Watchmen: un passato ben rivisitato che non potrete non amare

 Watchmen (2009) di Zack Snyder
In un fumettistico 1985 schiacciato dalla Guerra Fredda tra Usa e Urss e a perenne rischio di crisi atomica i Watchmen, un gruppo di supereroi mascherati , messi al bando dalla politica ormai corrotta mondiale, lottano ciascuno cercando alcuni il riscatto dei propri valori e altri la coerenza nel perseguire il loro senso di giustizia.
Allontanandosi quindi dalla scontata concezione dei film sui supereroi, che vedono concentrare la loro forza espressiva cinematografica sulla fisicità dei protagonisti o sulle capacità date da eventuali superpoteri, il regista Snyder fa un passo in avanti rispetto al suo precedente 300 e ci regala oltre ad effetti speciali e un cinema futuristico e digitalizzato anche delle problematiche realistiche e attuali. Il tutto è ben farcito da una colonna sonora senza alcun dubbio ricercata e sensazionale che si avvale di autori che hanno fatto la storia della musica come Bob Dylan. Tra tutti i supereroi spicca la figura di Rorscharch, interpretato da Jackie Earle Haley, l’unico tra tutti che è ossessionato a tal punto dal senso di giustizia da rifiutare qualunque compromesso pur di tener fede a questa stessa. Supereroi che però hanno tutti una loro umanità ben caratterizzata che li divide spesso a metà tra i loro doveri nei confronti della giustizia e quelli nei riguardi dei loro stessi sentimenti personali. Tutti tranne Dr. Manhattan, che è  l’unico tra tutti ad essere considerato anche dal resto della popolazione terrestre (soprattutto perchè lo temono) un vero supereroe, perchè quasi un Dio capace di manipolare a suo piacere la materia, il tempo e lo spazio. Dr. Manhattan fa quindi da metafora a un Dio che se volesse sarebbe in grado di salvare l’umanità intera ma che non nutrendo i sentimenti tipici dell’uomo preferisce esiliarsi su Marte o su un altro pianeta dell’ universo e magari creare anche altra vita altrove. Watchmen si ispira al graphic novel di Alan Moore edita dalla DC , da sempre considerata per i cultori e patiti della fumettistica un gioiello “infilmabile”. Ma Snyder riesce a non annoiare solo con gli effetti speciali chi si aspetta qualcosa in più di un banale film futuristico, come un nuovo 300 o Sin City, e ci  invita a riflettere sul nostro mondo, sulla violenza dell’uomo e sull’ aver confuso il suo ruolo umano con quello più onnipotente e spesso distruttivo. 

Un mondo dove il sogno americano sembra essersi avverato. Dove Nixon è presidente per la quarta volta consecutiva e mette in atto le sue strategie nucleari onnipotenti e guerrafondaie. Un mondo non troppo distante dal nostro che ci invita a riprendere in mano la nostra umanità, il nostro senso di giustizia per impedire attraverso l’ausilio di solo queste armi che la violenza divenga l’unica legge politica umana.



redazione