Family Romance: familiari a noleggio nella Milano Movie Week

Film presentato il 15 settembre in anteprima milanese all’Arena Triennale di Milano, Family Romance di Werner Herzog si inserisce nella cornice della Milano Movie Week, un’intera settimana (14-20 settembre), promossa e coordinata dal Comune di Milano – Assessorato alla cultura, dedicata alla settima arte. Un palinsesto eventi diffuso in tutta la città ( Programma completo, info su ingresso e biglietti su www.milanomovieweek.it ) 

In particolare Family Romance rappresenta un’anticipazione della trentesima edizione del Festival del Cinema Africano, d’ Asia e dell’ America Latina (FESCAAAL) , previsto a marzo 2020 e poi rimandato alla primavera 2021, a causa dell’incertezza dovuta all’emergenza COVID-19.

Pellicola del 2019, si tratta di un’opera che conferma ancora una volta (come se ce ne fosse bisogno) il talento documentaristico di Werner Herzog, il quale gira un film pregevole, riflessivo, sensibile ai temi trattati ed elegante, captando una preziosa occasione di racconto cinematografico: l’esistenza in Giappone di un’agenzia che si occupa di “fornire” familiari a chi ne abbia bisogno, dietro lauto compenso. Si tratta di attori che vengono ingaggiati da diverse persone, soprattutto per fronteggiare situazioni scomode: evitare imbarazzi in situazioni pubbliche (come il sostituto di un padre non affidabile durante il matrimonio della figlia sposa), o colmare lacune affettive.

Quest’ultimo caso rappresenta la vicenda principale del film: il protagonista della pellicola, il performer Yuichi Ishi  direttore dell’azienda, infatti, verrà contattato per impersonare il padre di una bambina di 12, che non vede il padre vero da quando era piccolissima. La finzione dovrebbe servire a colmare un po’ il vuoto lasciato dal genitore che, dopo il divorzio con la moglie, si è risposato con un’altra donna.

Seguendo l’incedere di Yuichi Ishi, attore incredibilmente versatile e credibile, nonché direttore di un’azienda sofisticata quale la Family Romance, nella vita della piccolina con credibile dolcezza ed empatia, mirate a ricreare la figura di un padre vero, un padre modello, il regista riflette sul ruolo di ognuno nella propria vita e in quella degli altri.

E’ così facile impersonare il parente di qualcun altro? E cos’è che spinge queste persone, i committenti, a preferire un alter ego piuttosto che un proprio affetto in carne ed ossa? Su queste ed altre domande riflette Herzog, con eleganza, calma, un montaggio sonoro ben realizzato e un ottima commistione tra documentario e finzione – si intuisce infatti che alcune scene sono girate apposta dal regista per enfatizzare il suo messaggio e vanno oltre la documentazione del lavoro dell’agenzia che “noleggia” familiari.

Nel descrivere il bisogno dei committenti il regista sottolinea la solitudine largamente presente nella società ipertecnologica e dedita al lavoro del Giappone, ma non si ferma a questo, anzi il vero protagonista è Yuichi Ishi, il direttore della Family Romance, un personaggio memorabile e dal grande carisma scenico,  che incarna pienamente lo spirito ed il credo dell’azienda. Cos’è che spinge un uomo a fare un mestiere simile? Si domanda il regista e lo stesso interrogativo se lo pone il soggetto ripreso. Il bisogno di aiutare gli altri, forse? Ma è possibile aiutarli, mentendo loro così spudoratamente?  O forse sono essi stessi a voler essere ingannati tramite bugie” buone”?

Il confine è sottile: è su quello che si muove la regia di Herzog. La verità incontestabile è che il modello aziendale della Family Romance funziona: ciò significa che ci sono persone al mondo che necessitano di finzione e sono disposte a pagare pur di soddisfare questo loro bisogno, psicologico ed esistenziale più che materiale.

Decisamente metateatrale e metafilmico, in fondo gli attori della Family Romance sono un po’ come dei personaggi in cerca di autore, in questo film  Herzog allude anche al sommo dilemma dell’attore: qual è la sua vera identità? Quella dinnanzi ai clienti e ai loro parenti (il palco, il cinema, la finzione), oppure quella della vita reale fuori dalla pantomima? Sullo sfondo anche lo spettro di robot pupazzi che potrebbero sostituirsi alle persone reali e anche agli attori.

Milano MovieWeek: in arrivo la terza edizione dell'evento

Un bel film che mostra un’anticipazione di quello che sarà il palinsesto del FESCAAAL 30, ma del resto Herzog non è nuovo ai documentari: tra i suoi più celebri ad esempio Cave of the forgotten dreams, Kinski, il mio nemico più caro sul rapporto con il suo attore feticcio Kalus Kinski.



Francesco Bellia