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Intervista a Svegliaginevra: “Il mio sogno è quello che vivo ogni giorno”

Svegliaginevra! No, non ce l’abbiamo con nessuno, non vi preoccupate. Siamo qui per presentarvi una giovane cantautrice dalla penna molto interessante di cui sentiremo sicuramente parlare. Ecco la nostra intervista a Ginevra Scognamiglio, in arte appunto Svegliaginevra!

Ciao Ginevra, come prima cosa vorrei partire dal tuo nome, per chi ancora non ti conoscesse: come mai hai deciso di chiamarti Svegliaginevra, un nome che quasi sembra ricordarti di stare sempre sull’attenti, sveglia appunto?

Sì, “sveglia!” come monito è il significato principale. Per ricordarmi che, nonostante tutto, la musica mi ha sempre svegliato e salvato dai momenti più difficili. Inoltre, si riferisce al mio modo di vivere e vedere il mondo. Mi capita di dimenticare cose e date perché non presto attenzione nel momento in cui mi si vengono dette. Sì, sono esattamente io.

È uscita da pochissimo la tua nuova canzone, “Due”, un pezzo molto interessante e orecchiabile. Ci racconti com’è nato questo pezzo?

Per una storia, per una serie di piccole dinamiche che a volte ci fanno dimenticare la cosa più importante che è l’amore. E’ molto facile ingigantire inutili discussioni e perdere di vista la bellezza dei sentimenti che proviamo e che diamo per scontato. Ho messo a nudo i miei pensieri e ho lasciato che si tatuassero sulla pelle di questa canzone. Come con tutte le altre del disco.

Ti definiresti una cantautrice indie o preferisci non “etichettarti” in qualche genere musicale?

Non so come definire il mio genere musicale. Credo sia etichettabile principalmente nel pop che però attraversa diverse sfaccettature e caratteristiche appartenenti a macro-generi più internazionali. Sono influenzata da ascolti molto diversi tra loro, amo il cantautorato italiano di Battisti e De Gregori ma anche il folk di Nick Drake e Ryan Adams o quello più moderno di Bon Iver e Sufjan Stevens.

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Ci racconti i tuoi esordi nel mondo della musica?

Ho cominciato a suonare la chitarra all’età di 10 anni e da lì non ho più smesso. Ho suonato in diverse band, in lingua inglese, prima di arrivare a scrivere in italiano con il progetto svegliaginevra.

All’interno del panorama musicale italiano, c’è qualche artista che hai preso come modello e come ispirazione?

Samuele Bersani, Niccolò Fabi e Alex Britti i primi tre che mi vengono in mente.

Restando in ambito musicale, hai qualche sogno nel cassetto, che sia una partecipazione a qualche evento, una collaborazione con qualche artista o altro?

Il mio sogno più grande è quello che vivo ogni giorno. Ho imparato a suonare per poter scrivere canzoni e più tardi ho cercato in tutti i modi di trasformarlo in lavoro, perché più scrivevo e più mi rendevo conto che mi aiutava a superare tutto e che non c’era nient’altro a cui volevo dedicare la mia vita. Vedere che questo aiuti altre persone o le faccia sentire meglio è meraviglioso. Non vedo l’ora di portare le canzoni del disco su un palco non appena sarà possibile.

Avrai sicuramente tanti progetti per il futuro, per quando la situazione sanitaria sarà migliore. Ce ne puoi svelare uno?

Sì, suonare suonare suonare. Tutti noi, artisti e addetti ai lavori, abbiamo sofferto lo stare fermi per più di un anno ormai. Speriamo che le cose si evolvano in positivo e che presto si possa tornare a suonare live. A brevissimo uscirà il mio disco d’esordio dal titolo “Le tasche bucate di Felicità’’ e stiamo lavorando al primo tour, questo il progetto futuro che aspetto di più.



Marco Nuzzo