Maraya Concert Hall: l’edificio a specchi più grande del mondo

Situata ad AlUla, provincia del nord-ovest dell’Arabia Saudita, la Maraya Concert Hall ha recentemente ricevuto il prestigioso riconoscimento da parte del Guinness World Records per essere l’edificio a specchi più grande del mondo. Un team composto da oltre mille persone tra collaboratori e tecnici ha lavorato per ultimare questa struttura a dir poco singolare in appena dieci settimane. Il risultato, ottenuto sotto la guida di esperti della Royal Commission for AlUla in collaborazione con partner ed esperti esterni, è un gigantesco cubo di specchi che rappresenta un’icona ricca di eleganza e un perfetto esempio di armonia tra arte e paesaggio nell’architettura.

La gestione del progetto e della creatività è stata affidata a Black Engineering Dwc-Llc e ha curato nei minimi dettagli l’integrazione di tutti gli elementi strutturali con l’ambiente circostante. In arabo, la parola “Maraya” significa specchio e l’edificio ha ricevuto l’appellativo di “meraviglia riflessa” grazie agli enormi specchi che sono stati applicati a tutta la struttura e che mettono in risalto lo splendido paesaggio naturale in cui è immerso. Hegra, nella regione di AlUla, è il primo sito storico del Regno dell’Arabia Saudita ad essere stato nominato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

La Maraya Concert Hall è caratterizzata da un’altezza di 26 metri e include una sala concerti da 500 posti a sedere, un palcoscenico unico nel suo genere, un ristorante con terrazza panoramica che offre una vista mozzafiato sul deserto di AlUla e opere d’arte tra cui un’installazione del rinomato artista giapponese Yayoi Kusama. Il gigantesco palcoscenico della struttura presenta un inedito sfondo ad alta tecnologia, composto da una grande vetrata retrattile di oltre 800 metri quadri, e un equipaggiamento tecnico adatto ad ospitare gli show più innovativi al mondo, fondendo in modo perfetto la magia della natura con quella dello spettacolo.

La facciata della Maraya Concert Hall è stata inaugurata con una speciale cerimonia organizzata dalla Royal Commission for AlUla nel corso della seconda stagione del Festival Winter at Tantora. La platea ha già accolto esibizioni di artisti di spicco della scena internazionale come il musicista Omar Khaira e il tenore Andrea Bocelli. L’edificio è all’avanguardia anche per essere stato attrezzato con i più avanzati impianti audio teatrali e operistici.

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Nel corso dell’ultima stagione, il Festival Winter at Tantora ha visto svolgersi importanti eventi internazionali tra cui la prima conferenza di Hegra dei premi Nobel, tenutasi nella città di AlUla dal 30 gennaio al 1° febbraio 2020. Diciotto premi Nobel di diverse categorie tra cui economia, letteratura, fisica, chimica, fisiologia e medicina hanno aderito all’iniziativa insieme a un’élite di intellettuali, politici e opinionisti provenienti da 32 Paesi del mondo e hanno presentato tesi per affrontare le sfide che riguardano l’umanità e il mondo. L’ultima edizione del Festival Winter at Tantora si è svolta tutti i weekend dal 19 dicembre 2019 al 7 marzo 2020 e gli ospiti hanno avuto l’opportunità di visitare i siti storico-culturali prima che fossero chiusi al pubblico fino al mese di ottobre 2020, quando AlUla aprirà le porte ai visitatori nel corso di tutto l’anno.

Per qualificarsi nel Guinness World Record con il titolo di più grande edificio a specchi del mondo, il Maraya Concert Hall ha dovuto soddisfare determinati criteri quali la realizzazione di una struttura permanente e aperta al pubblico e l’utilizzo di specchi per l’intera facciata. Il rivestimento esterno di specchi ricopre una superficie pari a 9740 metri quadri e supera il precedente record di 6500 metri quadri. Le dimensioni del palcoscenico e della facciata sono state verificate il 26 dicembre 2019 dai periti indipendenti di AECOM, guidati da Thomas Koenig.

Sviluppatasi all’interno del percorso storico-culturale di AlUla, la Maraya Concert Hall rappresenta un capolavoro immerso in un paesaggio suggestivo, un contesto che ha ispirato e affascinato creativi, artisti e architetti dai tempi della civiltà nabatea fino ai giorni nostri.



Giuseppe Forte