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Zero: la serie tv italiana di Netflix è pronta a lasciare il segno

L’approdo di Zero su Netflix è stato un vero e proprio successo. La serie tv italiana, basata sul romanzo originale di Antonio Dikele Distefano, è riuscita, in così pochi giorni, ad arrivare in tutto il pianeta e raccogliere migliaia di opinioni e critiche positive, ricevendo molti apprezzamenti in modo particolare sulla maniera in cui viene rappresentato il Barrio, un quartiere immaginario di Milano e come, nonostante le varie difficoltà e affronti a cui venga spesso sottomesso, riesce sempre a rialzarsi con orgoglio e coraggio.

La storia di Omar, il ragazzo ventenne con tanti sogni nel cassetto e una carriera da fumettista manga pronta per il decollo in tutto il mondo, è stata capace di arrivare al cuore del sempre più ampio pubblico di Netflix che, soprattutto all’estero, sta condividendo fortemente questo messaggio di inclusione, riconoscendo all’Italia un grande merito, quello di aver promosso un prodotto audiovisivo che sarebbe dovuto esistere su una piattaforma del genere da ormai parecchio tempo.

Il 2020 è stato un anno da dimenticare per svariate ragioni, e uno dei tanti motivi che faranno ricordare quest’anno come uno dei peggiori del secolo è stato l’insieme di disturbi sociali che hanno portato alla nascita del movimento Black Lives Matter. In modo simile, seppur viaggiando su un’onda totalmente differente, Zero tratta molto bene la difficoltà di non essere accettati, e utilizzando dei giochi di parole molto intelligenti, paragona questa situazione molto sgradevole al fatto di essere invisibili, proprio come il super potere di Omar/Zero.

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Infatti, sarà proprio una delle debolezze più grandi di Omar a renderlo il vero supereroe del Barrio, sfatando i miti che lo avevano accompagnato durante la sua vita e che, andando avanti con gli anni, avevano infranto progressivamente tutti i suoi desideri di un futuro migliore lontano dal suo quartiere apparentemente inospitale.

Allo stesso tempo, un altro merito da riconoscere a questa serie è quello di aver creato un’ambientazione originale e diversa dai soliti set delle serie tv prettamente adolescenziali. La presenza della stregoneriariti magicipoteri sovrannaturali è stata il punto di forza di una trama avvincente e con un obiettivo molto chiaro: abbattere i muri.

Nel corso della serie si vedranno molti “muri abbattuti”, il primo nello stesso quartiere del Barrio, che prima di combattere contro il suo nemico comune si è reso conto di avere fin troppe crepe al suo interno, che di certo non lo avrebbero mai aiutato a sconfiggere definitivamente chiunque volesse opporsi contro la sua gente.

Infine, ecco la ciliegina sulla torta di uno dei prodotti italiani più promettenti del momento: la colonna sonora. Nel corso delle 8 puntate della serie tv, si possono ascoltare alcune delle hit più famose del momento, italiane e non, dando molto importanza alla scena rap/trap e strizzando l’occhio all’alternative, che in serie del genere ha sempre funzionato, proprio come in Baby o Summertime. Fra i tanti artisti inclusi spiccano Madame, Sfera Ebbasta, Lous And The Yakuza e FKA Twigs.

Non mancano neanche i brani originali, affidati per quest’occasione a Marracash, che ha prestato la sua voce per 64 bars x ZeroGue Pequeno, che per l’occasione ha creato il pezzo Sfidare Gli Dei Mahmood, fresco di annuncio del nuovo album Ghettolimpo, che ha lasciato la sua piccola impronta in questa serie con il pezzo Zero.



Marco Russano