“Marketing Heroes”: la vera storia di Velvet Media, l’Arcadia dei nostri giorni

Velvet Media Italia è una realtà che esiste dal 2013. Nata come servizio di couponing si è fatta strada nel mondo digitale con grande lungimiranza arrivando a diventare l’agenzia di marketing  – in senso largo – che è oggi. La storia di Velvet è un continuo susseguirsi di avventure, di battaglie perse e vinte, di persone che hanno deciso mettere in campo se stesse fino all’ultimo suono del gong che segna la fine dello scontro con il nemico.

Parlare in questi termini non è inusuale quando si tratta di un’agenzia come Velvet creata – quasi in maniera naturale – sulle spalle di ideali e valori provenienti da cartoni animati. Protagonisti ed eroi che il CEO di quella che è oggi una delle più grandi aziende nell’ambito della comunicazione, Bassel Bakdounes, guardava da piccolo.

Bassel ha deciso di mettere a fuoco la sua esperienza, e l’expertise sviluppato nel corso della sua carriera, in un libro: “Marketing Heroes – Fare impresa tra manga e rock’n’roll. La vera storia di Velvet Media”.

Un libro che si pone agli antipodi dei soliti manuali di marketing aventi l’ambizione di spiegare le 10 regole fisse per fare successo col proprio business. Marketing Heroes, al contrario, racconta in maniera biografica alcuni degli step fondamentali della vita del founder di Velvet. Momenti di gioia incondizionata e sconforto estremo che, nel bene e nel male, gli hanno permesso di creare un’azienda che per certi aspetti – così come alcuni protagonisti dei manga, o alcuni artisti punk rock – è fuori dal comune.

Sin dalla copertina percepiamo quel desiderio estremo del “thinking outside the box”, pensare fuori dagli schemi per arrivare a grandi risultati.

La storia di Velvet media ci insegna, infatti, che a volte il non seguire un percorso lineare può essere la chiave di volta verso grandi prospettive lavorative. Al contempo, Bassel, mettendo nero su bianco dei momenti della sua stessa vita propone una considerazione importante, tanto nell’ambiente lavorativo ed accademico, che nella vita in generale. In tutti i capitoli di cui si compone il suo libro sottolinea come il percorso di un singolo individuo possa prendere molteplici direzioni. E non ce n’è una più giusta di un’altra. Tante volte basta trovarsi al posto giusto al momento giusto, altre in quello sbagliato per imparare dai propri errori.

Questo è proprio ciò che distingue Marketing Heroes da altri libri sul marketing: non si pone l’obiettivo di dirti come fare, ma di spiegarti come hanno fatto loro.

In primo luogo, perché è sempre soddisfacente avere l’opportunità di spiegare a qualcun altro le ragioni che vi sono dietro i propri successi. Secondariamente perché solo guardando come un ragazzino partendo da meno di zero possa essere arrivato a diventare imprenditore di un’azienda che conta più di 100 dipendenti, un altro ragazzino può trovare la grinta giusta per continuare a credere nei propri sogni.

Si potrebbe, quindi, dire che Marketing Heroes ha l’obiettivo di fare quello che hanno fatto i cartoni animati con Bassel.

Innescare dei valori forti – sacrificio, gioco di squadra, spirito di osservazione, responsabilità – per far sì che chiunque possa trovare dentro sé il coraggio, anche se in un primo momento senza risorse a disposizione, per raggiungere i propri obiettivi.

Il libro si compone di due parti fondamentali, ed è proprio nella seconda, denominata “Mia madre cita Socrate, Io Kenshiro”, che si possono ritrovare tutti gli insegnamenti più importanti che i cartoni, quasi in maniera inconscia, hanno donato a Velvet.

La prima parte, invece, “Da Zero a cento” segna i primi passi di Bassel che tra una partita di basket ed un’altra è riuscito ad incassare tante vittorie di vita.

Tutte le volte che ha perso sul campo – contro bambini più grandi e forti di lui – gli hanno dato la forza giusta non per diventare come loro, ma meglio. Inoltre, lo spirito rock è stato un dato distintivo in questo percorso di crescita. D’altro canto grazie alla musica punk ha imparato cosa voglia dire davvero lavorare sodo per un obiettivo ed ha sviluppato, così, i suoi primi segni di imprenditorialità.

