Foody: aggiungi un turista a tavola

In CUCINA by Aurora ErbìLeave a Comment

É facile imbattersi in stranieri alle prese con la cucina italiana e pensare “Se mia nonna ti vedesse commettere questo delitto culinario….”.

Ci siamo trovati a servire pizza e cappuccino; a dividere la casa con spagnoli che non lasciano bollire l’acqua prima di buttare la pasta; abbiamo abituato la vista ad abomini culinari tramutati in cool-video sul web che terrorizzerebbero un qualsiasi italiano medio. Noi italiani abbiamo la cucina migliore del mondo, la più varia e bilanciata. Ed è facile ora diffonderla per mezzo della rete con ricette e segreti grazie ai numerosi cookingblog che spopolano in rete. Ma non è così facile permettere al turista di provare un vero pasto all’italiana.

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Foody ha pensato proprio a questo: unisce la passione italiana per la cucina alla voglia del turista di consumare pietanze tradizionali. Ma non è solo una sorta di Home Restaurant; Foody infatti, anche se ancora in fase di accelerazione, si presenterà come una piattaforma che offrirà al turista un’esperienza legata al cibo e alla convivialità della tavola italiana. Il sito permette l’iscrizione gratuita che tu sia un local host o un viaggiatore. Il Fooder non sarà solamente il Bastianich lancia-piatti pronto a giudicare le pietanze ma si sporcherà le mani dividendone la preparazione con il Cooker che lo ospiterà. Così non solo apprezzerà il buon cibo ma potrà anche diffondere il verbo sulla preparazione della buona cucina italiana.

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L’idea nasce dall’incubatore H-Farm di Roncade, nel Trevigiano, ed il suo slogan recita: eat local with local; il team è composto da 4 ragazzi con differenti carriere e background molto diversi: Elena  Bisio, laureata in giurisprudenza e cofondatrice, Michele Arleo, che si occupa della parte grafica, Ilaria Tornati, laureata in marketing e comunicazione e Chiara Ricci Brand e social media specialist. Elena Bisio racconta a The Food MakersFoody risponde a due semplici esigenze quella dei viaggiatori di vivere esperienze culinarie 100% locali sedendosi alla tavola delle persone del posto, cuochi per passione o professione, che vogliono mettersi in gioco ed esprimere la propria passione per la cucina e le tradizioni”.

Come puoi dire di aver vissuto l’Italia senza aver assaggiato della pasta fresca fatta in casa, dei frutti di mare appena pescati o una vera pizza? E nonostante questo avrai trovato solo posti nei quali mangiare bene. Ma la vera esperienza và ben oltre il cibo: consiste dei discorsi incrociati durante la preparazione, la divisione dei lavori, gli assaggi rubati e lo stecchino più corto per non litigare su chi sia l’addetto alla preparazione del caffè. Non limitarti a mangiare italiano, vivi l’Italia a tavola.

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Aurora Erbì

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Nostalgica per antonomasia.
Amo scrivere. Amo leggere.
Che poi sono le cose che si imparano a 5 anni,
L’età nella quale la domanda che poni più spesso è “Come mai?”,
Ed io continuo a guardare il mondo ponendomi lo stesso quesito