelli infiorati, raffiguranti soggetti creati totalmente con fiori veri e animati da movimenti e luci.

Un altro dei carnevali storici è quello di Ronciglione, fra i più antichi e belli dell’Italia centrale, pare risalga al 1538. Tutte le sfilate si svolgono lungo le bellissime vie rinascimentali e barocche del comune della Tuscia, ed è il suono del campanone del municipio ad annunciare l’inizio dei cinque giorni di festa. Nel Carnevale di Ronciglione i protagonisti sono gli Ussari, i cavalieri vestiti con costumi del XIX secolo che rievocano il periodo del dominio francese, e senza dubbio il cibo, soprattutto le locali “fregnacce“, una specie di crêpe con zucchero e cannella, ricotta o pecorino.

In Basilicata c’è il Carnevale di Tricarico, caratterizzato dalle maschere di mucche e tori che rimandano alla tradizione contadina e alla transumanza. Grazie ai suoi costumi nel 2009 è entrato a far parte della Federazione Europea Città del Carnevale ed è uno dei membri fondatore della Rete dei Carnevali del Sud Italia. Qui le sfilate si svolgono con i vari gruppi travestiti che giungono alle case dei cittadini dove suonano i campanacci fino a quando non gli viene aperto e offerto da mangiare e da bere.

A non aver bisogno di presentazioni è il Carnevale di Viareggio, conosciuto in tutto il mondo e con maschere che riportano a temi sia politici che sociali. Risale al 1873, ed è stato grazie alla distribuzione Rai negli anni Cinquanta del ‘900 che ha ottenuto la consacrazione ovunque. I suoi carri sono ritenuti dei veri e propri teatri in cammino e sono molti gli artisti che negli anni hanno contribuito per la loro realizzazione, uno fra questi il premio Nobel Dario Fo.

Anche Venezia vanta una delle cerimonie più note nel mondo. Il Volo dell’Angelo è la ricorrenza che segna ufficialmente l’inizio del Carnevale: ogni anno un artista in carne ed ossa, appeso ad un cavo metallico, effettua la discesa dalla cella campanaria del campanile verso terra, il tutto sospeso nel vuoto.

Infine, ma non per importanza, il Carnevale di Putignano, ufficialmente dichiarato il più antico d’Europa, nel 2020 è giunto alla 626esima edizione e la sua maschera caratteristica è chiamata Farinella, dal nome dell’omonimo piatto del posto. I carri allegorici devono la loro bellezza alla raffinatezza dei dettagli della cartapesta ricca di tanti particolari, la “scuola putignanese” ne custodisce il procedimento gelosamente.



Lucia Filardi