“La verità non è figlia unica”, il primo romanzo di Mariangela Cutrone tra musica, giornalismo e relazioni

Tra musica, giornalismo e relazioni complesse prende forma La verità non è figlia unica, il primo romanzo di Mariangela Cutrone. Un libro che nasce da un momento di trasformazione personale e che intreccia passioni biografiche e immaginazione narrativa: il mondo dei concerti, l’intensità dei legami e la ricerca di una verità che raramente è semplice o univoca.
Ne abbiamo parlato con l’autrice per scoprire come è nata la storia di Merida, Orlando e Flavio, quanto della sua esperienza di giornalista musicale si riflette nelle pagine del romanzo e perché, secondo lei, inseguire i propri sogni, anche quelli meno convenzionali, rimane una forma di autenticità.

Ciao Mariangela, partiamo dal principio. Cosa ti ha ispirato nella scrittura del tuo primo romanzo?

La storia di Merida, Orlando e Flavio, i protagonisti de La verità non è figlia unica, ha bussato alla porta della mia mente in un periodo particolare della mia vita in cui ero da poco mamma, lontana dalla famiglia d’origine con solo il supporto del mio compagno, divisa tra responsabilità famigliari e lavoro, sentivo il bisogno di ritagliarmi “uno spazio tutto per me” in cui dare sfogo alla mia parte più creativa. Attingendo al mio passato da giornalista musicale nei backstage dei concerti e a contatto con addetti del settore e musicisti emergenti non ho potuto fare a meno di fare emergere una storia d’amore e di amicizia nata proprio nell’ambiente musicale. Ho ideato così “un triangolo amoroso” complicato e tormentato dalle mille sfaccettature e dinamiche complesse come lo sono le storie dense di emozioni pure e autentiche che rimangono impresse nella mente del lettore e per chi le scrive dalle quali risulta difficile distaccarsene.

Giornalismo e musica sono due tematiche ricorrenti nel corso del romanzo: quanto c’è di autobiografico?

È inevitabile ritrovarsi a scrivere di ciò che si conosce bene e con questo romanzo ho fuso due passioni che per me sono di vitale importanza, il giornalismo da una parte e la musica dall’altra (mi sento una mancata musicista!).  Scrivere questo romanzo mi ha riportata indietro nel tempo. Mi ha fatto ricordare i miei vent’anni, quando muovevo i miei primi passi nel giornalismo musicale a Bari, la città in cui ho studiato e lavorato per tanti anni. In questo romanzo il mio amore per la musica e l’ambiente rock regnano sovrane. La musica è parte della mia quotidianità. Il mio compagno è musicista e io lavoro ascoltando musica. Ho anche segnalato per ogni capitolo del romanzo una colonna sonora ideale da ascoltare durante la lettura.  In Merida, Orlando e  Flavio troverete tante parti di me. Anche se la storia che ho scritto non è autobiografica, chi mi conosce bene quando la leggerà rintraccerà aneddoti ed esperienze vissute che hanno ispirato la trama e la psicologia di personaggi.

La dedica del romanzo è rivolta, tra gli altri, “ai ricercatori di verità e ai sognatori che non smettono mai di lottare per i loro sogni non ordinari”. Vuoi approfondire con noi?

Questo romanzo celebra il coraggio di perseguire i propri sogni, anche e soprattutto quelli non ordinari, al di là delle maschere che si indossano per convenienza, lontani dalle aspettative e dal giudizio altrui. È un invito a non smettere mai di essere puri e autentici senza paura di non essere approvati dagli altri perché ciò che davvero conta è non tradire sé stessi, il proprio Sé autentico, quello che si ciba di verità e che va oltre ciò che appare perché si nutre dell’essenziale, di ciò che risiede appunto nei propri sogni e desideri più veri

Quello di “verità” è un concetto che permea tutto il romanzo. Qual è il tuo concetto di verità? E qual è quello dei protagonisti del romanzo, senza svelare troppo?

Secondo me perseguire la verità dipende da quanto crediamo al proprio Sé autentico. Sono una grande estimatrice di coloro che non si fermano alla superficie dei fatti o di ciò che le persone mostrano. Con questo romanzo ho voluto dimostrare che nulla è come appare. Le relazioni interpersonali sono dalle mille sfaccettature che non si possono assolutamente etichettare e in molti casi ci chiedono non di essere definite o approvate ma piuttosto di essere vissute a pieno “senza sé e ma” e lontani da sovrastrutture e convenzioni.

La verità non è una sola. Solitamente quando si rivela è accompagnata da tante sorelle che si rivelano una dopo l’altra scatenando una sorta di “effetto domino” difficile da ignorare e che porta rinnovamento ed evoluzione. La verità non va temuta ma espressa se si vuole vivere sereni e in coerenza con ciò che si è davvero. Ogni personaggio di La verità non è figlia unica si ritroverà a dover fare i conti con verità inaspettate che contribuiranno a rivoluzionare il proprio concetto di verità.  Lo scoprirete leggendo il romanzo.

Quali progetti per il futuro?

Sono già in fase creativa per la scrittura di un romanzo corale ambientato nella mia terra d’origine, la Puglia. E poi c’è una nuova raccolta di poesie appena completata. Non posso non assecondare anche il mio bisogno di scrivere quelle che io chiamo “parole tradotte in versi” perché la poesia è la mia forma espressiva preferita e io non riesco proprio fare a meno di andare in giro con il mio taccuino pronta a mettere “nero su bianco” tutte le mie emozioni, stati d’animo, esperienze significative ed ispirazioni inedite. Sono in costante fermento creativo.

Valentina Brini