Svizzera, “fate la doccia in due” la bizzara proposta a cui non si può più dire di no

Dalla Svizzera arriva la proposta più bizzarra (e romantica) di tutti i tempi per tutelare l’ambiente e ridurre il consumo di energia. “Fate la doccia insieme per risparmiare energia”, queste le parole di Simonetta Sommaruga, ministro dell’Ambiente svizzero, che hanno fatto letteralmente il giro del mondo. Un’idea innovativa e ammiccante su cui molti media hanno ironizzato, però, è bene ribadire che cosa ci sia dietro una simile dichiarazione pubblica.

I fatti ci hanno abituato a politici che dal niente decidono di rilasciare dichiarazioni capaci di attirare a sé l’attenzione della stampa e dei nuovi media. In questo caso, però, è un bene che un simile argomento abbia acceso i riflettori sulle ragioni che vi sono dietro l’invito a fare la doccia in due.

“Dopo una certa età, fare la doccia insieme non è più adatto a tutti”, ha aggiunto il ministro dell’ambiente della Svizzera, però è necessario che si capisca perché bisognerebbe farlo.

 

“L’energia è scarsa, non sprechiamola”.

L’obiettivo della Sommaruga è quello di riuscire a ridurre il consumo di energia del 15% quest’inverno – si legge dall’ANSA-. Un desiderio che è diventato oggi più che mai una necessità. In primo luogo, si fa portavoce di una problematica, quell’ambientale, che si trova ormai sul filo del rasoio. Il cambiamento climatico è un fenomeno evidente. La calda estate che è appena trascorsa e l’improvviso arrivo di bombe d’acqua in alcune parti d’Italia sono solo uno degli effetti che questo ha causato.

Riducendo i consumi, si ridurrebbe notevolmente, quindi, la produzione di anidride carbonica che ha aggravato nel tempo l’effetto serra e portato all’innalzamento della temperatura globale. Fare la doccia in due, in questo caso, non salverebbe l’ambiente, ma aiuterebbe a contrastare, o meglio tenere a bada, il riscaldamento globale. A tale questione, si aggiunge, poi, anche la necessità di limitare l’esaurimento dei combustibili fossili. Gli stessi che, tra le altre cose, contribuiscono al diffondere l’anidride carbonica.

Al di là, però, di questioni prettamente ambientaliste, la Svizzera come l’Italia deve fare i conti con la situazione geopolitica internazionale.

L’invasione russa in Ucraina ha iniziato una guerra su più fronti che è stata fortemente condannata tanto dall’Europa che dalla Svizzera, uno dei partner prioritari della Russia. Tuttavia, ciò ha comportato una riduzione molto importante dalla Russia che prevede di rispondere alle sanzioni tagliando l’export di gas attraverso i suoi gasdotti di almeno il 40% nel periodo 2023-2025. Le materie prime sarebbero così non solo in esaurimento, ma persino difficilmente accessibili al momento.

Inoltre, Simonetta Sommaruga ha siglato un’importante accordo col ministro ucraino dell’ambiente Ruslan Strilets, che mira a mobilitare fondi in aggiunta alla cooperazione internazionale. “Così l’Ucraina potrà promuovere uno sviluppo più sostenibile e rispettoso del clima”, un aiuto concreto che fa sì che la Svizzera prenda le distanze dalla Russia e che, per questo, potrebbe costarle l’arrivo di gas.

Sul fronte dell’aiuto economico per questioni ambientali si è mossa anche la Danimarca.

Quest’ultima durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite dello scorso 20 settembre, ha reso nota l’intenzione di devolvere 13 milioni di euro ai paesi del mondo danneggiati dal cambiamento climatico. La decisione è frutto di ragionamento che non lascia equivoci:

È enormemente ingiusto che i paesi del mondo più poveri debbano risentire di più per le conseguenze di un cambiamento climatico che hanno contribuito a creare solo in minima parte.

Così ha spiegato, infatti, in un comunicato, il ministro dello Sviluppo e della Cooperazione, Flemming Møller Mortensen.

Per quanto sia romantico, dunque, fare la doccia insieme, questo risponde ad un’esigenza politica ed economica a cui non si può più restare indifferenti. La Svizzera, tra l’altro, si prepara ad affronta il lungo inverno svizzero. Per il quale il consumo di gas, nonostante l’aumento del prezzo, rischierà di essere sempre più elevato. Come l’Europa, dunque, la Svizzera intende cercare fonti alternative, però, al momento si sottolinea la necessaria tutela ambientale.

Spegnere il computer quando non serve, spegnere le luci o fare la doccia insieme.



Giulia Grasso