Da Bunker dell’Armata Rossa a parco naturale: la seconda vita di Brdy

In #Instaworld, MONDO, social up by Catiuscia PolzellaLeave a Comment

Per decadi, l’area di Brdy, in Repubblica Ceca, è stata utilizzata come centro di addestramento militare, dai nazisti prima, dall’Armata Rossa, poi, ma anche dall’esercito ceco-slovacco e dalle truppe della Nato, destinata, infine a diventare una base missilistica. Per fortuna, grazie anche all’ostilità dell’opinione pubblica ceca, quest’area di 350 chilometri quadrati ha avuto un destino diverso, diventando uno dei parchi più belli della nazione. Situato a mezz’ora da Praga, Brdy è un luogo incantato, letteralmente privo di insediamenti umani, dove le acque sono così pulite che ancora vi prospera il gambero di torrente. Infatti, fatto ad eccezione di bunker militari e un deposito, il parco è una vera e propria oasi di pace, che mira ad attirare un esercito di trekker sul cammino di quelli militari, senza dimenticare ciclisti e mountain biker: per ora, i chilometri di piste pedalabili sono 80, ma altri 150 verranno creati entro il 2018.

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Il sito, proibito ai civili dal 1926, anno in cui fu istituita la base militare, ospita una biodiversità non comune nel Vecchio Continente. Bunker a parte, gli edifici si contano sulle dita di una mano se si escludono le rovine di un castello medievale. Al momento non ci sono alberghi né ristoranti, le auto non entrano all’interno e in alcune delle vallate non c’è campo per i cellulari. L’edificio più importante è una struttura di cemento, nota a suo tempo con il nome in codice Javor 51, termine ceco utilizzato per indicare l’albero di acero. Secondo gli storici, si trattava di un deposito top secret dell’Armata Rossa, destinato ad ospitare fino a 60 testate nucleari da impiegare in caso di attacco alla Germania Occidentale. Adesso, invece, l’edificio ospita un museo della Guerra Fredda, l’Atom Museum, parte di una particolare struttura di bunker “doppio”, di cui si pensa Brdy sia l’unico esempio creato al di fuori dell’Unione Sovietica.

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Nonostante siano trascorsi molti anni dalla chiusura della base militare, purtroppo ancora non è raro trovare strascichi di quel periodo nell’ambiente circostante. Dal 2012 a oggi i militari impiegati nell’opera hanno rinvenuto oltre 7mila tipi di munizioni delle diverse armi (dall’artiglieria ai carri armati ai missili) e dei diversi eserciti che hanno calpestato quella campagna. “Le si possono trovare praticamente ovunque, anche dove meno ce le si aspetta”, ha raccontato all’agenzia Associated Press il sergente maggiore Vlastimil Kalivoda, che fa parte del team di bonificatori. Per questa ragione, il cuore del parco resterà chiuso fino a fine 2017.

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Tuttavia, è possibile addentrarsi in una parte del parco, naturalmente con le dovute precauzioni: per evidenti ragioni di conservazione del territorio, è proibito accendere fuochi, come è vietato campeggiare in tenda. E’ invece possibile trascorrere la nottata all’interno del parco in un sacco a pelo. Dormire al chiaro di luna, illuminati dalle stelle del firmamento, tra natura incontaminata e decenni di storia: ecco le emozioni che proverete visitando il parco di Brdy. Allora, cosa aspettate?

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Catiuscia Polzella

Catiuscia Polzella

Nata a Morcone (BN) nel 1988. Laureata in Scienze Internazionali presso l'Università di Siena. La mia più grande passione è viaggiare e mi affascina scoprire nuove culture e diversi stili di vita.

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