Game, set e match: Us Open 2016

E’ da poche ore andata in archivio la finale maschile dello Slam statunitense. Uno US Open monco della presenza di King Roger e con un Rafa Nadal ancora in rodaggio, ma comunque un bel torneo ricco di novità, e non parliamo solo del nuovo tetto sull’Artur Ashe Stadium!
A trionfare nel torneo maschile è stato il mai domo Stan Wawrinka contro il numero 1 al mondo Novak Djokovic, mentre nel torneo femminile a trionfare a sorpresa (ma non troppo) è stata la tedesca Angelique Kerber che da questa settimana è la nuova regina delle classifiche WTA.

Stan-The man sta facendo nel suo piccolo la storia, tre finali Slam e tre successi consecutivi contro tre numeri 1 mondiale. E pensare che in questo torneo aveva sofferto con l’italiano Giannessi ed era stato ad un punto dal perdere contro il britannico Daniel Evans (autore di una grandissima prestazione). In finale parte col freno a mano tirato a causa del nervosismo, sotto 5-2 riesce a raggiungere il tie-break e qua torna il Wawrinka iniziale, svogliato e senza idee, set Djoker. La situazione cambia radicalmente nel secondo set e nei set successivi dove Stan ha armato il braccio e ha iniziato a tirare vere e proprie bombe lungo-riga che hanno steso il serbo che ha rivissuto l’incubo del Roland Garros di qualche anno fa in cui fu preso a pallate da Wawrinka in finale. Lo svizzero quindi aggiunge un’altra tacca al suo bottino Slam, e con quell’immenso talento potrebbe aggiungerne una quarta a Wimbledon, difficile ma per uno col suo braccio non impossibile, d’altronde come ha ammesso lo stesso Wawrinka «Rispetto al passato, in cui ero un outsider, le mie aspettative sono cambiate: voglio vincere»

E vuole continuare a vincere anche Angelique Kerber che dopo l’Australian Open 2016 ha conquistato lo US Open 2016, diventando la nuova numero 1 mondiale grazie anche all’eliminazione di Serena Williams per mano della Pliskova. Angelique così è la seconda tedesca a vincere l’Open degli Stati Uniti dopo Stefanie Graf che ha trionfato 5 volte (1988, 1989, 1993, 1995, 1996). Una Kerber che ha espresso un ottimo tennis durante l’arco del torneo e soprattutto durante l’arco dell’anno, infatti questo successo è il coronamento di una stagione strepitosa nella quale ha conquistato due Slam e raggiunto a Wimbledon la finale dove è stata sconfitta da Serena Williams. Poi un’altra finale, quella olimpica, dove l’oro gli sfugge contro la portoricana Monica Puig.

Due parole sono da spendere per la Pliskova autrice di tre settimane da urlo, prima la conquista del titolo nel WTA di Cincinnati (a spese proprio della Kerber) e adesso la prima finale raggiunta in uno Slam, successi che la portano alla sesta poltrona del ranking. La campionessa del Premier  di Cincinnati ha espresso il suo miglior tennis e la sconfitta in finale contro Angelique Kerber non lascia spazio alla tristezza, infatti  dalle sue dichiarazioni si legge che «Ho fatto un grande lavoro. Era la mia prima finale di uno Slam e sono stata vicina a vincerla. La sua maggior esperienza in questo tipo di finali probabilmente ha deciso la partita. Sono molto orgogliosa di me stessa. Se qualcuno mi avesse detto due settimane fa che avrei giocato la finale allo US Open, avrei accettato. Nessuna tristezza».

Infine sono da sottolineare a nostro avviso due belle novità per il circuito ATP.
Il nuovo Artur Ashe Stadium
Ad inizio torneo tutti gli sguardi erano rivolti alla novità più attesa di quest’anno, la nuova copertura sul campo centrale! Si tratta infatti del tetto più grande del mondo costruito per un campo da tennis. Costato all’incirca 150 milioni di dollari, è stato chiuso ufficialmente per la prima volta durante il match  di secondo turno tra Rafael Nadal e Andreas Seppi. Il processo ha richiesto 7 minuti e 22 secondi in totale, l’operazione di chiusura dei pannelli 5 minuti e 35 secondi. Un piccolo evento storico ripreso dalle migliaia di tifosi con i loro smartphone.

Il ritorno di  Del Potro
Questo è un grandissimo ritorno per il tennis maschile, un talento che a causa di un infortunio è stato fuori troppo a lungo dai campi da tennis. Non un semplice infortunio, perché nel caso di Delpo però si è tratta di una vera e propria agonia durata anni, infatti poco dopo il  trionfo agli US Open nel lontano 2009, inizio un vero e proprio calvario per i problemi al polso a cui sono seguiti interventi chirurgici, tanta riabilitazione e alla fine il ritorno sul campo definitivo qualche mese fa. Già alle Olimpiadi di Rio l’argentino aveva mostrato di essere in gran forma spedendo a suon di pallate Robo-Nole a casa tra le lacrime e vincendo l’argento. Questa volta le lacrime le ha versate DelPo, ma erano lacrime di gioia, gioia per il grande ritorno e per la grandissima ovazione ricevuta dal pubblico americano verso la fine della partita con Wawrinka.



Umberto Palazzo