Intervista agli Yasna: alla scoperta di una band groove – progressive metal

Gli Yasna sono una band groove-progressive metal, nata a Messina nel 2017, dall’idea del chitarrista Andrea Magrofuoco.

I primi a prendere parte al progetto, dell’attuale formazione, furono il batterista Simone Bombaci e il cantante Davide De Stefano ai quali si sono uniti Alfredo Cavalieri alla chitarra e Armando Fiorello al basso.

Il lungo percorso affrontato insieme, è sfociato nell’elaborazione e registrazione del primo album della band, “Twilight of Idols”, la cui uscita ufficiale è prevista per la fine dell’estate 2021, inciso a Reggio Calabria presso lo studio di Alessio “Lex” Mauro, che vedrà l’apporto di Christian Ice in fase di mix e mastering.

In occasione dell’uscita di “Humankind’s Prerogative”, primo singolo estratto dall’album, abbiamo intervistato gli Yasna.

Quali sono le caratteristiche principali degli YASNA?

La caratteristica principale della nostra musica è la fusione tra un groove sempre molto presente e un modo di concepire la musica molto libero, con pochi schemi. Ciò ha portato a tempi ritmici spesso dispari e parecchio inusuali. Abbiamo sempre cercato anche di dare un ruolo principale alla melodia, presente fortemente in ogni brano, anche in quelli che inizialmente potrebbero sembrare più “spigolosi”.

Fate un genere di musica che, al momento, sembra scomparso dalle classifiche nazionali e internazionali, come vi relazionate con questo aspetto e l’ascesa per il successo?

Non crediamo che l’obiettivo principale di una band sia solo ed esclusivamente quello di puntare alle classifiche. Abbiamo un’idea artistica che stiamo riuscendo a portare avanti e speriamo di riuscire a prenderci le nostre soddisfazioni, non appena sarà il momento.

Sono parecchi gli artisti, in ogni genere abbastanza di nicchia, come ad esempio il jazz, che pur non figurando nelle classifiche, portano avanti progetti artistici importanti e anche di dimensione internazionale.

Siete una band: qual è il rapporto tra voi quando si tratta del processo di scrittura di un brano?

Il metodo di scrittura dei brani è sempre evoluto. La prima metà dell’album è stata composta da Andrea, quando la formazione della band non era neanche completa.

Successivamente, ognuno di noi ha iniziato ad apportare qualcosa di nuovo a questo processo, dal punto di vista compositivo e dell’arrangiamento, pur restando fedeli all’idea e al metodo originario.

Chi ha un’idea la propone e tutti insieme si lavora per dare l’identità Yasna a ogni canzone.

Il primo singolo estratto dal primo album è “Humankind’s Prerogative”. Da quali esigenze comunicative è nato?

Humankind’s Prerogative è una delle prime canzoni ad essere stata composta, facente parte del nostro album d’esordio.

Nasce dall’esigenza di una cruda disamina sociale che analizza il comportamento umano come se fosse quello di qualsiasi altra specie animale, evidenziando però, quella che è la caratteristica peculiare, nel bene e nel male, della razza umana.

A fine estate arriverà il vostro primo album: la pandemia ha avuto un ruolo nella sua realizzazione?

La pandemia non ha avuto nessun ruolo nella realizzazione dell’album.

Le tracce erano pronte già prima che il covid mettesse in ginocchio il globo.

Abbiamo solo dovuto allungare di parecchio i tempi di produzione.

Forse l’unico lato positivo dell’emergenza è stato quello di aver avuto molto tempo per rifinire ciò che già avevamo.

A proposito dell’album d’esordio: potete svelarci qualcosa?

Una cosa che possiamo dire è che si tratterà praticamente di un concept album.

Ogni traccia ha una sua precisa dimensione nella track list che delinea un percorso che è sia introspettivo, sia di confronto con il resto del mondo.



Sandy Sciuto