Libertà delle idee: il rogo alla Pecora Elettrica e il presagio di Orwell

Era già successo lo scorso 25 Aprile 2019, l’8 Novembre è accaduto di nuovo. Un rogo avvenuto alle tre di notte ha distrutto il famoso caffè letterario la “Pecora Elettrica”, situato in via Delle Palme in zona Centocelle a Roma.

Il ritrovo di liquido infiammabile e la carcassa di un motorino usata come miccia fanno pensare sia stato doloso. Tuttavia non si esclude alcuna pista! Né politica, essendosi la libreria sempre dichiarata antifascista, né criminale, essendo quel quartiere particolarmente diffuso per lo spaccio di droga. Il rogo potrebbe quindi essere una ritorsione nei confronti di chi restando aperti fino a tardi disturba attività illecite che richiedono buio e silenzio.

Tantissima la solidarietà dal mondo della cultura. Da Gipi a Michela Murgia che di questo tema ne ha parlato anche nell’ultima edizione del Salone di Torino. A Palermo invece, tre artisti, Andrea Masu, Valentina Greco e Stefania Galegati Shines, si sono ritrovati dinnanzi all’ex edicola dei Quattro Canti per regalare libri in versione digitale.

George Orwell (Eric Arthur Blair il suo vero nome) autore di numerosi saggi e romanzi che hanno fatto di lui un opinionista politico e un intellettuale molto apprezzato, non ha vissuto la nostra epoca eppure i suoi scritti appaiono terribilmente attuali.

La trama del romanzo 1984 è nota a tutti. La terra è divisa in tre grandi potenze:  Eurasia, Estasia e Oceania. Quest’ultima era dominata da un solo partito con a capo il “Grande Fratello”. Un personaggio mai visto da nessuno, ma in grado di tenere tutto sotto controllo, per non rischiare pensieri contrari all’ortodossia del partito. Addirittura la lingua è unica: la neolingua. Un linguaggio dove ogni termine ha un significato preciso così da non lasciare spazio a sfumature.

Il protagonista è Winston Smith, dipendente del Ministero della Verità, che ha il compito di correggere libri e giornali già pubblicati. La sua vita cambia quando incontra e si innamora di Julia, anch’essa dello stesso partito, ma il cui rapporto è proibito perché non si ammettano relazioni sessuali se non con l’obiettivo della procreazione. Così Smith comincia a scrivere un diario, in un tempo in cui la scrittura a fini personali era severamente vietata.

I libri sono da sempre un mezzo di paura tra gli intolleranti: che si voglia combattere un pensiero o controllare un territorio, fin dei tempi più antichi, si comincia proprio dalla loro distruzione. Essi rappresentano la testimonianza di idee astratte, incontrollabili, e quindi pericolose, quando per qualsiasi motivo non si allineano all’omologazione culturale. È innegabile rappresentino un rischio per la democrazia. Una domanda sorge spontanea: ma di cosa ha paura chi brucia i libri? A far paura oggi è la  libertà delle idee, la diffusione di un proprio pensiero, che possa essere diverso e non come quello di tutti gli altri.  A far  paura è che un libro possa fare la storia,  che possa ricordare il passato. E mi chiedo ancora: Oggi nonostante non si vivono situazioni di dittatura, quando un regime, sia esso di stampo politico o criminale, si impadronisce dei mezzi di comunicazione e diffonde il suo pensiero, allora siamo di fronte al primo campanello d’allarme.

Ma 1984 non è soltanto pessimismo, è anche e soprattutto speranza. La storia e la letteratura sono un mezzo per combattere la violenza e l’ignoranza. La cultura è l’unica arma che può scongiurare l’annichilimento e salvare la società.