Sanremo 2021 : Pagelle per cover e duetti, tanti, troppi FLOP

Terza serata per il Festival di Sanremo 2021. E’ la volta delle cover e dei duetti con ospite. Momento tanto atteso quanto temuto. Incognita sulle performance e possibili rivelazioni a sorpresa fanno da contrappasso su un finale che non si sa quando arriverà. Serata lunga ed emozionante, dove non sono mancati momenti di grande spettacolo come solo a Sanremo possono accadere. Tantissimi anche i flop e incidenti di percorso che stravolgono la serata e la riuscita delle esibizioni. Di grande nota i numerosissimi riferimenti alla situazione che i luoghi deputati alla cultura stanno vivendo a causa della pandemia che continua ad attanagliare il mondo.

Non perdiamoci in chiacchiere e passiamo alle pagelle della terza serata. Spoiler: pagelle un po’ cattive e possibili bonus all’orizzonte!

Amadeus + Fiorello : 6

Il duo di presentatori in qualche modo funziona. Si ha sempre l’idea che Fiorello riesca a soccorrere il collega, ma talvolta è proprio l’irriverente presentatore a tendere alla tediosità. Apprezziamo le esecuzioni e i siparietti, ma ad una certa ci si dilunga troppo. Occhio ai tentativi di satira, qui bolle qualche sperimentazione in corso. Amadeus bilancia dal canto suo il compagno ma lo sforzo di apparire ad ogni costo simpatico si percepisce.

Vittoria Ceretti: 5
Se è lei che ha coperto il posto lasciato vuoto dalla Naomi Campbell, meglio così. Statuaria nei suoi outfit che finalmente tornano ad essere quelli che realmente ci si aspetta di vedere a Sanremo. L’Armani Prive dorato è una bellezza per gli occhi. Co-conduzione un po’ smorta. E’ mancato forse un momento in cui emergere. Se non te lo danno, prendilo!

Achille Lauro + Emma + M. Guerritore : Bacio Accademico + l’infinito


Sarà la mancanza per uno spettacolo teatrale, ma il “quadro” presentato da Achille Lauro è il migliore su tutti quelli visti fin ora. La teatralità immensa e dai brividi sulla pelle. Testi e musica perfetti, interpretazione eccellente, sceneggiatura impeccabile. 5 minuti di vera arte!

Negramaro : 6 + 1 bonus = 7


I Negramaro aprono il Festival di Sanremo con un omaggio a Lucio Dalla per l’anniversario della sua nascita. Il caratteristico timbro di Giuliano Sangiorgi da vita ad una cover del brano 4 marzo 1943 molto particolare, intima, a tratti toccante. Questa non è solo una data, è storia, è magia, è leggenda. Particolare anche l’outfit, infatti quella giacca verde smeraldo è della  nuova collezione eco sostenibile di Zalando, ed è subito bonus. Il primo di questa pagella.

Noemi + Neffa “Prima di andare via” : 4
Si apre la competizione. Noemi è accompagnata da Neffa, coordinati in total black. Classico tono su tono per entrambi, spicca, per lei, un fantastico top corto che scopre la pancia in stile molto anni ’90. Il brano è una cover di Neffa. Qualcosa non va per il verso giusto. Una partenza sfasata con Noemi che sorride radiosa e gli sta dietro. C’è un eccesso di echi. Primi istanti di panico, ma Noemi prende il controllo del brano che si apre e si riprende da una guida spericolata. Tra i due i compiti li ha fatti solo Noemi.  Peccato!

Fulminacci Roy Paci e Lundini “Penso Positivo”: 7 ma da confermare.
Fulminacci parte dalla batteria. Ci crede e ci introduce in una delle canzoni più belle di Jovanotti. La tromba di Roi Paci ruba la scena e parte una coreografia che sembra un tic a cadenza ritmata. Inizia a incalzare e a piacere. Si oscilla tra il geniale o “sicuramente meglio dei primi!”. Un po’ di legnosità per Lundini, sembra che sia lì un po’ controvoglia. Se non volevi andarci bastava dirlo. Termina il primo minuto e boh, si entra nel mood e ora tutti vorrebbero essere lì con loro.

