Produrre energia dalle onde? In Calabria si può!

Quello che è stato pensato in Calabria è uno dei progetti ingegneristici più innovativi della storia che potrebbe avere delle ripercussioni positive non indifferenti sull’ambiente. Il progetto sarà realizzato nel porto di Roccella Ionica, nella provincia di Reggio Calabria. Fra tutti i porti di Sicilia e Calabria, Roccella Ionica è stato l’unico che quest’anno si è meritato la bandiera blu per gli approdi turistici, uno specifico riconoscimento conferito alle località balneari costiere europee che assicura la pulizia dell’ambiente e la mancanza di scarichi fognari. Inoltre, l’idea è valsa al porto delle Grazie di Roccella ionica anche il riconoscimento di Legambiente come “migliore e più innovativo progetto ed esperienza in ambito di sostenibilità ambientale“. Saranno stati i riconoscimenti, sarà stata l’attrattiva turistica, ma ora Roccella Ionica ha l’occasione di misurarsi con le più avanzate tecnologie al mondo nel campo dell’energia marittima ed energetica.

Il convertitore energetico di onde risonanti

Il progetto prende il nome di Rewec3, acronimo per Resonant Wave Energy Converter (convertitore energetico di onde risonanti) ed è la nuovissima innovazione nel campo delle energie rinnovabili. Il brevetto è stato testato dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria; alle spale c’è il lavoro di una vita di un oceanografo che per anni ha svolto esperimenti sulla forza del moto ondoso, giungendo così a teorizzare l’elaborazione di un meccanismo che sia capace di generare energia elettrica dal mare. Il responsabile di questo progetto è l’ingegner Paolo Boccotti, professore ordinario presso l’Università Mediterranea, direttore per quattro anni del Dipartimento di meccanica dei Fluidi, autore fra l’altro di “Wave Mechanics for Ocean Engineering”, nel 2000 e di  “Gli impianti REWEC (REsonant Wave Energy Converter)” nel 2004. Ad oggi detiene due brevetti europei e uno statunitense sulla conversione in energia del moto ondoso. Ma come funzionerebbe questo progetto?

Una tecnologia in grado di sfruttare i frangiflutti

Verrebbero installati dei particolari cassoni in cemento aderenti alla diga foranea (particolare costruzione prospiciente al porto per smorzare il moto ondoso, NdR). All’interno di questi cassoni, grazie al moviemnto del mare, viene attivata una turbina che attraverso la compressione e la decompressione continua produce energia. La modellizzazione fisico-matematica è stata elaborata presso il Natural Ocen Engineering Laboratory della Mediterranea sotto la direzione del professor Felice Arena.

La produzione energetica attraverso il moto ondoso a Roccella Ionica sarà la prima applicazione a livello mondiale, oggi sperimentata a Civitavecchia in attesa della sua reale applicazione in Calabria. Un progetto mai applicato nei porti turistici, oggi in uso solo in alcuni porti di tipo commerciale di Giappone ed Olanda. Un progetto che potrebbe cambiare lo sviluppo degli approdi turistici. Come? Alimentando la rete elettrica dei porti, naturalmente! Ad oggi, è atteso l’esito del bando regionale per un finanziamento totale di 5 milioni.

L’operazione dovrebbe essere compiuta entro la fine del 2018 e comporterebbe notevoli modifiche per quanto riguardo lo sviluppo del porto e di tutto il territorio circostante, a partire da una banchina di 70 metri per l’attracco delle navi che dovrà sfruttare proprio l’installazione dei cassoni sopracitati. Ma la cosa ancora più straordinaria è la costruzione di un polo ambientale per il recupero delle tartarughe marine, sede di Legambiente e del Gruppo di Azione Costiera. Un laboratorio a cielo aperto, insomma, con un grande valore simbolico: una partenza verso il futuro della tecnologia energetica proprio nella regione purtroppo nota come la più depressa, che avrà la fortuna di attrarre sperimentazioni nazionali ed internazionali.



Andrea Colore