Intervista a Selene Caramazza: emergente attrice siciliana, da Cuori Puri a Montalbano

Francesco Bellia

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Giovanissima e talentuosa attrice siciliana, nata a Palermo, Selene Caramazza, dopo il convincente esordio al cinema con “Cuori Puri” di Roberto De Paolis, per il quale ottiene diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Vittorio De sica, il Premio attrice rivelazione RdC Awards 2017 e il Premio miglior attrice al Festival de Cine Europeo de Sevilla, recita anche nel film tv “Prima che la notte” di Daniele Vicari e, da ultimo, nell’episodio “Un diario del 43” della Serie Tv del commissario Montalbano 

Social up l’ha intervistata per voi.

Ciao Selene. E’ un piacere averti qui con noi.

Nata a Palermo, cresciuta a Favara, ti sei trasferita a Roma per studiare recitazione. Da dove è nata la passione per il cinema?

La passione per il cinema è nata da bambina, vedevo tanti film e mi piaceva scrivere. Inizialmente volevo fare la regista. Poi un giorno accompagnai una mia amica a fare un provino e lo feci pure io, e capii che di fronte ad una macchina da presa mi sentivo bene.

Credit: Veronica Napoleoni

Dove ti sei formata come attrice? Cosa facevi prima di intraprendere questa carriera?

Quando sono arrivata a Roma mi sono iscritta in una scuola di recitazione il Teatro azione, ma fin da subito mi sono dedicata anche a fare provini. Prima di iniziare questo percorso, in realtà, ero nel limbo dell’indecisione. Dopo la maturità mi sono iscritta all’università, in Giurisprudenza, però sentivo che non era la mia strada o meglio che non ero a mio agio con me stessa. Dunque ho deciso di partire per Roma ed intraprendere questo percorso… anche se l’università l’ho continuata e adesso sto per finire.

Nonostante la tua giovane età, al tuo esordio al cinema, hai convinto pienamente la critica e il pubblico, interpretando Agnese in “Cuori Puri” di Roberto De Paolis (che nel 2017 ha partecipato al Festival di Cannes ed è stato candidato ai Nastri D’argento e ai David di Donatello).

Un ruolo complesso, fatto spesso di silenzi e di sguardi. Nella pellicola interpreti una giovane, dalla forte educazione cristiana, quasi imposta da una madre che non accetta di essere stata abbandonata dal marito e che per questo riversa ossessive attenzioni di protezione verso la figlia. Nel film il tuo personaggio si ritrova a confrontarsi con un amore adolescienziale, passionale ma sincero, puro, nonostante il contesto culturale, religioso e sociale sembri minacciarlo e volerlo soffocare a tutti i costi, costringendolo quasi in una “prigione”.

Come hai “vissuto” questo film e come ti sei preparata per questo ruolo?

“Cuori puri” è stata l’esperienza più bella della mia vita, sicuramente un ruolo che mi ha regalato tanto e che porterò per sempre nel cuore. Su questo film ho avuto la possibilità di fare un percorso di preparazione lungo e accurato. Il regista Roberto De Paolis mi ha indicato delle comunità religiose e dopo gli opportuni incontri mi sono inserita in una di queste che sta a Tor Sapienza, dove abbiamo girato il film. Ho fatto un percorso di fede vero e proprio, durato tre mesi, volevo fare un cammino autentico. Il tutto poi mi è servito sul set.

Cosa puoi dirci del set, del tuo rapporto col regista e con gli altri attori, tra cui Barbora Bobul’ova, nei panni della madre di Agnese, Stefano Fresi (il sacerdote) e Simone Liberati (Stefano, il ragazzo amato dalla giovane protagonista)?

Il set è stata una vera famiglia. Mi sono trovata molto bene con tutti, Roberto è stato molto bravo nel creare i giusti rapporti umani tra tutto il cast. Pensa che Barbora Bobul’ova, per cercare di legare nel rapporto, ci ha portato un weekend fuori, in Toscana. Siamo state tre giorni in una casa di campagna, dove abbiamo avuto modo di conoscerci a fondo: è una persona meravigliosa. Anche con Stefano Fresi mi sono trovata molto bene, è un grande professionista. Con Simone ho fatto il primo provino. Sul set parlavamo pochissimo. Diciamo che abbiamo legato più durante la promozione, però era incredibile l’alchimia, non abbiamo mai avuto problemi e abbiamo lavorato serenamente.

Cosa puoi dirci di “Prima che la notte” di Daniele Vicari, film tv del 2018 su Pippo Fava?

È un progetto a cui sono molto affezionata. Daniele Vicari è un regista molto attento che lascia spazio agli attori per esprimersi. Mi sono trovata molto bene a lavorare con lui e anche con tutto il resto del cast, si è creata una vera redazione di giornalisti capitanata dal grande Fabrizio Gifuni. Per prepararmi mi sono documentata attraverso i reperti dell’epoca. Inoltre, sul set ho incontrato la vera Giusi, fotografa della redazione “I Siciliani”. Credo che sia un film da far vedere nelle scuole.

In “Un diario del 43′, regia di Alberto Sironi e seconda puntata della nuova stagione della serie rai “Il Commissario Montalbano”, interpreti la giovane amata dal misterioso autore del diario del titolo, risalente all’epoca fascista, ritrovato dopo molti anni dentro un silos. Un diario che contiene indizi su un terribile crimine del passato…

Come è stato fare parte dell’universo letterario di Camilleri, adattato sullo schermo?

È stato meraviglioso, da siciliana poi un’onore immenso, ci speravo tanto. Montalbano è ormai nell’immaginario di tutti. I personaggi di Camilleri sono veri e pieni di passione, interpretarli è un privilegio. In questo caso ho avuto la possibilità di interpretare due personaggi in un solo episodio.

Qual è il tuo rapporto con la Sicilia?

La Scilia è il posto ideale per staccare la spina e abbandonarsi alla bellezza. Scendo giù quando mi è possibile. I miei affetti più cari sono lì.

Quali sono i prossimi impegni e i progetti per il futuro?

Prossimamente uscirà per la rai un film tv dal titolo “Tutto il giorno davanti” per la regia di Luciano Manuzzi, e poi due film per il cinema, un’opera prima di Davide del Degan e il nuovo film di Giulio Base.