Francesco Renga + Casadilego “Una ragione di più”: 2
Lui elegantissimo in completo gessato, lei un incrocio tra Billie Eilish e la fodera del divano di casa di nonna. L’arrangiamento massacra la canzone. Il paragone con l’originale si fa sentire e rimpiangere. Due voci straordinarie che non si adattano e non si amalgamano. Gargarismi lamentosi, un tono dai tratti quasi orientali che per nulla combacia con la canzone. Chissà se alla Vanoni è partito un embolo.

 Extraliscio + D. Toffolo + Peter Pichler “Rosamunda” : 7

Qualcosa ha lasciato sperare che le cose stavano procedendo per il verso giusto. Chi ha chiuso gli occhi durante la loro esibizione si è immaginato ad una sagra a saltellare dopo aver bevuto troppo vino e mangiato troppe salsicce e patate. Allegria, un momento di pura allegria. Bravi.

Fasma + Nesli “La fine” : 3½ + 1 = 4 ½ sulla fiducia. 
Nesli è tanta roba, apre lui l’esibizione. Al turno di Fasma problemi fonici e Nesli che tenta di mantenere il ritmo al compagno. Niente, si riparte daccapo. L’autotune è vita per Fasma. Fa quasi tenerezza la sua mano che trema. Serata sfortunata. Chissà la prima come sarebbe stata. 4 ½+ 1 bonus per l’inatteso incidente.

Bugo + Pinguini Tattici Nucleari “Un’avventura” : 3-
Tono su Tono per Bugo in completo rosso. Va premiata l’accoppiata con i Pinguini che rendono l’esibizione frizzante, però, Battisti viene totalmente stravolto. La Maionchi qualche anno fa fu imperante, riproporre Battisti è un suicidio. Infatti, lo è stato.

Francesca Michielin + Fedez : “Medley E Allora Felicità ” : 6+


Le loro voci sono collaudate, si combinano alla perfezione. Chissà se a Fedez è mai sorto il dubbio di aver sposato la ragazza sbagliata. E’ palese la loro sintonia. Simpatici come Sandra e Raimondo e carina l’idea di intonare Felicità restando impassibili e inespressivi. Nota negativa per l’outfit scelto dalla Michelin, un Miu Miu da scolaretta. Versace per Fedez in una classica fantasia che o ami o odi. Buona intesa, buono il medley, buono il lavoro di squadra.

Irama “Cyrano” : 7
In DAD Irama per i problemi di positività nel suo staff. Brano complesso e meraviglioso. Interpretazione lodevole per Irama. Lui fantastico in pelle totale e senza treccine.

Maneskin + Agnelli “Amandoti” : 9½

Tutto completamente perfetto. Etro veste di nuovi i Maneskin ed è favola vittoriana. Agnelli in versione Aladino mostra un po’ di incarnato ed è sexy da paura. Il rallentamento iniziale del brano è accattivante e da brividi. Si evolve in puro rock. Rispetto all’originale è caricato lo strazio, ma funziona. Non manca l’esperienza di catturare il palco con la teatralità di sempre. Lo zampino di Manuel si respira e i Maneskin rientrano tra le migliori band degli ultimi anni.

Random + The Kolors “Ragazzo Fortunato” : 6
Fresca e leggera, una cover frizzantina, proprio come la scelta a pois di Stash. Una decisione tutto sommato azzeccata e facilotta. Random appare più sicuro e rilassato. The Kolors mantengono le aspettative di sempre. Caruccia!

Willie Peyote + Bersani “Giudizi Universali” : 7½
L’ospite ruba la scena al concorrente. Willie Peyote rincorre Bersani, ma lui è sempre un passo avanti. Scelta complicata, ma ben eseguita. Il brano poi è sempre pazzesco. Coraggioso Peyote, uomo cazzuto!

Orietta Berti + Le DEVA “Io che amo solo te” : 5½ + 1 bonus paillette = 6½
La Berti è scintillante e azzardatamente sfacciata in tutte quelle paillette rosse e per chi le ama è già un punto bonus subito! Un grosso rubino rosso, prezioso come la sua voce, indimenticabile. Intorno le DeVA di bianco vestito come quattro angioletti o come le Lollipop 2.0. Berti è storia meravigliosa.

Gio Evan + Senior The Voice “Gli anni” : 5
Sbarazzino e dal look estivo così particolare. Bella la scelta di farsi accompagnare dai Senior di The Voice. Brano fantastico che i Senior, qualcuno con sorriso a paresi facciale, interpretano meravigliosamente. Gio Evan, noioso!

