Moda e psiche: dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei

Di Moda Social Up ha parlato un po’ in tutte le salse, dalle nuove creazioni degli stilisti più famosi alle tendenze bizzarre che affondano le radici nella terra del Sol Levante. Tuttavia, per quanto possa sembrare così, la moda non è semplicemente questione di gusti. Il concetto di bello è soggettivo, la moda ha la pretesa di essere oggettiva, riempie i negozi e le strade solo con alcuni capi ed alcuni stili che vengono affermati come quelli giusti. Ed allora perché la moda riesce a condizionare le nostre scelte di vita più di molti altri fattori? Alla base di questo fenomeno ci sono le nostre necessità inconsce e la peculiare psicologia umana, scopriamo insieme perché!

Ogni giorno apriamo l’armadio e, seppur involontariamente, compiamo una scelta, che si traduce in una precisa affermazione fisica e psicologica. Tendiamo ad acquistare capi che ci vengono proposti, a sentirci rispecchiati in un paio di jeans o di belle scarpe, al punto che il nostro modo di vestire definisce la nostra personalità. Attraverso il nostro modo di vestire trasmettiamo il nostro modo di essere, quindi sotto questo aspetto la moda diventa una particolare forma di comunicazione, che coinvolge il corpo, i colori, le forme e il linguaggio non verbale, oltre che il rapporto con l’altro. Basti pensare agli stili che si sono creati nel tempo: hippie, punk, emo e chi più ne ha più ne metta, i quali oltre a rispecchiare uno stile vestiario, sono l’espressione di un preciso momento di vita, caratterizzati da un umore e da una personalità propri.

Chi si sente bene con sé stesso tende a valorizzarsi per proprio piacere personale, al contrario, un abbigliamento trasandato rivela uno scarso entusiasmo, il mancato desiderio di apparire gradevoli e non invoglia gli altri ad entrare in relazione. Anche la scelta degli accessori rientra in questo discorso ed ha un suo significato: quando si è felici è più probabile che si scelgano borse, scarpe e cappelli appariscenti.
Chi, più di tutti, riesce ad esprimersi attraverso il look, sono gli adolescenti:  in questa età si è alla ricerca della propria individualità, si sperimenta, si trasgredisce, si cerca il proprio vero sé e per farlo, si cambia spesso look per trovare dopo innumerevoli cambiamenti, quello in cui ci si rispecchia maggiormente.

La moda è un bisogno indotto, ma siamo noi a decidere di seguirla. C’è chi cerca di essere originale anche nell’imitare: seguire le tendenze cercando di essere diversi, novità e cambiamento, appartenenza e individualità.

Marc-Alain Descamps, filosofo e psicologo francesce, afferma che la moda è un “fenomeno sovradeterminato che esprime a un tempo l’individuo, la società, l’inconscio e la propria autonoma evoluzione”.

La moda, quindi, non solo propone uno stile generale, ma anche tante variazioni, soddisfacendo nell’uomo due fondamentali pulsioni:

  • imitare per integrarsi e soddisfare il proprio gruppo sociale
  • differenziarsi per sentirsi unico e apprezzato

Le aziende, per promuovere prodotti e marchi, studiano ed innescano i meccanismi di imitazione e identificazione dei consumatori. Inoltre, scelgono come testimonial personaggi famosi, che ‘interpretano’ meglio lo stile di vita che la marca vuole proporre. Di conseguenza, tutte le persone che si identificano in quello stile, acquistano il prodotto.

Karen Pine, psicologa dell’Università dell’ Hertfordshire, parla del modo in cui un determinato outfit sia in grado di modificare non solo il modo in cui veniamo visti dagli altri, ma anche la percezione che abbiamo di noi stessi e della nostra autostima. I suo studi confermano che “diventiamo quello che vestiamo”.In uno dei suoi studi è stato dimostrato che “se si chiede a un ragazzo con la t-shirt di Superman di stimare che peso può sollevare, risponderà con un numero maggiore di un ragazzo che ha una maglietta normale”. In un secondo caso, facendo indossare ad alcune donne un camice bianco prima di un test di matematica, queste ottennero risultati migliori di quelli ottenuti indossando la tuta da ginnastica. Tali esempi sono la testimonianza del fatto che ciò che indossiamo riesce a modificare la percezione che abbiamo di noi stessi, poiché il cervello è condizionato dal capo indossato e ci convince di avere le capacità mentali associati a quell’outfit. “ Indossare abiti più o meno gradevoli è un fatto individuale e personale che riguarda la percezione di noi stessi e del nostro umore”.

In definitiva, i nostri outfit mostrano chi siamo o ci fanno apparire per quelli che non siamo?

In uno studio condotto su 100 donne è emerso che nei “giorni no” il capo indossato dal 57% di esse è un paio di jeans; inoltre il 62% ha dichiarato di scegliere il proprio capo preferito quando si sentono ottimiste ed in forma.

Quindi, possiamo affermare che vi è un forte legame tra abbigliamento e umore: la moda è psicologia,  vestirsi significa compiere ogni giorno un processo che parte dall’analisi del proprio umore e che arriva alla scelta dell’outfit.

 



Emanuela Punzi