Si accendono le luminarie di Bologna: una città dove “non servono eroi”

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“Bologna è una città di Robin, generosa, aperta, e tale deve restare, un esempio di spirito d’accoglienza e fiducia nel prossimo, simbolo di come l’Italia che cambia può farlo in meglio”.

Così Cesare Cremonini ha battezzato l’accensione delle luminarie natalizie bolognesi. Con le parole della sua “Nessuno vuole essere Robin” che da sabato 30 novembre illuminano via D’Azeglio. Hanno preso il posto di quelle di un bolognese d’eccellenza: Lucio Dalla. Un compito non certo semplice. Dalla è una colonna portante, sia di Bologna che della musica italiana. Ma Cesare Cremonini è molto amato dalla sua città e dai suoi concittadini.

Cremonini ed i Lunapop

Cremonini, classe 1980 é un bolognese doc. Frontman dei Lunapop, gruppo italiano passato alla ribalta nel ‘99 per il singolo 50 special, che in soli 3 mesi vendette più di 100.000 copie e diventó disco di platino. Una canzone ispirata probabilmente al libro di Fausto Brizzi “Jack Frusciante é uscito dal gruppo”. Una canzone scritta sui colli di Bologna, intorno alla Basilica di San Luca. Luoghi magici che dominano una città speciale. Un luogo che con i suoi partici, i suoi artisti, i suoi vicoli fa sentire a casa chiunque. I Lunapop si sono sciolti nel 2002, ma Cesare non ha smesso di fare musica. E di ispirarsi a Bologna.

 

La carriera da solista

Il 15 novembre 2002 Cremonini pubblica il suo primo album da solista, Bagùs, che significa “tutto ciò che è positivo, gradevole, piacevole e bello” in indonesiano. Dall’album vengono estratti i singoli Gli uomini e le donne sono uguali, Vieni a vedere perché, PadreMadre e Latin Lover.
Dal 2002 Cesare é inarrestabile. Ogni due anni é uscito con un nuovo album. I suoi concerti sono spesso sold-out ed i suoi singoli passati continuamente in radio. Una carriera certamente affermata

Tutti vogliono essere Robin

É il brano scelto per illuminare Via d’Azelio. Un testo autobiografico, considerato per l’autore il proseguimento di Marmellata#25. Un brano che gioca con le relazioni, mettendo il cane al centro tra l’uomo e la donna come se fosse lo spartiacque dei nostri rapporti umani, personali, famigliari.

Bolognesi e turisti con naso all’insù potranno leggere le parole di quel testo, e ascoltare le note delle canzoni di Cremonini che saranno trasmesse in filodiffusione nel periodo natalizio, anche se l’appuntamento delle 18 resta quello di sempre con i brani di Dalla. Lucio é il simbolo per eccellenza di Bologna. I cittadini non potevano assolutamente non omaggiarlo, anche in questa occasione.

Beneficenza

Le luminarie, una volta dismesse, andranno all’asta per finanziare una casa per la ricerca oncologica al Sant’Orsola, mentre grazie agli appelli social di Cremonini sono già stati donati da Lavoropiù 25 defibrillatori a tutte le scuole di Bologna.

L’omaggio del primo cittadino

“Qui tutti vogliamo essere Robin, non abbiamo bisogno di eroi”, rincalza il concetto il sindaco Virginio Merola, mentre Cremonini ringrazia “la città a cui devo tantissimo, dove sono nato, dove vivo, dove ho scritto tutte le mie canzoni, a partire da quelle di ‘Squerez’ che vent’anni fa nacquero tra il liceo Sabin e casa di mia mamma in Strada Maggiore”.

E, raccogliendo l’applauso delle centinaia di persone arrivate sul Crescentone per salutarlo, aggiunge che “in questa piazza voglio farci prima o poi un concerto”.



Sharon Santarelli