A Roma Antica con Duchamp: la mostra d’arte contemporanea fra i Fori Imperiali

Dal 28 giugno, Roma ospiterà un evento artistico eccezionale. Fra i reperti archeologici sarà possibile ammirare una mostra d’arte moderna, in un’atmosfera che fonde insieme gli antichi fasti imperiali di Roma e le avanguardie. Il nome dell’esposizione è Da Duchamp a Cattelan. Arte contemporanea sul Palatino e verranno ospitate collezioni di artisti provenienti da ben 25 nazioni fra sculture, dipinti, fotografie e impianti. Saranno presenti i grandi nomi dell’arte contemporanea come Abramovic, Joseph Kosuth e Maurizio Cattelan. L’iniziativa è stata supportata dall’Associazione ALT (Arte Lavoro Territorio) di Tullio Leggeri, uno dei più importanti collezionisti di opere d’arte italiano.

Ma come nasce questo interessante progetto? Francesco Prosperetti, architetto e soprintendente della mostra, è stato chiaro: lui e il collega Alberto Fiz – collega e amico, critico d’arte e giornalista specializzato in ambito artistico – hanno voluto dare vita a luoghi da tempo sopiti: la percezione viva del monumento passerebbe proprio attraverso l’innovazione, quel quid contemporaneo che serve a calare il mondo antico alla portata di tutti. La mostra è il punto di incontro fra il passato e il futuro.

L’autonomia della rovina viene superata dall’inserimento della componente contemporanea (o forse persino annullata?): si riporta così al presente l’antichità archeologica. In questo modo, si instaura una forte integrazione fra la città e le opere d’arte, non senza quel velo di ironia che solo gli artisti riescono a dare (Allan McCollum, per esempio, gioca sul concetto di “fake”, inserendo nelle rovine un vaso Made in China!).

Il progetto avrà anche un’estensione considerevole: dallo Stadio Palatino, alla Domus Augustana, fra le arcate e le terrazze Serviane. L’intero sito sarà diviso in due macroaree di interesse: le “Mani” (una non forse casuale allusione alle divinità romane degli Antenati) e i “ritratti“. Ogni opera è stata commissionata: non solo una mostra, ma un vero “progetto curatoriale” (così lo definisce Fiz) di cui andarne fieri perché molti di questi lavori sono stati creati appositamente per la mostra del 28 giugno. Un altro esempio? La casa pericolante di Vedovamazzei (duo artistico nato negli anni ’90, NdR) richiama la componente architettonica della “rovina”. Se è possibile dirlo, la mostra è in sintonia con i circoli culturali imperiali: i “nuovi mecenati” dell’arte sono architetti italiani e Roma è stato il loro luogo prediletto!

Se quest’estate non avete nulla di particolare da fare, Roma è la meta che fa per voi: un’occasione in più per vedere non solo il Colosseo, ma anche inedite composizioni d’autore. La città eterna vi aspetta: Foro Palatino, via di San Gregorio 30. Non mancate!



Andrea Colore