Il Patbingsu: la rivoluzione di un gelato antico come la storia coreana

Quante cose strane vi abbiamo pubblicato in quasi 5 anni dal primo articolo? Ve lo suggeriamo noi: tantissime! Il mondo è bello perché è sicuramente vario, ma ci sono volte in cui ciò che vi raccontiamo può sembrare inusuale per ciò che noi consideriamo più “normale”. La verità dietro queste avvenimenti, spesso e volentieri, si ricollega alla storia di antiche popolazioni. Per esempio, da rituali antichi come il mondo viene prodotto il gelato di cui vi parleremo oggi. Questo dessert, chiamato Patbingsu, deve la sua origine agli antichi ghiacciai presenti sul territorio coreano.

In Italia

La nostra è la patria del gelato: non c’è crema o cioccolata che tengano. L’Italia è conosciuta in tutto il mondo per l’amore che è in grado di trasmettere grazie al cibo e siamo così bravi, che riusciamo a farlo anche con il gelato: dessert o piccolo momento godurioso immancabile nelle nostri estate afose. Fatto di pochi e semplici ingredienti, il gelato deve essenzialmente la sua bontà alla qualità delle materie prime che vengono impiegate per la sua creazione. Ad oggi esistono tantissimi gusti, dai più strani e disparati anche se, forse, i migliori rimangono i classici: gli intramontabili.

In Corea

Mentre in Italia prendeva piede il gelato con i suoi gusti così avvolgenti, dall’altra parte del mondo prendeva piede un nuovo dessert, mai visto prima, soprattutto per la sua difficoltà di creazione. Oggi il Patbingsu è presente su tutto il territorio coreano, ma quando nacque, venne considerato un dolce per solo pochi eletti.

Dobbiamo la sua creazione alla dinastia Joseon, i quali non si resero minimamente conto di ciò che erano riusciti a creare, fino a quando non se lo ritrovarono davanti. Difatti la leggenda narra che, grazie ad alcuni funzionari del governo coreano incaricati della cura della “scatola del ghiaccio reale”, questa forma di gelato prese vita. Questi militanti, infatti, avevano l’arduo compito di alternarsi continuamente per scavare un intero blocco di ghiaccio ed estrarne della “granatina” per raffreddare la frutta presente durante un banchetto.

Da quel momento le cose si sono decisamente evolute e se prima il ghiaccio veniva servito solo con frutta fresca di stagione, oggi il più famoso topping di questo dessert è composto da una pasta zuccherata a base di fagioli rossi ed, eventualmente, del riso dolce.

Durante la guerra di Corea che si verificò tra il 1950 e il 1953, però, il Patbingsu venne modificato ulteriormente dall’ascesa americana nelle terre asiatiche. Vivacemente tinto tramite coloranti artificiali, miscelato ad ingredienti ben lontani dalla cultura coreana e sormontato da cocktail di frutta o gelato: era questa la nuova veste del Patbingsu.

Ad oggi (per fortuna) l’abito occidentale di questo dessert si è andato perdendo, ritornando ai propri costumi originari. Per chiunque prediliga la purezza del Patbingsu, infatti, è possibile assaggiare la versione autentica in tantissimi ristorantini e caffè situati nel cuore delle città coreane. 

Il Patbingsu oggi

Tra il bianco e il nero esistono poi un’ infinità di gradazioni di grigio. E’ proprio per questo che negli ultimi decenni si sono sviluppate versioni innovative del Patbingsu, senza che però queste intacchino la sua reale essenza. Oggi, questo gelato, viene servito anche con aromi di caffè, tè verde o vini famosi del loco. La presenza dei fagioli rossi può così essere evitata, nel caso in cui la clientela non ne sia ben disposta. D’altronde non è comune a tutte le civiltà assaporare dessert a base di legumi proteici.

Se la corea dovesse essere identificata con due parole, potremmo identificarla con innovazione della tradizione. Non è da tutti, infatti, riuscire così egregiamente nell’impresa di “svecchiare” un dessert così antico e concedendogli una seconda vita.



Alessia Cavallaro