Come osservare le Perseidi ed il cielo di San Lorenzo

San Lorenzo, io lo so perché tanto / di stelle per l’aria tranquilla / arde e cade, perché sì gran pianto / nel concavo cielo sfavilla…

…che il Pascoli lo sapesse realmente o meno, stiamo parlando delle Perseidi, le stelle cadenti che riempiono il cielo estivo e rendono magica la notte di San Lorenzo.

Il cielo d’estate, spesso terso e privo di nubi, offre uno spettacolo di per sé meraviglioso. Un po’ per tradizione, un po’ per moda, le stelle cadenti di San Lorenzo rappresentano l’attrazione forse più attesa che riunisce i giovani sulla spiaggia, intorno ad un falò, e gli appassionati armati di macchine fotografiche e cavalletti nei luoghi meno illuminati, pronti ad esprimere desideri e catturare suggestive immagini. Come è facile immaginare, però,  non si tratta realmente di stelle cadenti, ma di uno sciame di meteore attraversato una volta l’anno danna terra nel mese di agosto. Il nome a loro attribuito, Perseidi per l’appunto, si rifà al punto del cielo da cui esse sembrano provenire e che viene normalmente chiamato radiante, situato nei pressi della costellazione di Perseo. Si tratta, chiaramente, di un effetto ottico dovuto alla prospettiva, le meteore non nascono in un punto soltanto, ma hanno origine ben più complessa.  Nel dettaglio lo sciame delle Perseidi non è altro che l’insieme dei detriti originati dal passaggio della cometa Swift-Tuttle davanti al sole. La polvere lasciata dalla cometa entra nell’atmosfera terrestre e brucia producendo la caratteristica scia luminosa.

L’osservazione delle stelle cadenti richiede qualche accorgimento ed una buona dose di fortuna. È fondamentale scegliere un luogo il più possibile poco illuminato, per ridurre gli effetti dell’inquinamento luminoso, e magari condurre l’osservazione nella seconda parte della notte, che è apparentemente la più buia e che offre un’orientamento del cielo più favorevole all’osservazione. Tutto è più semplice, poi, se la luna non è al plenilunio. Il disco argentato, infatti, potrà forse rendere la notte più romantica, ma rende di certo assai più difficile osservare le meteore.  Non è necessario, invece, attrezzarsi in maniera particolare. L’occhio umano possiede, per costituzione, una visione periferiche abbastanza ampia e ci consente di apprezzare il fenomeno a pieno. Diverso è, invece, se pensate di documentare l’avvenimento, in tal caso può far comodo munirsi di un treppiede, di una fotocamera ed un telecomando per il controllo remoto della stessa. Se siete tradizionalisti e volete godervi a pieno lo spettacolo, invece, eccovi qualche suggerimento.

Non osservate direttamente il radiante, ma concentratevi in un’aria sita a circa 50° sulla linea dell’orizzonte. Assicuratevi, ovviamente, di avere una porzione di cielo il più ampia possibile da osservare e che, quindi, non vi siano ostacoli naturali o artificiali come alberi e palazzi. Se decidete di prendere nota del numero di meteore osservate, attrezzatevi di un registratore o, in alternativa, di taccuino, penna e luce rossa. Come fare ad essere sicuri che quella che avete visto sia davvero una Perseide? Piuttosto semplice, in realtà. Provate a tracciare a ritroso il percorso “stella cadente”, se sembra provenire da un’area compresa tra Cassiopea e Perseo, il radiante per l’appunto, è quasi certamente una Perseide. Tutte le altre? Non Perseidi, non meno degne di nota, ma certamente un’altra cosa.

Qualcuno si domanderà come fare a ritrovare Perseo e le sue meteore nella vastità del cielo estivo. Il nostro consiglio è quello di cercarli a partire dalla Stella Polare o Polaris che, come sappiamo, ci indica con buona approssimazione il Nord. La mappa qui in alto vi fornirà qualche indicazione: è sufficiente prolungare verso destra la retta che unisce polaris e la “ruota posteriore” del piccolo carro per finire pressoché tra le braccia del radiante. Già che ci siete, potreste spendere po’ del vostro tempo a cercare nel cielo le altre costellazioni qui riportate. fatto ciò, non vi resta che aspettare e,soprattutto, non addormentarvi! Altra cosa fondamentale da ricordare è che, ai giorni nostri, il picco di frequenza delle stelle cadenti non è la notte di San Lorenzo, bensì quella a cavallo tra il 12 e il 13 agosto. Lo sciame, tuttavia, ha una durata ben superiore ed anche nelle date a ridosso consente di fare una discreta osservazione, sebbene con meno facilità.

E durante il resto dell’anno?

Siamo abituati a cercare le stelle cadenti una volta all’anno, in condizioni certamente ottimali rispetto alle altre, ma gli sciami meteorici, come già accennato, non mancano. Sebbene le Perseidi siano effettivamente le più numerose, non sono l’unico sciame meteorico attraversato dalla Terra durante l’anno. Con un po’ più attenzione, e di fortuna col meteo, è possibile apprezzare le stelle cadenti in mesi e stagioni differenti in zone del cielo occupate da costellazioni diverse da Perseo.

 

Nome Periodo
di
visibilità
Data picco Grado Corpo
progenitore
Arietidi 22 mag-
2 lug
7 giu Forte 1566 Icarus
Eta Aquaridi 19 apr-
28 mag
6 mag Forte 1P/Halley
Geminidi 7 dic-
17 dic
14 dic Forte 3200 Phaethon
Liridi 15 apr-
28 apr
22 apr Forte C/1861 G1 Thatcher
Orionidi 2 ott-
7 nov
21 ott Forte 1P/Halley
Perseidi 17 lug-
24 ago
12 ago Forte 109P/Swift-Tuttle
Quadrantidi 1 gen-
5 gen
3 gen Forte (196256) 2003 EH1
Sud Delta Aquaridi 12 lug-
19 ago
28 lug Forte  ?
Ursidi 17 dic-
26 dic
22 dic Forte 8P/Tuttle

Nella tabella sono riportati alcuni degli sciami meteorici con maggiore intensità che si presentano nel corso dell’anno, sebbene rappresentino solo una parte della totalità dei fenomeni. Il nome fa riferimento alla costellazione in cui è situato il radiante: le Arietidi sembrano provenire dalla costellazione dell’Ariete, le Geminidi dai Gemelli e via dicendo. Nei mesi invernali, bisognerà attrezzarsi per fronteggiare le notti fredde e poco ospitali, ma il cielo può essere anche più suggestivo, soprattutto al termine di una  nevicata.

Pronti a fare colpo sulla vostra fidanzata? La scienza sa essere molto più romantica di quanto possiate pensare, avete l’occasione romantica ed i mezzi per sfruttarla al meglio, aspettiamo le vostre foto con i risultati dell’osservazione!



Silvia D'Amico