Charlotte, il fantasma della Plaxtol Village Bakery

Nell’aprile del 2013 il giornale The Sun inserì nella sua testata un articolo piuttosto inconsueto per la tipologia di notizie che solitamente pubblica: un’intervista ad un gestore di una panetteria di Londra che affermava che il suo negozio è infestato da un fantasma.

Normalmente queste notizie sono su giornali di terz’ordine o su riviste s…pecializzate nel paranormale o sui misteri, ma sul Sun addirittura c’era un’intera pagina dedicata all’argomento con tanto di intervista all’a ex proprietaria, che di nome fa Louise Martin.

Siamo a Londra nel quartiere di Petts Wood, a sud-est della città e la panetteria è lì da più di un secolo. La precedente proprietaria oggi ha ceduto l’attività, ma ricorda ancora le sue esperienze e ciò che le raccontava la nonna, proprietaria quando tutto ebbe inizio.

Probabilmente la Plaxtol Village Bakery è infestata dal fantasma di una bambina chiamata Charlotte, una sorta di spiritello un po’ burlone, ma in fondo buono e che non ha realmente fatto male a nessuno. La nonna di Louise era solita parlare di una bambina di nome Charlotte che ogni mattina entrava nella panetteria per comprare il pane o per nascondersi quando non voleva andare a scuola. Quella bambina era diventata la mascotte del quartiere e tutti i commercianti della strada in fondo le volevano bene.

Durante la seconda guerra mondiale però sul quartiere cadde una razzo V2 che causò distruzione dei palazzi e moltissimi morti e da allora la bambina non fu più vista in giro. L’anziana proprietaria dell’esercizio raccontava sempre di quella bambina ed era convinta che fosse morta nella terribile esplosione; proprio per questo era solita dire a sua nipote che qualsiasi evento strano le fosse successo nel locale era da imputare al fantasma della piccola Charlotte che in fondo non se n’era mai andata da quel luogo.

Quando Louise iniziò a lavorare alla Plaxtol Village Bakery era molto scettica e credeva che la nonna volesse solo prendersi burla di lei, ma poi lei stessa fu testimone almeno 4 o 5 volte di eventi del tutto irrazionali.

Zucchero e farina che si spargevano a terra, piccole impronte nell’impasto del pane, teglie e pentole che cadevano senza motivo e piccoli oggetti fluttuanti per tutta la panetteria: i tipici segni di quello che normalmente viene considerato un poltergeist.

C’era però di più: la stessa Louise ha affermato di aver più volte sentito la risata di una bambina, di aver provato un brivido lungo la schiena come se un oggetto gelido la toccasse, di aver sentito i suoi capelli intrecciarsi, di aver trovato all’apertura del negozio vassoi a terra e dolcetti mangiucchiati.

Non solo: la donna afferma che d’inverno, rientrando la mattina dopo la chiusura serale, le capitava spesso di vedere delle piccole impronte sulla neve all’esterno che si fermavano davanti alla porta senza tornare indietro, come se qualcuno fosse entrato nel locale chiuso a chiave.

Louise è convinta che il fantasma della piccola Charlotte infesti bonariamente il negozio e non solo per le parole della nonna: lei stessa ha consegnato al giornale una foto scattata una mattina quando, appena entrata, vide a terra uno dei vassoi cosparso di zucchero e con una scritta tracciata con le dita. C’era scritto “CHA”, il che l’ha portata a pensare che davvero si tratti del fantasma della bambina che sua nonna amava decantare.

Oggi il nuovo proprietario della panetteria è Remzi Mustafa e anche lui afferma di aver assistito a strani fenomeni di levitazione e di oggetti che vengono trovati il giorno dopo fuori posto. In ogni caso sia il nuovo, sia la vecchia proprietaria della Plaxtol Village Bakery, sono d’accordo sul fatto che l’entità che si manifesta di tanto in tanto nel locale sia un fantasma buono: un po’ dispettoso forse, ma innocuo.



redazione