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Inno alla diversità: 5 modelle da cui farsi ispirare nel 2020

Non è bello quel che è bello, ma è bello quel che piace. Che banalità, vero? Eppure è la diversità che ci fa innamorare, che ci ispira ogni giorno. La bellezza è diversità. E’ disegnare orizzonti dove gli altri segnano i confini. C’è chi della sua diversità ha fatto la sua forza, il suo marchio di fabbrica, il suo quid in più. Non è stato facile, ognuna di queste personalità ha dovuto toccare con mano la discriminazione, gli sguardi carichi di giudizio, i sorrisi amari e le offese gratuite. Lottare per la propria unicità è una battaglia senza vinti ne vincitori ma dove ognuno combatte per abbattere muri e allungare una mano verso chi non ha più la forza di rialzarsi.

La bellezza nel 2020 sta nell’unicità e nell’amore verso la propria immagine riflessa allo specchio. Ecco chi di questo ideale ne ha fatto una carriera.

Ashley Grahammodella diversità

A 30 anni, Ashley Graham è una delle modelle più richieste e pagate al mondo. Con il suo metro e 79 centimetri e la sua bellezza prorompente, ha conquistato  stilisti e giornalisti di moda come Calvin Klein, Levi’s, Alberta Ferretti, Max Mara e Marina Rinaudo. Le sue curve sono state apprezzate anche in lingerie durante la New York Fashion Week, accompagnate dal suo sorriso sexy e le sue forme. No, non è una modella curvy; per troppi anni questo appellativo ha mascherato un senso di ”serie B” delle modelle. Dopo anni di lotte contro la bilancia, sfociati in depressione, abusi di alcool, droghe e psicofarmaci, Ashley si è conquistata  il suo posto da modella body positive. La bellissima americana, ha aperto le porte ad un’immagine di bellezza che trasuda sensualità e eleganza che va oltre alla taglia e a ogni canone estetico della società odierna.

”Non sono una modella plus size, sono una modella della mia taglia”

Non è forse la più grande delle ”diversità” il sentirsi veramente unica?

Diandra Forrest

modella diversitàUna persona al mondo su 17.000 è colpita da quella che oggi è definita a tutti gli effetti una malattia rara: l’albinismo.

Si tratta di un’anomalia congenita associata ad una mutazione genetica che comporta la riduzione o l’assenza di melanina, ossia la sostanza che colora la pelle, i suoi annessi (capelli e peli) e gli occhi.

Diandra Forrest, albinoide, è una modella afroamericana dal fascino misterioso, amata da stilisti come Vivienne Westwood e Jean Paul Gaultier. Quando è stata scelta per prestare il suo volto alla campagna Breaking Beauty di Wet & Wild, Diandra ha capito che aver lottato contro i pregiudizi della sua malattia è stata una battaglia che ha dato i suoi frutti. La Forrest da anni infatti collabora con Assisting Children in Need, un’associazione che combatte le discriminazioni nei confronti degli albini. Il fatto di aver prestato il suo volto per una linea di make up ha spezzato le catene che l’hanno perseguitata nella sua carriera. Diandra porta avanti la sua battaglia in particolare per la figlia Rain, lottando contro l’ignoranza e il pregiudizio di chi non conosce e semplicemente giudica le apparenze.

In molti mi hanno detto che non avrei mai fatto la modella. Una modella afro americana dalla pelle bianca e i capelli biondi era fuori da ogni logica e canone estetico. Oggi posso dire di aver capito che la diversità è in ogni cosa e a me piace così. Oggi sono orgogliosa della mia diversità.

Chantelle Brown (in arte Winnie Harlow)

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A scuola la chiamavano “mucca”, “zebra”, giraffa. La bambina con le macchie.