Ghemon + Neri x Caso “Medley L’essere infinito” : 5–
Ghemon potrebbe aver trovato, finalmente, il suo posto nel mondo. Inoltrare il CV ai Neri x Caso ed entrare a pieno titolo nel gruppo. Un’integrazione magnifica. Carini, piacevoli, con quel pizzico di gas. Senza infamie e senza lodi.

La Rappresentante di Lista + Rettore “Splendido Splendente” : 7- (per essere generosi)
Si ripropongono in un look tono su tono total red. Se a loro piace… Che dire. Scenografica la scelta di legare le coriste da una treccia arruffata di capelli. Esibizione pulita che poi si sporca e diventa grintosa. Donatella Rettore compare solo sul finale, si pensava avesse defilato. Il brano ritrova la giusta identità e la scena si movimenta. Ottimo l’arrangiamento che tende e strizza l’occhio alla tekno.

Arisa + Michele Bravi “Quando” : 6

Esibizione pulita. Due bellissime voci. Tanta tenerezza. Pino Daniele con il suo unico timbro rende difficile le reinterpretazioni anche per artisti del calibro di Arisa. Va premiata la resa sufficiente e la giacca di Michele Bravi.

Madame “Prisencolinensinainciusol” : 5
Teatrino in stile collegio simpatico, ma anche no. Il brano è quello giusto? Celentano innescò una toto scommessa sul significato. Brano azzeccato dunque per un’interprete che talvolta bisogna riascoltare per comprendere tutte le parole. Certamente si tratta di questione di stile. Energica. All right!

Lo Stato Sociale + E. Fanelli + F. Pannofino “Non è per sempre” : 6

Esecuzione che poteva essere bypassata… ma poi arriva un colpo di scena. L’esibizione era votata a denunciare la situazione dei luoghi della cultura. Cinema, Teatri e Club chiusi a causa della pandemia o per la crisi derivata. Messaggio forte e che colpisce.

Annalisa + F. Poggipollini “La musica è finita”: 9
Voce meravigliosa e potente. Annalisa ha scioltezza sul palco e padroneggia la propria intensità. Qui si potrebbe arrivare al podio. Occhio ai look, puoi fare molto di più.

Gaia + Lous The Yakuza “Mi sono innamorato di te” : 5-
Anche Gaia si ripropone in versione Power Ranger con un total blu sfrangiato alquanto discutibile. L’esecuzione melodiosa e sofisticata con quell’accento al gusto d’Oltralpe.

Colapesce + Di Martino ” Povera Italia” : 3
Scelta intellettuale affrontata con rispetto e delicatezza. Si percepisce l’impegno ma… Un scelta che oscilla tra la denuncia e il populismo. Carina l’idea di disegnare sulle mani il simbolo di solidarietà alla cultura.

Coma Cose + A. Radius + Mamakass “Il mio canto libero” : 6
Voci particolari quelle dei Comacose. Partenza un po’ timida per Francesca, si percepisce un senso di sottotono. Fausto carico fin da subito. Grande sintonia e toccante il suo ricercare sempre lo sguardo della compagna. Esibizione riuscita.

Malika Ayane “Insieme a te non ci sto più” : 8
Raffinatezza, eleganza, magnificenza, tre aggettivi che descrivono l’esibizione di Malika. Scelta del brano esatta e nelle corde di una voce come la sua. Belli gli accompagnatori ballerini.

Max Gazzè + Magical Mistery Band “Del Mondo” : 7
Ciò che tocca Gazzè riesce sempre, c’è poco da fare.

Ermal Meta + Napoli Mandolin Orchestra “Caruso” : 7 –
Dalla è tra le icone più difficili da riproporre. Ermal Meta riesce a infondere il suo tocco nell’esecuzione e supera oltre la sufficienza la prova, ma la padronanza di una lingua è fondamentale. Non sviliamo l’orgoglio del dialetto napoletano.

Aiello + Jonas Vegas “Gianna” : 6
Aiello meriterebbe un 10 a prescindere per le sue particolarità. Si alza e intona note che lo rendono unico. In Gianna però, proprio la sua particolarità la storpia. L’intervento di Vegas ci apre ad una nuova chiave di lettura e si incastra bene con Aiello portando la prova a casa. Splendido nel look e accessori perfetti.

In fondo non è poi tanto cattiva come pagella!



Benito Dell'Aquila