Fonte: the saxon

Zelensky: da attore a candidato al Premio Nobel per la pace

L’invasione russa in Ucraina continua imperterrita, così come la resistenza dell’esercito ucraino al cui comando vi è lo stesso Primo ministro Volodymyr Zelensky. Il quale ha deciso di non abbandonare il suo popolo, nonostante gli fosse stata offerta una via di fuga. Il suo nome è rimbalzato sui media, come quello di Putin per la controparte, in maniera inevitabilmente insistente. La differenza tra i due Presidenti consiste, però, nel fatto che proprio per via dell’eccezionale situazione bellica, Zelensky si è affermato in quanto leader internazionale agli occhi dell’Occidente. Al punto tale che ben 36 politici europei hanno firmato una lettera in cui si propone la candidatura del Presidente ucraino al Premio Nobel per la Pace.

Si ricorda che il premio Nobel per la pace è solitamente assegnato a personalità, o organizzazioni, che si sono distinte per aver risolto un conflitto internazionale e costruito un consenso pacifico.

Olanda, Germania, Regno Unito, Svezia questi alcuni dei paesi di provenienza dei politici che hanno deciso di candidare Volodymyr Zelensky al tanto ambito premio.

Si tratterebbe di un vero e proprio strappo alla regola per quanto riguarda la procedura di nomina del Premio Nobel per la pace. A differenza degli altri premi, quello per la pace è deciso da un comitato nominato dal Parlamento norvegese a cui le segnalazioni devono arrivare entro e non oltre il primo febbraio. La cerimonia di proclamazione avviene sempre ad Oslo il 10 dicembre.

La lettera dei politici richiedenti la nomina di Zelensky, invece, è aperta fino al 31 marzo. In maniera tale che alla loro firma si possa aggiungere quella di altri politici che nel frattempo decidano di aderire alla causa. Questa decisione è a tutti gli effetti un tentativo da parte della comunità internazionale di supportare ulteriormente il popolo ucraino che prende forma nella figura dello stesso Presidente.

Il lavoro di resistenza di Zelensky è appunto un tentativo di ristabilire la pace e giungere ad un accordo nel più breve periodo.

Sembra assurdo solo credere che l’anno scorso il medesimo premio fosse andato al reporter Dmitry Muratov, il direttore di Novaya Gazeta, un periodico russo e indipendente. La decisione era stata presa perché il direttore si era distinto nel “salvaguardare la libertà di espressione, che è una condizione preliminare per la democrazia e una pace duratura”. Novaya Gazeta così come altri media russi, è adesso sottoposto al bavaglio pesante della censura.

A distanza di un anno la situazione è notevolmente mutata e ciò rende possibile pensare che grazie all’intenso sforzo per porre fine a questa assurda guerra, Zelensky possa davvero ricevere la nomina. La quale è giustificata nella lettera considerando un “dovere democratico resistere all’autoritarismo e sostenere un popolo che lotta per la democrazia”.

Nonostante sia, adesso, uno dei personaggi più nominati al Mondo, vale la pena chiedersi anche chi sia davvero Volodymyr Zelensky e come è arrivato nel 2019 al vertice del governo ucraino.

Nato da una famiglia di origine ebraica con interessi scientifici, Zelensky ha deciso di proseguire gli studi in ambito giuridico per poi tornare a quella che è stata da sempre la sua più grande passione: la recitazione. Infatti prima di essere il Presidente dell’Ucraina, il suo era già un volto noto proprio per la sua carriera d’attore, tra l’atro anche comico, ai cui spettacoli lo stesso Putin si è trovato a ridere.

L’ironia della sorte in determinati casi è davvero evidente, poiché, una volta raggiunta una certa fama l’attore Zelensky ha fondato la casa di produzione Kvartal 95. Grazie alla quale ha avuto occasione nel 2015 di recitare nella serie Sluga naroda, in italiano Servitore del Popolo. Il protagonista assumeva i panni di un professore di liceo che viene inaspettatamente eletto presidente dell’Ucraina.

Il successo della serie ha portato ad alcuni componenti della casa di produzione a fondare un partito, il cui nome fosse omonimo alla serie tv.

Alle elezioni del 2019 lo stesso Zelensky, parte del partito Servitore del popolo, si candidò contro Petro Poroshenko l’allora presidente dell’Ucraina, dato per imbattibile. Eppure, quello che era solo un attore riuscì a vincere i due turni di ballottaggio. Ciò si deve in effetti al sapiente utilizzo dei social come strumento per divulgare un’immagine di leader giusto e carismatico.

Il carisma che lo contraddistinse sin dalle elezioni politiche è lo stesso che adesso lo sta aiutando durante la resistenza. Seppur durante i tre anni di mandato abbia avuto notevole difficoltà nel fronteggiare i reali problemi del paese, dai casi di corruzione al covid-19. Insomma, durante la guida del governo ucraino, Zelesnky si è reso conto che non stava più recitando una parte, ma che doveva prendere in mano la situazione. Decidendo così di iniziare le procedure di adesione dell’Ucraina alla Nato e all’Unione europea. Azioni che, come è ormai ben noto, hanno innescato la ferocia di Putin.

Di recente Netflix ha deciso di rimandare in onda la serie che ha segnato il destino del leader ucraino. La candidatura al Premio Nobel per la pace segna, dunque, un ulteriore slancio per la sua popolarità internazionale e il suo ritorno in scena come protagonista.



Giulia Grasso