Un cactus per cappotto: ecco la nuova linea di vestiti made with plants

I Millenials intelligenti, che tengono davvero al futuro e si preoccupano dell’impronta che stiamo lasciando su questo pianeta: esistono. Per ogni persona che si gira dall’altra parte quando si parla di  tutti i problemi ambientali che stanno nascendo, fortunatamente ne esistono almeno il doppio che si muovono in senso opposto. Questi ultimi sono quelli che cercano di fare la differenza, agendo per il meglio ovunque, anche tramite le piccole azioni. Con questo concetto è nata la nuova campagna di moda che valorizza i vestiti che nascono da fibra vegetale. Stavolta? È il turno dei cactus!

L’idea è tutta messicana: proviene esattamente dalla terra più ricca al mondo per la presenza di queste piante, le quali cercano tanto caldo e molta siccità. Per la precisione, ci hanno lavorato instancabilmente per ben due anni, per mettere in piedi questo progetto: Adrián López e Marte Cazárez, due giovanissimi imprenditori messicani. Solo grazie alla stretta collaborazione con gli agricoltori locali, però, sono stati in grado di centrare l’obiettivo che si erano prefissati. Infatti, trovare una soluzione eco sostenibile, in grado di rilanciare contemporaneamente l’economia in crisi del proprio Paese, offrendo anche una valida alternativa al tessuto animale: non era per nulla semplice, eppure loro sono riusciti nell’impresa! La loro soluzione è giunta dal nopal (fico d’India messicano) dopo tantissimi tentativi fallimentari.

Di cosa si tratta?

Nel caso non fosse ovvio, questo tessuto  è completamente di origine vegetale. Le due cose che però la rendono ancora più incredibile è che è completamente traspirante, grazie a sovrapposizione di strati di tessuto di diverso spessore che rendono tale la “stoffa”, e che questa dura almeno un decennio, vista la sua particolare composizione. Inoltre, costa davvero poco (circa 25 dollari a metro), visto la grandissima presenza di materia prima sul territorio di produzione. La collezione è stata nominata “Desserto” e ha per simbolo di riconoscimento una piccola pala di cactus: un ovvio rimando e una dedica romantica alle lande in cui questo vegetale normalmente sopravvive.

D’altronde, era quasi ovvio provare ad utilizzare la pianta simbolo del Messico per questo progetto. E allora perché nessuno ci era arrivato prima? Probabilmente, perché nessuno aveva mai provato e tentato così tanto.

“Il Messico ha il potenziale per innovare e il cactus è il simbolo del paese. Molte persone ci hanno detto che eravamo pazzi! Perfino i nostri ingegneri ci hanno detto che non si poteva fare. Abbiamo detto come no? Siamo in Messico, siamo messicani, quale materia prima abbonda qui? Il cactus qui cresce da solo, senza bisogno di grandi quantità d’acqua. È lì che abbiamo iniziato a testare il fico d’india e, dopo diversi test, siamo stati in grado di realizzare un materiale resistente”, ha spiegato Adrián.

Non è la prima volta che questo vegetale viene impiegato per la creazione di prodotti da esportazione mondiale. Già anni fa, altre imprese avevano lanciato sul mercato internazionale linee cosmetiche che avevano come ingrediente principale proprio il nopal.

 

Ora ci auguriamo solamente che questa bellissima iniziativa raggiunga i numeri sperati e, perché no, anche i mercati europei. D’altronde, le belle notizie devono essere condivise: sia virtualmente che fisicamente!



Alessia Cavallaro