Nel suo ultimo romanzo Tommaso Zorzi ci racconta la normalità

Di libri scritti da personaggi del web ne abbiamo visti tanti. Come dimenticare “Le corna stanno bene su tutto ma io stavo meglio senza” di Giulia de Lellis? Oppure “Forti come noi” di Valentina Vignali?

Tra le ultime uscite balza subito il romanzo dal titolo “Siamo tutti bravi con i fidanzati degli altri”, scritto da Tommaso Zorzi.

Vi state chiedendo chi è?

Classe ‘95, è un influencer da quasi 800 mila follower su Instagram, che ha trovato la formula esatta per essere seguito da una schiera di affezionati: lui è semplicemente se stesso. Si dona al pubblico con una genuinità disarmante e oggi esordisce brillantemente nelle vesti di scrittore.

La storia si sviluppa a Milano, nella casa di Porta Venezia che il protagonista Filippo Villa condivide con la sua migliore amica Bea con cui sembra avere la stessa scarogna in fatto di uomini, e il suo bassotto Gilda.

Nonostante lo stesso autore ha confessato che ciò che racconta sono esperienza provate sulla sua pelle, Filippo non è un influencer, anzi.

È un semplice ragazzo che affoga i dispiaceri nel vino e che d’un tratto decide che il 2020 sarà l’anno in cui incontrerà l’uomo della sua vita. Dove cercarlo? Nell’era digitale, dove se non nelle app per appuntamenti come Grindr.

La malasorte in fatto di uomini sembra aver piazzato una nuvoletta perenne in stile Fantozzi sulla testa di Filippo. Fino a quando, costretto a lasciare Gilda in custodia, conosce e si lancia a capofitto nella relazione con Diego, un dogsitter particolarmente “fregno”.

È da qui che si sviluppa un romanzo in cui l’ironia non si risparmia e investe ogni aspetto della vita, da quello personale a quello sentimentale.

Filippo è l’amico di sesso maschile che tutte vorremmo per conoscere la cruda verità, anche se dura e cattiva. Perché lo sappiamo bene che nessuna amica, per quanto spietata, ci dirà mai “tesoro questa mattina fai schifo!!”. Lui non si crea problemi ed è questo un punto a suo favore.

È la voce di tutte noi povere single che si ritrovano a fare i conti con una massa di casi umani indescrivibili.

E quindi chepeau Tommaso, perché senza peli sulla lingua, racconti la normalità!!



Rachele Pezzella