ReFood: il box a “regola d’arte” contro lo spreco del cibo

Quando le cose si fanno a regola d’arte, ognuna di essa apparirà sicuramente sempre la migliore, perché magicamente sospinta da un potere ineguagliabile. Dalla rivoluzione Pop degli anni ’60 fino ai giorni nostri, senza poter o voler concepire alcuna fine, il mondo dell’arte si è piacevolmente unito in un meraviglioso, originale e affascinante connubio con qualsiasi contesto. Apparentemente distinto da essi, fin dal principio questo affascinante percorso ha dato vita ad una suggestiva evoluzione alla scoperta e consequenziale creazione di funzionali o semplicemente decorativi oggetti che hanno enormemente contribuito a renderci la vita un po’ più colorata e pratica.

Anche in un ambito come quello culinario e della lotta contro lo spreco, l’arte ha saputo, con leggerezza e spontaneità, fondere le sue strabilianti caratteristiche con le singolari necessità o funzionalità del contesto a cui decideva d’unirsi, esaltando di contro l’oggetto che richiedeva un raffinato ausilio. Anche in tal occasione ha prontamente conferito una decisa marcia in più ed una veste innovativa alla lotta contro il mero consumismo di massa, “alimentando” di contro la creazione di piccoli contenitori riciclabili, divertenti, perfettamente conservabili in frigorifero e pratico anche per il microonde.

Il suo nome è ReFood, piccolo quanto decisamente ubriaco di colori, è stato concepito per riportare il cibo a casa dopo ogni piacevole cena al ristorante, attraverso un’intelligente soluzione contro lo sperpero del cibo. Etica, solidarietà ed arte che si fondono per un più che felice, trasparente ed arioso progetto d’aiuto contro quel problema consumistico; positivamente ne risulterà un corposo sostegno ai ristoranti e persino supporto umanitario, parte del ricavato sarà infatti devoluto all’Associazione umanitaria internazionale.

Da qui nasce il nobile proposito e ancor più lodevole lavoro di ReBox che coinvolge una squadra di 4 persone tra cui il progettista Marco Lei. All’interno di questo progetto come detto, l’arte avrà un ruolo principe: ogni illustrazione, infatti, viene disegnata da un giovane artista emergente. Agevolazioni, premi in palio, sostegni pubblicitari e di marketing per qualsiasi ristorante che abbia voglia di aderire, in più verrà creata un’applicazione con cui sarà possibile entrare maggiormente in contatto con tale idea ancor più comunitaria, con l’obiettivo di edificare, pian piano e con entusiasmo, divertimento, spirito evolutivo e continua partecipazione, un’immensa famiglia.

Attualmente tra Torino, Bologna, Milano, Varese e Reggio Emilia hanno aderito circa 33 ristoranti. Altri grandiosi progetti sono già in cantiere come ReWin o ReTake rispettivamente per vini e take away fino a 4 pasti. Inutile dire che non è stato mai così divertente mangiare cibo in un “contenitore”.



Alfonso Lauria