Soul Kitchen: Bon Jovi apre un ristorante per i meno fortunati

Da sempre l’importanza di fare del bene per le persone “meno fortunate” è stato uno dei punti cardine della vita di molte star. Ognuna cerca di fare del bene a modo suo, con i propri mezzi, combattendo le battaglie in cui crede e cercando di fare la differenza dove spesso questa differenza non esiste.

Star come Leonardo Di Caprio, attentissimo ai bisogni naturali della terra, degli ecosistemi e del regno animale professa il proprio credo in qualsiasi maniera o luogo (vedete il suo discorso di premiazione degli Oscar 2016). Esistono poi persone come George Clooney, che spende molto tempo e denaro per la difesa dei diritti umani nel Sudan; Lady Gaga, che è impegnata su moltissimi fronti: il sostegno per i diritti dei gay, la lotta alla povertà e all’AIDS, la lotta al bullismo e le iniziative a favore dei giovani; e questi sono solo pochi, pochissimi esempi.

Il mondo è pieno di persone che vogliono fare del bene: queste azioni o progetti sono così famosi soprattutto perché vengono intrapresi da persone di egual popolarità, che utilizzano ogni possibile mezzo di comunicazione per avvicinare, anche di un solo passo, queste realtà così destabilizzanti alla nostra più “fortunata” realtà.

C’è però un piccolo appunto da dover fare; o meglio una minuscola domanda: ma c’è davvero bisogno di correre dall’altra parte del mondo per fare tutta questa differenza? C’è bisogno di andare in Paesi e posti che non conosciamo per aiutare e fare del bene?

La nostra risposta possiamo darvela attraverso l’ultima iniziativa di Jon Bon Jovi, che ha aperto un ristorante per chi non può permettersi di pagare il conto.

Soul Kitchen, il nome del locale, è situato a Toms River, che sfortunatamente è diventata abbastanza famosa perché è una delle zone più colpite dall’Uragano Sandy, che nel 2012 ha seminato morte e devastazione riducendo in povertà una persona su cinque. Perciò l’obiettivo del cantante, oltre oltre che nell’immediato, è aiutare gli abitanti della zona a combattere l’emergenza in modo duraturo.

Il JBJ Soul Kitchen è un ristorante-comunità senza scopo di lucro, infatti non ci esistono prezzi sul menu! I clienti difatti possono scegliere se pagare con quello che possono permettersi per il proprio pranzo/cena (circa 10 dollari); o, se possono permettersi di più di un singolo pasto, possono emettere una donazione che servirà per pagare anche il pranzo o la cena degli altri (seguendo la logica del Caffè Condiviso); e, ove questo non fosse abbastanza e non ci fossero benefattori, le persone possono eventualmente trasformarsi in volontari e aiutare il locale come meglio possono offrendo il proprio lavoro in sala, in cucina o in giardino, facendo cioè tutto ciò che serve normalmente in un ristorante.

«Soul Kitchen è identico a qualsiasi altro ristorante, e nasce perché c’è chi non ha nemmeno la possibilità di mangiare», ha detto Bon Jovi alla CBS durante l’inaugurazione del ristorante.

Ma il Soul Kitchen in questione non è l’unico al mondo. Questo locale fa infatti parte di una catena di ristoranti. Secondo della catena, dopo il primo inaugurato a Red Bank nel 2011, fa infatti parte di un centro BEAT: Bringing Everyone All Together, che fornisce anche assistenza sanitaria, abitativa e fa formazione professionale, preparando chi lo frequenta a lavori nell’industria alimentare. È uno degli ultimi progetti della Jon Bon Jovi Soul Foundation’s per i poveri negli Stati Uniti.

Questo posto è raggiungibile di presenza all’indirizzo: 207 Monmouth St, Red Bank, NJ; o ai seguenti link di riferimento:

Per fare del bene quindi non c’è bisogno di attraversare interi continenti: basterebbe anche solo vedere se qualcuno, all’interno della propria città, ha bisogno di una mano anche se non sta chiedendo espressamente aiuto. Fare quel “di più” che magari per noi non fa alcuna differenza, ma che possibilmente per gli altri diventa “tutto”, non fa solo bene a chi riceve, fa anche bene anche a chi è in grado di dare, incondizionatamente.



Alessia Cavallaro