É bene sottolineare come in nessuna pagina del libro l’aspetto biografico abbia la meglio sul contesto di un’azienda che ha puntato tutto sulle persone che la compongono. In effetti, sin dalle prime pagine Bassel non fa altro che spiegare come sia stato il valore della coesione a renderlo quello che è.

“Riconoscere la necessità della coesione e della collaborazione per la vita di ciascuno ha contribuito a smussare alcuni angoli del mio carattere, dove l’ego era ingiustificatamente sparato a mille”.

Il titolo stesso è un omaggio a tutti quelli che hanno contribuito con il proprio sacrificio a rendere un posto migliore l’ambiente – lavorativo e non – in cui vivono. Da qui la definizione di “eroi del marketing”, perché quando ci si trova accanto a persone disposte a rinunciare al proprio stipendio pur di salvare l’azienda, non esiste parola più azzeccata se non quella di eroe.

La fortuna di Velvet Media è proprio nelle persone che la compongono. Per questo, pur non proponendo norme prestabilite per fare del business, nell’ultimissima parte del libro dedicata a “Tre idee prima di salutarvi”, Bassel riserva una sezione al concetto di “People first”.

E nel suo “Prima vengono le persone” si ritrova tutta la storia di Velvet da “zero a più di 150”.

In questa espressione c’è il sogno di un ragazzo che desiderava di avere l’azienda di marketing numero uno al mondo, ed ha iniziato organizzando feste per fare divertire gli altri. Ci è riuscito grazie all’appoggio di soci, amici, parenti ma anche sconosciuti che hanno capito in che direzione stava puntando il suo “ciuffo stravagante” e lo hanno supportato sempre. Anche quando Bassel stesso era il primo a non crederci più, le persone che aveva attorno a sé gli hanno dato una mano a rialzarsi ed è stato lì che ha capito che:

Il potere della convinzione soggettiva travalica le oggettive abilità di un gruppo.

Una frase che nasconde un mondo dentro sé, quello di Velvet, che ha a poco poco racimolato attorno a sé tante persone, ma non tutti professionisti. Vivere, però, in un ambiente lavorativo come Velvet Media ed avere accanto una squadra capitanata da un leader cresciuto a pane e Maestro Muten, può essere un grande trampolino di lancio nel mondo professionale. Dentro le mura di Velvet  si è in continua crescita, un allenamento che non finisce mai e che porta gli “atleti” più fragili a conquistare il podio.

Un po’ come Goku ha conquistato lo stato di Super Sayan, o Naoto Date è riuscito grazie all’esperienza nella Tana delle Tigri a diventare un campione.

Si capisce, dunque, come lo studio in Velvet sia di fondamentale importanza. A ciò si aggiunge persino lo studio attento e minuzioso degli avversari o dei competitors. Ciò non significa per forza cercare lo strumento migliore per attaccarli alle spalle. Al contrario, molte volte la lezione più grande la si apprende dai propri nemici e in Velvet, di fatti, copiare è concesso, perché “permette di selezionare le cose migliori per riadattarle in modo personale”.

Dal capire l’importanza del “passaggio” nel basket alla creazione di un’azienda innovativa che libera i propri dipendenti dall’orario di lavoro fisso, Bassel ne ha fatta di strada. In ogni tappa di questo percorso, però, non è stato mai solo. Ha deciso di formare il suo personale esercito di supereroi e condividere con loro ogni avventura, anche oltre l’orario d’ufficio. Vita professionale e privata conoscono in Velvet uno speciale connubio, in cui tutti sono capaci di lavorare e divertirsi insieme.

“Perché quello che siamo è la somma dei nostri incontri”, e anche chi decide di farsi da sé per “darci dentro” con tutto se stesso ha bisogno di qualcuno che abbia il coraggio di tirare l’ancora quando è il caso; di qualcun altro disposto a buttarsi a mare in mezzo agli squali per sostenere la nave e di qualcuno che ricordi al Capitan Harlock rock dei nostri giorni, che andare oltre i limiti non solo è possibile, ma è doveroso se in gioco vi è il fare del bene.



Giulia Grasso