I consigli di Paola Farina per un armadio a prova di sostenibilità

Come vi abbiamo già ripetuto in passato, l’industria della moda è tra i responsabili del cambiamento climatico in atto. Pensate che il mondo del fashion (soprattutto il fast-fashion) è il secondo settore più inquinante. Oggi siamo nel pieno avvio di una rivoluzione che sta travolgendo questa realtà. Tanti piccoli cambiamenti che sommati sono utili per raggiungere una filiera sostenibile. Ciascuno di noi può a suo modo influire su questo processo. Oggi vi spieghiamo come fare, presentandovi i preziosi consigli di Paola Farina, consulente d’immagine, personal stylist con un’esperienza ventennale nel settore e voce del podcast Armadi Scomposti.

Less is more: a piccoli passi verso la sostenibilità

Una delle prime regole da seguire è quella di comprare lo stretto necessario. È inutile riempirsi l’armadio di abiti, magliette e maglioni che non ci servono e che acquistiamo solo perché ingolositi dal prezzo basso. L’abbuffata consumistica è da evitare assolutamente nonostante le direttive del mondo della moda ci invitino all’acquisto compulsivo.  Il fast fashion offre continuamente la possibilità di rinnovare il proprio guardaroba a prezzi modici. Ma tutto ciò ha un grande impatto sul nostro ecosistema. Scegliere invece di investire in un capo il cui prezzo ci appare eccessivo, potrebbe alla lunga rivelarsi una scelta vincente sia per il portafoglio che per il pianeta. Comprare un capo di alta qualità è un investimento per il futuro in tutti i sensi: sia perché durerà molto più a lungo rispetto a un abito fast sia per il “pianeta futuro”.

Photo by Sarah Brown on Unsplash

Il prezzo basso non è assolutamente sostenibile

Per quanto faccia gola leggere una cifra bassa sul cartellino degli abiti nei negozi, bisogna tener conto di tutto ciò che c’è dietro quell’etichetta. Molto probabilmente il prezzo basso è definito dalla scarsa qualità delle materie con cui il capo è realizzato. Questo comporterà un deterioramento più celere che a sua volta causerà l’acquisto di altri abiti, aumentando il consumo medio pro-capite e l’inquinamento . Una vera e propria reazione a catena. Inoltre, molto spesso il prezzo basso è sinonimo di costi di manodopera irrisori. Questo significa solo una cosa: dall’altra parte del mondo c’è qualcuno sfruttato e sottopagato per creare quel capo a quel prezzo. E tutto ciò non è assolutamente socialmente sostenibile. Bisogna infatti partire dall’idea che il cambiamento verso la sostenibilità debba avvenire sia a livello ambientale, comportando un inquinamento minore, sia a livello sociale, garantendo condizioni lavorative (e di vita) migliori a tutti quanti.

I consigli pratici di Paola Farina

Tutto quanto è stato detto finora serve da preludio allo shopping! Dopo un’attenta riflessione su queste importanti tematiche, vi sveliamo quali sono i trucchetti per creare un armadio a prova di sostenibilità secondo Paola Farina. È sicuramente importante conoscersi bene per poter acquistare capi che durino più di una stagione. Decidere di comprare un cappotto piuttosto che un altro è una scelta che va ponderata sulla propria personalità, comodità e gusto. Un’altra regola da seguire è quella di optare per abiti monocromatici facili da abbinare: con pochi capi di buona qualità, avrete a disposizione la possibilità di creare infiniti abbinamenti. Stesso discorso anche per le calzature che se accuratamente scelte possono davvero diventare le compagne di una vita.

Da quanto emerge la sfida del nostro secolo è quella di creare un mondo equo e sostenibile sotto molteplici aspetti. Ed oggi il raggiungimento della sostenibilità passa anche e soprattutto dal nostro armadio. Essere consumatori consapevoli (e quindi sostenibili): è questo l’invito di Paola Farina e di tutti gli esperti del settore moda.



Eleonora Corso