Magmamemoria di Levante, un romanzo musicale di grinta ed emozioni

Alla fine è arrivato, Magmamemoria. Dalla mezzanotte del 4 ottobre l’intero album di Levante è disponibile su tutte le piattaforme streaming. Un album atteso, probabilmente il più atteso del 2019 dell’intero panorama musicale italiano. Non un semplice album, ma un vero e proprio romanzo musicale di grinta e passione.

Le tracce si susseguono una dopo l’altra in un insieme ciclico. I ricordi intrecciati alle emozioni sono la chiave di tutto. Ascoltandolo risulta evidente: Claudia vuole raccontare delle storie intense, pregne di sentimento che lasciano intravedere una moltitudine di emozioni. Come nei migliori film, tutto inizia con un’armonioso accordo della Budapest Art Orchestra su cui va ad adagiarsi la voce di Levante.

Sei dentro di me navighi mari della memoria riporti a galla il mio petto brucia ancora/Sei tu il passato che non è mai andato e mai mi lascerà
Corri veloce come il presente sei di domani sei nel per sempre. Ecco il tuo nome ti chiamerai Magmamemoria.

Un manifesto, il cui titolo, coincide con quello dell’album. Una scelta in cui si evince anche tutta la sua esperienza di scrittrice. Un primo capitolo da cui tutto ha inizio. Dettaglio già presente Nel Caos di Stanze Stupefacenti, con la prima traccia Caos.

Sospesa nel tempo, fra memoria e futuro, l’album prosegue nella sua narrazione, con due brani ormai già noti, Andrà tutto bene e Bravi tutti voi. Uno sguardo volto al presente e a situazioni d’attualità da cui si intravede uno spirito critico, forse sarcastico di ciò che accade oggi nel mondo e intorno a noi e con cui bisogna misurarsi.

Seguono una serie di testi che rimandano alla consapevolezza derivata dal passato. Ricordi prepotenti si riaffacciano nel presente per permettere di trarne conclusioni e insegnamenti per il futuro. Storie, situazioni e sentimenti vissuti si susseguono. Le parole scelte sono mirate. Le parole non sono mai messe lì a caso, Claudia ha saputo dimostrarlo più volte e questo album non fa eccezione. E’ evidente una maturità espressiva rispetto ad Abbi cura di te, altro album carico di significato e di immagini evocative. In Magmamemoria, però, si ritrova una grinta e una consapevolezza maggiore, un vulcano in eruzione. Claudia ha analizzato il passato ed imparato la lezione.

Lasciami sentire cosa ti è rimasto in fondo tra le macerie del tuo cuore la luce senza più colore.” (Reali)

“Se ritorni nel passato per portarmi nel futuro. Addio per sempre. Non so dirtelo ci penserà la vita a creare le distanze. So che questa è l’ultima volta che ti dimentico, giuro è l’ultima volta mentre incrocio le dita e sto mentendo a me stessa.” (Questa è l’ultima volta che ti dimentico)

Così ti ho ucciso amore, ti ho consegnato il tuo dolore, mi nutrirò del tuo rancore e tu rinascerai senza perdonarmi mai. Quanto ho fatto male a questo amore vero io l’ho ucciso sul serio ed ero fuori di me.” (Saturno)

Metto in ordine dalla A alla Z le tue imperfezioni per tenere tutto a mente e non ripetere gli errori.” (Rancore)

Giusto il tempo di abituarsi ad una sequenza di melodie tenaci e ad immagini concrete, che il flusso di lava continua con Lo stretto necessario. Qui si rievocano sensazioni più intimiste e si celebra la terra d’appartenenza ed è essenziale quanto irriducibile un simbolo della Sicilia, Carmen Consoli.
Arcano 13 sembra chiudere un percorso. Una straziante voce che silenziosa urla un epilogo triste. Un finale inatteso o una conclusione che induce forse più di tutto alla riflessione. Un romanzo, Magmamemoria che sembra concludersi, ma che in realtà si riapre e ricomincia nuovamente in un flusso di ricordi che ripartono con il primo brano.

Claudia ha alzato l’asticella fissata da se stessa, album dopo album, giungendo ad un livello nuovo. Un’evoluzione concreta, forse una rivoluzione interiore, non c’è dato saperlo. Ciò che invece, è evidente, Magmamemoria ha mantenuto tutte le aspettative, tutte.



Benito Dell'Aquila