Chantelle Brown-Young, meglio conosciuta con il nome d’arte Winnie Harlow, oggi è una modella canadese, volto affermato del marchio spagnolo d’abbigliamento Desigual. Le ”macchie” di Chantelle non sono altro che la condizione cronica di depigmentazione di alcune zone del corpo che prende il nome di vitiligine. Per anni la sua condizione fu una croce per il suo benessere psicofisico. Bullizzata e giudicata dal resto del mondo, Chantelle tentò anche l’atto estremo del suicidio. Chantelle diventa Winnie Harlow nel 2014 quando Tyra Banks (modella e showgirl televisiva) la scopre su Instagram e la convince a partecipare ad America’s Next Top Model; da questa esperienza diventa il volto di Desigual con il famoso claim La vida es chula, ”La vita è una cosa fichissima”. Chantelle, con la sua bellezza sconfinata e la sua pelle a macchie, ha capito che la sua diversità è una cosa veramente fichissima e ne ha fatto il suo punto di forza.

La vera differenza non è la mia pelle. Sta nel fatto che non trovo la mia bellezza nell’opinione degli altri. Sono bella perché so di esserlo. Celebrate e oggi e ogni giorno la vostra unica bellezza.

Valentina Sampaio

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Occhi da cerbiatto, sguardo languido, labbra carnose, capelli lunghi e sensuali, corpo da urlo: lei è Valentina Sampaio, il nuovo angelo di Victoria’s Secrets. La ventitreenne brasiliana è bellissima ed è anche il primo angelo del celebre brand di lingerie ad essere transgender. Non ha mai voluto dichiarare il suo vero nome, ma Valentina è nata sotto un altro nome ma dall’età di 9 anni lei si fa chiamare Valentina.

La vicinanza della mamma insegnante e del padre pescatore nel suo difficile percorso alla scoperta della sua identità sessuale, le ha permesso di non rinunciare al suo sogno di diventare una modella. Non solo Valentina a soli 16 anni cavalcò la sua prima passerella ma è anche riuscita a fare molto più; nel 2017 ha segnato un’epoca aggiudicandosi la cover di Vogue in tre edizioni (francese, brasiliana e tedesca).

Nell’editoriale, la caporedattrice Emmanuelle Alt scrisse:

Solo quando una modella transgender poserà in copertina su una rivista di moda, e non sarà necessario scrivere nulla in merito, sapremo che la battaglia è stata vinta.

Valentina è anche attrice, studentessa di architettura e attivista per i diritti della comunità LGBT+. Il suo motto è ”Mai smettere di sognare” e che dire? Se pensiamo che solo di recente l’Organizzazione mondiale della salute ha tolto la transessualità dalla lista delle malattie possiamo affermare che Valentina ha incarnato perfettamente la ventata d’aria fresca che sta invadendo il mondo, non solo della moda. La dimostrazione che la diversità è ghettizzata finché qualcuno non la fa sembrare normalità. Anche attraverso una foto in copertina in un magazine leggendario come Vogue.

Miss Universe 2019 Zozibini Tunzi

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Novanta bellezze provenienti da tutto il mondo ogni anno si contendono la corona più prestigiosa del mondo: il titolo di Miss Universo. Nel 2019, tra tutte, trionfa la 26enne, modella e laureanda in pubbliche relazioni all’università di Cape Town, Zozibini Tunzi.

Pelle color ebano, occhi nerissimi e un sorriso grande e sincero incorniciato da capelli corti e sbarazzini. Una figura ben diversa dalle Miss a cui siamo stati abituati fino ad oggi. E’ per questo che durante lo show, la giovanissima Tunzi ha dichiarato:

La società per molto tempo ha identificato la bellezza con uno stereotipo di razza. Il bello è bianco. Ora, anche se lentamente, stiamo andando verso una nuova stagione in cui le donne come me, trovano un posto nella società e finalmente possono immaginare di essere considerate le più belle del mondo.

La vittoria di Tunzi ha segnato il tempo (finalmente) dei cambiamenti e di un concetto di bellezza sempre più inclusivo, dove il concetto di diversità fa rima con arricchimento e pluralità. La sua storia di calunnie razziste e derisioni è sfociata in una piattaforma on line per la lotta alla violenza di genere. Nella sua biografia si legge: «Ha dedicato la sua campagna sui social media a cambiare la narrativa sugli stereotipi di genere» e «è un’orgogliosa sostenitrice della bellezza naturale e incoraggia le donne ad amarsi così come sono».

Se il 2019 ha portato alla vittoria di un’afroamericana dai capelli cortissimi di Miss Universo, cosa ci riserverà questa nuova decade?