Era meglio il libro: la comicità attraverso la scrittura di Valerio Lundini

Comico, musicista e conduttore…no non parliamo di Luca Laurenti, ma di Valerio Lundini. Per non confonderci più basterà aggiungere anche la professione “scrittore” al curriculum di Valerio Lundini.

Ad inizio marzo, infatti, l’artista romano ha debuttato in libreria con “Era meglio il libro”, una raccolta di racconti surreali e comici, scritti in maniera sparsa nel tempo, durante il primo lockdown e tra una “Pezza e l’altra”.

Un treno in corsa che sembra non fermarsi più, pronto a stupire anche in libreria dopo la straordinaria esibizione al Festival di Sanremo 2021 ed il successo del programma tv cult “Una Pezza di Lundini” su Rai 2.

“Era meglio il libro”, edito da Rizzoli Lizards, si regge sull’irriverenza, il no-sense e lo spirito di Valerio Lundini. Lo si capisce sin dalla dedica rivolta alla famiglia Elezari (con una sola zeta), persone fortunate per aver colpito lo scrittore con il proprio cognome.

Era meglio il libro: racconti sparsi tra loro

I racconti ripercorrono ed analizzano momenti di vita quotidiana, di modi di dire (se queste mura potessero parlare), ma anche ricordi d’infanzia e momenti di nostalgia.

L’introduzione e la prefazione fanno capire subito al lettore in cosa si andrà ad immergere, scritte in maniera così magistrale da beffare e strappare una risata entro le prime dieci pagine. Non male come record.

La sfida della scrittura non è mai facile per un comico, abituato a nutrirsi del calore del pubblico, alla continua ricerca di un riscontro attraverso le risate dopo una battuta. Ma per Valerio Lundini questo problema non si pone, anzi sembra quasi che si trovi più a suo agio a scrivere libri che a fare altro.

Attraverso il tocco ironico, Lundini ripercorre anche gli strabilianti anni Novanta, segnati sì dalla Golden era degli Oasis, ma anche da uno scandalo atipico per l’Italia di fine Ventesimo secolo: il Sexgate del Presidente Clinton. Come avrete capito, questo racconto ci ha colpito molto poiché gran parte dei millennials probabilmente avrà sentito parlare di sesso per la prima volta davanti ad un tg, assistendo a “mezzibusti rispettabili come Marcello Sorgi e Giulio Borelli” discutere di scandali orali senza perdere il controllo, nell’imbarazzo dei genitori seduti a tavola.

Non solo ricordi d’infanzia, ma anche autoironia, diffusa qua e là nel volume, sia quando nel libro vengono menzionate nel libro le case editrici competitor di Rizzoli (caso più unico che raro), o attraverso pseudo lettera di protesta da cinefilo incallito al Dizionario Maruzzelli.

Valerio Lundini supera anche la prova di scrittura, rapendo il lettore con 176 pagina di pura ironia, risate e leggerezza. Una lettura consigliata, per evadere dalla quotidianità, ma anche per comprendere a pieno il Lundini “artista”.



Paride Rossi