Milano Fashion Week, Antonio Marras ss 2022: avevo una ferita in fondo al cuore

Una sposa dolente cammina in una landa brulla e desolata. Ha una ferita che brucia in fondo al cuore., tanto profonda quanto difficile da rimarginare.  Sbucano così, quasi appaiono in realtà, modelli quasi verginali ricoperti di pizzi, tessuti realizzati all’uncinetto per lo più sui toni del bianco e del verde militari. Coerentessimi con l’estetica di Antonio Marras. Scompaiono nel nulla poco dopo seguiti da outfit più elaborati ma portati con un abbandono tale che persino i ricami e le applicazioni diventano malinconiche.  

Marras in tutto ciò si conferma maestro nell’utilizzo di tessuti operati. Preziosissimi e meravigliosi certo, ma paradossalmente mai opulenti e esagerati. È così semplice cadere nella trappola delle stampe quali animalier, floreale e stile tartan. Ogni volta però nessun tessuto appare eccessivo, nessun accostamento è esagerato. Il tutto rimane ovattato, appannato. 

fonte IG @antoniomarrasofficial

In questa distesa di colori cupi appare poi il rosso. Squilla come sangue fra i rami secchi della Sardegna, terra sempre molto cara allo stilista. Lo vediamo dipinto in stampe floreali accostate al denim e ai toni dell’azzurro e del bianco.

Scappando dalla ferita stessa seguono altri modelli, altri colori. Il dolore però rimane fino a quando non si trasforma in un ricamo in fondo al cuore. Ed è qui che esplode la maestria dello stilista. Appaiono sugli abiti ricami complessi, applicazioni in pizzo e fiori delicati simili ad incrostazioni sulle giacche. 

La sfilata si conclude con un’immagine d’insieme poetica e Antonio Marras decide di lasciare una speranza. Tutto rinascerà più lussuoso di prima, ritornerà la natura e le rose fioriranno ancora. 



Rebecca Bertolasi