Peter Pan…in danza: l’opera di Barrie al Teatro Ambasciatori

Francesco Bellia

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Dopo il debutto al Metropolitan dello scorso anno, ritorna a teatro lo spettacolo Peter Pan…in danza della coreografa catanese Gaia Giuffrida, rappresentato il 12 gennaio al teatro Ambasciatori di Catania. L’autrice coinvolge le proprie allieve, provenienti dalla scuola Sensazione danza, e realizza un adattamento danzato della celebre opera teatrale di J.Barrie, sfruttando in alcune scene le celebri canzoni di John Williams, tratte dal soundtrack del film Hook Capitano Capitano Uncino di Steven Spielberg.

E’ così che la storia dell’Isola che non c’è, di Peter e Wendy, Uncino e dei Bambini sperduti  viene affidata alle coreografie e alla gestualità del corpo di ballo, interamente femminile: dai giochi in piagiama di Wendy, Michele e Gianni, che si rifiutano di andare a dormire; all’inseguimento dell’ ombra da parte di Peter; dalla gelosia e i dispetti di Trilly; fino ai combattimenti tra il ragazzo volante e il pirata.

I toni dello spettacolo sono fiabeschi, come le scenegrafie (di Aurelio e Eugenio Giuffrida) e i costumi.  Le pose e i movimenti delle ballerine sono spesso giocose e buffe, come quelle di un cartone animato. In alcune scene, infatti, viene esplicitamente citato il film d’animazione Disney del 53’.  Ogni personaggio ha delle movenze caratteristiche che lo contraddistinguono: questo diventa più evidente soprattutto per i ruoli principali della storia: Peter Pan, interpretato con personalità da Giulia Fraticelli, spavaldo, coraggioso, istintivo, giocoso e ribelle; Wendy (Giulia Vitaliano), elegante, femminile e materna; Capitano uncino (Rebecca Fussone) , vanitoso e superbo, ma anche pauroso e codardo; Trilly (Martina D’Oro), sbarazzina e dispettosa , segretamente innamorata di Peter.

Il pubblico di riferimento è in primo luogo quello dei bambini, tra l’altro molto numerosi in sala (sono rimasti anche al termine della rappresentazione per incontrare le attrici ); ma lo spettacolo incuriosisce anche gli adulti, perché è interessante vedere come attraverso la danza e la gestualità siano scanditi i diversi momenti della conosciutissima storia di Peter Pan, che nasce come testo teatrale recitato. Non mancano soluzioni divertenti, come quella della danza tra il coccodrillo e Uncino, per ricostruire l’ossessione del capitano per gli alligatori e gli orologi; o ancora l’idea di un’attrice vestita da ombra nella scena in cui Peter cerca di ricongiungersi con essa. Dinamici e ben fatti nononostante non fossero facili da rappresentare poi i duelli danzanti tra Peter e Uncino, così come il corteggiamento adolescienziale tra Peter e Wendy. Interessante anche il mix di stili di danza: si alternano, infatti, la danza classica sulle note di Williams, a balli afro-hip po in altre scene, come quelle relative ai bimbi sperduti.

Sul finale la danza-battaglia tra Peter e il capitano coinvolge tutti i personaggi. Sconfitto Uncino, Wendy deve ritornare a casa coi fratelli, ma lascerà sempre aperta la finestra per far entrare Peter e gli abitanti dell’Isola che non c’è: una finestra che è metafora dell’immaginario che può sempre affacciarsi sulla nostra realtà, di bambini o di adulti, se solo le permettiamo di aprirsi. E’ il messaggio di fondo della straordinaria opera di Barrie, qui riprodotta attraverso la danza.Alcune delle musiche  di “Peter Pan… in danza” sono, come dicevamo, tratte da Hook Capitano Uncino, capolavoro di Spielberg e geniale sequel dell’opera di Barrie in cui un Peter Pan adulto, che ha dimenticato l’Isola che non c’è, è costretto a ritornarvi per salvare i suoi figli da Uncino. Anche in questo film, come nell’opera originaria, vi è la riscoperta della propria immaginazione, ma anche la necessità di tornare alla realtà, la necessità di crescere e smettere di essere eterni ragazzi come Peter. Le musiche di Williams, sottolineano questo aspetto, attraverso giocosità, meraviglia, ma anche malinconia nel dover staccarsi dall’età infantile e passare a quella adulta. Intelligente da parte dell’autrice, quindi, avere sfruttato alcune di esse come cornice dello spettacolo di danza, assecondandole col ballo per rappresentare i momenti cruciali della storia.