Vuoi commentare un articolo? In Norvegia prima dovrai dimostrare di averlo letto

In social up, WEB by Erminia LoritoLeave a Comment

Quante volte vi è capitato di assistere su Internet e soprattutto sui social network alla presenza di commenti del tutto inappropriati e che nulla avevano a che vedere con la notizia in questione? A quanto pare l’impulso di esprimere a tutti i costi la propria opinione senza avere neppure la minima idea di quello che si è appena letto, è diventata una vera e propria piaga che dilaga ormai senza freni. Così per far fronte a questa situazione, l’azienda radiotelevisiva di Stato norvegese ha ben deciso di sperimentare una particolare funzione di filtro nel suo sito web dedicato alla sezione tecnologia NRKbeta. Di cosa si tratta? Prima che l’utente si appresti a commentare la notizia dovrà dimostrare di aver proceduto alla lettura del suo contenuto, rispondendo ad un quiz di verifica composto da 3 domande a risposta multipla.

 Al momento soltanto alcuni articoli sono stati dotati di questa funzione, quelli considerati in sostanza più a rischio proprio perché trattano temi particolarmente delicati. Non a caso il direttore del sito Marius Arnesen ha spiegato che l’idea di un tale sistema di moderazione è nato proprio quando alcuni articoli hanno raggiunto un pubblico al di fuori degli appassionati di tecnologia, praticamente la base dei commentatori del sito, dando vita a discussioni sterili e del tutto fuori luogo.

Gli obiettivi del quiz sono sostanzialmente due: il primo è quello di assicurarsi che i lettori siano davvero arrivati in fondo alla notizia prima di esprimere pareri e il secondo è quello di far passare un certo lasso di tempo, circa una quindicina di secondi, per permettere magari agli appassionati più entusiasti di ammorbidire i toni e di contenere i bollenti spiriti.

Per chi teme che si tratti di una sorta di limitazione del diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero, è anche vero che risultare sufficientemente informati sulla questione prima di emettere giudizi non ha mai fatto male a nessuno; al contrario in questo modo si potrà di certo fornire un prezioso apporto al miglioramento dell’organizzazione della community e del dibattito in rete. Insomma, sentitevi pure nel vostro piccolo di aver contribuito a qualcosa di molto grande.